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Imparare guadagnando: il nostro motto, la nostra promessa

15/01/2018 15:56

Che ne dici di cominciare il 2018 pianificando per bene direzione ed obiettivi e soprattutto monitorarli e starci dietro fino al raggiungimento?

A inizio anno è un classico un po’ per tutti porsi una lista bella piena di cose da fare ma, senza un piano, senza il giusto focus e senza il giusto supporto, è altrettanto un classico che in febbraio, se va bene in marzo…, è già tutto finito nelle sabbie mobili della “rimandite”.

In realtà il fatto che è cambiato l’anno è solo una nostra convenzione… non cambia mica niente, SE NON LO FACCIAMO CAMBIARE.


Io e i miei ragazzi del GB Team abbiamo appena pianificato tutti insieme il nostro BEST YEAR YET e abbiamo le idee molto chiare su come continueremo ad evolverci per venire sempre più incontro alle tue esigenze.

Abbiamo un motto che ci identifica in sole 2 parole, chiare e limpide come poche:

IMPARARE GUADAGNANDO

E questa è anche la nostra promessa per Te, ammesso che TU dia la giusta importanza ad entrambe le parole: non a caso, IMPARARE viene prima e questa è condizione imprescindibile per cominciare anche solo a parlarne.

Il nostro obiettivo è che tu impari e che TI POSSA RIPAGARE L’INVESTIMENTO NELLA FORMAZIONE IN BREVISSIMO TEMPO DIRETTAMENTE DAGLI STESSI GUADAGNI che deriveranno da quello che andrai ad imparare.

Altrettanto GUADAGNANDO non è casuale: viene sicuramente dopo avere imparato e questa è una legge universale che non ti devo stare a spiegare io… ma non per questo deve essere collocato spazio-temporalmente in un futuro remoto e astratto.

Stai con noi, applicati e i risultati arriveranno MOOOOLTO in fretta.

Che noi di GB Investing siamo molto ma molto operativi, ormai lo sanno anche i muri: qualche decina (se sono in vena, anche qualche centinaia) di operazioni dal vivo durante i miei live o webinar ci scappano sempre… deformazione professionale, abbiate pazienza.

Ma d’altronde, se non operi, con la sola teoria ti ci puoi riempire la bocca, ma non di certo il portafoglio!

Se stai con noi impari, guadagnando. LE DUE COSE VANNO DI PARI PASSO, NON SI SCAPPA!

Se vuoi solo imparare, ma sei frenato o realmente impossibilitato nel passare all’applicazione pratica in questi tempi, magari per mancanza di risorse, è un problema, ma risolvibile: percorsi ne abbiamo e sono assolutamente PROPEDEUTICI a qualunque tipo di operatività vorrai poi intraprendere.

Sono tutti percorsi di altissimo livello, è bene saperlo subito, non aspettarti le solite 4 banalità sull’analisi tecnica, che per quello vai su google e trovi tutti i “testa e spalle” ed i “macd” del mondo, peccato che poi quando sei giù in trincea col mercato che ti va contro, non te ne fai praticamente un tubo… no grazie, non è il nostro stile, non ci interessa…

Il nostro stile è inconfondibile sui mercati già solo per le nostre aree di MASSIMA SPECIALIZZAZIONE:

  • AUMENTI DI CAPITALE, OPZIONI E CERTIFICATES, 3 tra le operatività Superiori tra tutte le possibili in Borsa: tra le più complesse, non posso mica raccontarvi delle balle, ma anche tra le più remunerative, se capisci bene come funziona la faccenda
  • e per il nostro modo di trattarle: sono tutti fenomeni a comprare, ma la differenza la fa la GESTIONE dell’operazione in essere, sia quando va bene, sia quando va male… qua casca l’asino… vedo continuamente anche tra i formatori più esperti che le operazioni partono e poi boh, spariscono le tracce… Le operazioni non si possono lasciare a sé stesse e farle cadere nell’oblio: serve un piano scritto da inizio a fine con conteggi, verifiche, controlli incrociati, commenti, ragionamenti, valutazioni, critiche costruttive e celebrazioni dei risultati. Noi abbiamo una squadra di tecnici formati rigorosamente dal sottoscritto per aggiornare costantemente tutta la parte divulgativa delle nostre operazioni, proprio affinché ci sia uno storico dettagliato di tutto quello che facciamo, materiale preziosissimo per IMPARARE GUADAGNANDO.

Ed è inconfondibile anche lo stile con cui ci presentiamo ai nostri Lettori e Corsisti: volenti o nolenti, abbiamo salutato la diplomazia e non ci vergogniamo a dire che noi e i nostri Corsisti ci SCEGLIAMO RECIPROCAMENTE.

Lo so anch’io che sarebbe comodo e indolore se arrivasse la pappa pronta (in realtà personalmente mi annoierei un po’… se sei fatto della nostra stessa pasta, pure tu…), peccato che non arriva, quindi bisogna rimboccarsi le maniche e imparare qualche ricetta!

Gli amanti delle scommesse sono liberissimi di fare come meglio credono, ma noi se non abbiamo le PROBABILITA’ A FAVORE col cavolo che andiamo avanti: già la certezza non la possiamo avere su niente in quanto comuni mortali (tranne rarissimi casi di arbitraggio, ma stiamo parlando proprio di perle si e no quinquennali…) e, visto che si tratta di matematica, tanto vale che ci muoviamo quando il rapporto rischio-rendimento è nostro amico e non nostro nemico.

A volte le cose più logiche sono quelle dove ci si perde in un bicchiere d’acqua!

La maggioranza della gente odia la matematica a scuola, però da grandi a tutti piace fare i soldi facili coi numeri… e poi si meravigliano se azzerano il conto trading in pochi mesi, o settimane (il record di cui sono a conoscenza mi è stato raccontato da una persona che aveva puntato a caso 200 euro sul forex – non si ricordava neanche il cambio - poi è andata a fare pipì e quando è uscita dal bagno… puff, game over!).

La scommessa darà anche un brivido lungo la schiena, ma come strategia ha una piccola falla: non produce risultati costanti nel medio termine.

E, visto che stiamo parlando di fare fruttare i sudati risparmi, i risultati non mi sembrano una variabile trascurabile.

Purtroppo “tutto il mondo è paese” e anche la finanza vive “di mode”… moda del forex, moda delle opzioni binarie, adesso c’è la moda dei bitcoin (forse i bitcoin, o meglio la tecnologia sottostante, saranno più di una moda, ma prima me lo devono dimostrare, che di buchi nell’acqua negli ultimi 30 anni ne ho visti un po’ troppi per credere alle favole, ci si dovrebbe chiedere come mai è la Kodak (azienda oramai decotta) che si butta nel business dei bitcoin e non Amazon).

E ci metti che il periodo globale è quello che è e molti sono in obiettiva difficoltà economica (e tante volte conseguentemente psicologica).

E ci metti l’illusione del guadagno facile, per cui la gente sogna e va in brodo di giuggiole appena leggono un messaggio fuorviante delle tipiche pubblicità ingannevoli con magari di fianco una bella foto con macchine e località di lusso (prese da google immagini), giusto per calcare la mano. E abboccano all’amo…

E ci metti che gli organi di vigilanza non vigilano un bel tubo, perché certe realtà truffaldine con sedi legali collocate casualmente in paradisi fiscali NON dovrebbero neanche lontanamente avere l’abilitazione ad operare, o meglio a fregare, chi ci casca in mezzo.

E ci metti che la madre dei tontoloni è sempre incinta (c’è un turnover spaventoso su conti aperti e chiusi con questi broker dalla dubbissima moralità, perché la gente prova, tira a caso un po’, poi ci lascia le penne, chiude tutto e avanti il prossimo).

Ed ecco che si è creato l’habitat ideale per Medio-Man!

In una delle innumerevoli abbuffate a cui ho partecipato durante le feste natalizie, mi si siede accanto una persona, incuriosita a grandi linee da quello che faccio e bella-bella se ne esce con “ma sai, anche io avevo provato a leggere qualcosa, ma oh, bisogna sapere un sacco di cose, io ho il mio lavoro, mica posso perdere anni a studiare!”

Eccone un altro! Dovrebbero girare direttamente con un marchio sulla fronte, così almeno uno si regola e li evita come la peste e non perde tempo.

Ma che gli vuoi dire a uno che si stupisce (dovevate vedere la faccia con la bocca spalancata!) perché sta scoprendo ora per la prima volta in vita sua che per fare cash bisogna studiare??? Giuro, sembrava avesse scoperto l’acqua calda!

Immancabile la gomitatina sotto il tavolo con la solita proposta indecente: “ma se ti do 1000 euro, che ci fai?”

Ma che ci devo fare? Ci gioco a briscola?

Capito perché questi Medio-Men dovrebbero girare con un segnale di riconoscimento ben visibile?

D’altronde c’è poco da fare: siamo immersi in un mondo dove non fai in tempo ad aprire una pagina web, che sembra che tutti ti regalino il mondo! Bonus, occasioni che sembra che sei un pirla se non le cogli al volo, adesso con le criptovalute c’è una febbre in giro che manco ai tempi di Tiscali c’era, opportunità di network marketing che anche se non fai niente e non sai niente sembra che ti piovano soldi addosso…

E’ naturale che i più vulnerabili, martellati senza sosta da questi continui input, a una certa mollano…

Per affrontare i mercati con successo ci vuole una preparazione tecnica ma anche e soprattutto una preparazione mentale veramente da militari.

Dinamiche analoghe purtroppo capitano di frequente quando ci sono le grandi operazioni sul capitale, come è stato nei casi di BMPS e Unicredit o ultimamente di Banca Carige: gente che ti scrive (in ritardissimo) disperata, che non sa cosa fare e non ha la più pallida idea di cosa ha in portafoglio e di cosa sta succedendo alle sue azioni.

Anche qua i Medio-Men non si smentiscono mai: sono quelli che stanno perdendo mediamente qualche decina di migliaio di euro (il record attualmente imbattuto lo detiene un signore che stava perdendo 800.000 euro su Saipem in gennaio 2016!!!, che ti stressano il giorno della partenza dell’operazione e poi non riescono a pagare un migliaio di euro per un servizio annuale che vale minimo minimo 10 volte tanto.

Senza offendere nessuno, ma noi quando ci sono i giorni bollenti sulle operazioni topiche tipo gli aumenti di capitale, non abbiamo tutto sto tempo da perdere in banalità, che tra l’altro abbiamo già scritto e messo su video GRATUITI apposta giusto per dare almeno l’abc a tutti, che almeno però lo usino e non quando la frittata è già fatta!

Con queste teste, che ci dobbiamo fare?

Per molti va bene rischiare di perdere decine di migliaia di euro senza criterio e senza alcuna conoscenza della materia, ma spendere qualche centinaio di euro è troppo caro, anche solo per partire da un libro… (uno ne dovrebbe fagocitare voracemente almeno 50 di libri mentre si addentra nel mondo, altro che 1…).

Ecco perché abbiamo la presunzione di scegliere i nostri Corsisti non meno di quanto loro scelgano noi.

Anche perché se dobbiamo parlare di cose delicate, come i soldi, ma soprattutto le pippe mentali che albergano in ciascuno di noi e di cui ormai riconosciamo gli schemi fin dalle primissime battute, forse è meglio partire col piede giusto e non prendersi in giro.

In ogni modo io sono uno come te, sono solo il massimo esperto in Italia su due temi centrali, ma non sarò io a decretare la tua definitiva vittoria o sconfitta, io sono solo un supporto, ma ci pensa esclusivamente il mercato a PREMIARE I MERITEVOLI ed a punire gli ingenui arroganti e con tanta fretta ed è giusto che sia così: il mercato è meritocratico e delle scuse non gliene può proprio fregare di meno, ci pensa lui a fare piazza pulita.

Non a caso noi formatori, limitandomi a solo quelli italiani, siamo rimasti in 4 gatti coi capelli non più coloratissimi… non è un caso!

(Ah, per “formatori” mi riferisco a quelli che hanno MINIMO 10 ANNI DI ESPERIENZA. Sotto i 10 anni di esperienza non li prendo neanche in considerazione… è un po’ come studiare medicina: parti come matricola per forza ma, prima di farmi operare da te, la laurea minimo devi averla conseguita e se poi sei Primario, fuori dai denti, lo preferisco… Ce ne sono fin troppi di improvvisati tuttologi che oggi si atteggiano ad essere esperti di binarie o di bitcoin o tutti quegli altri cancheri lì e poi tra 6 mesi li vediamo sul web a fare start-up, corsi sull’abbondanza, insomma, a seconda di come tira il vento… ma come? Ma non erano così fighi come trader? Dove sono finiti?)

Da una parte ci sono quindi quelli che hanno fretta e dal polo opposto ci sono al contrario quelli che non si svegliano neanche se gli va a fuoco la sedia: sì, sto parlando dei tantissimi risparmiatori italiani che tuttora pensano che in Banca hanno ancora tutto gratuitamente.

Ohhh aivoglia!!!

Evidentemente non sono ancora bastate le fregature dai fondi alle polizze, per non parlare dei subordinati o delle stesse azioni od obbligazioni della banca stessa, ma anche dei certificati venduti in collocamento con dei caricamenti vergognosi: ne ho visti coi miei occhi anche di 10 punti percentuali!!! E quando lo recuperi un 10% buttato così in partenza?

Noi siamo gli unici in Italia a raggiungere di media sempre un 10% annuo di risultati reali solo sul servizio dei certificates e ci siamo confermati i numeri 1 anche nel 2016 con il caos delle banche e i tassi a zero. Se noi che guadagniamo di media un 10% sui certificates in un anno dovessimo pagare il 10% di commissioni, avremmo fatto pari. E tutti quelli che non riescono neanche lontanamente un 10%?  come fanno poveracci se i risultati sono bassi e le commissioni sono l’unica certezza alta? Te lo credo che poi la gente si inchioda nelle sabbie mobili e aspetta il pareggio… e gli anni passano…

Ovviamente quando il risparmiatore si accorge dell’importanza delle commissioni e di tante variabili che normalmente trascura per obiettiva incompetenza, se se ne accorge, è troppo tardi e finisce che rimane lì fermo come un pesce lesso ad aspettare il pareggio l’anno del poi e il mese del mai.

Nella prima settimana di ottobre del 2017 sono rimasto letteralmente inorridito quando, in occasione della settimana dell’educazione finanziaria, ho visto le principali Istituzioni finanziarie italiane gareggiare nel farsi paladini dell’educazione finanziaria, cercando quanto meno di ricucire lo strappo epocale apertosi nei confronti dei risparmiatori in occasione delle risoluzioni bancarie dall’Etruria alle due Pop Venete.

La fiducia dei clienti nei confronti del sistema è crollata e non si riconquista di sicuro con 4 nozioni basiche che non spiegano certo come le banche continueranno a fottere i tuoi risparmi (e poi per le 4 informazioni in croce che hanno dato come se avessero creato chissà quale infrastruttura della conoscenza, vi passo un paio di ebook e siamo già pari).

Anche la Mifid 2, tanto decantata come tutela del risparmiatore ed entrata in vigore a inizio 2018, ho il timore che sarà ben presto aggirata dalle Banche (d’altronde siamo nel Belpaese: fatta la legge, trovato l’inganno), già alcune hanno fatto dichiarazioni fuorvianti del tipo:

Abbiamo quindi deciso di assorbire i costi associati alla ricerca esterna per mantenere inalterato il livello di qualità e di valore per tutti i nostri investitori, evitando di addebitare tali oneri ai patrimoni gestiti. Riteniamo che questo sia l'approccio più coerente con la nostra vision e le nostre strategie di crescita"

Ovviamente si dice il peccato e non il peccatore, ma tanto da correre a scappare sono quasi tutti imparentati…

Mi sembra che mai come oggi l’industria finanziaria abbia bisogno di grandi ritorni sul risparmio gestito per compensare gli sforzi di risanamento dovuti allo smaltimento degli NPL, per cui scordati che la MIFID 2 porterà a grandi risparmi. Dichiarazioni come quella suesposta mi sembrano solo mirate ad illudere il risparmiatore che ci sia una convenienza rispetto al passato.

E invece le cose cambiano quando le prendi in mano tu, mica perché viene recepita una direttiva comunitaria… dai, siamo seri…

Ti raccontano la favoletta che ora grazie alla Mifid 2 sei più tutelato, adesso con le nuove regole le banche sono più trasparenti, che ti puoi fidare, che i furti del passato non capiteranno più e tante belle cose… mi sembra di tornare ai tempi di quando lavoravo in banca 30 anni fa e mi dicevano di dire ai clienti, se la gestione era andata male, che in futuro sarebbe andata meglio perché avevano cambiato il gestore…

Come no? Ho cambiato mestiere e ho fatto prima, anzi, adesso sono proprio dall’altra parte della barricata. E di qua ci divertiamo molto di più!

Noi di GB Investing vediamo la Mifid 2 come una grande opportunità per quelli che come noi sono schierati tra i “Buoni”: la trasparenza sui costi può venire solo a vantaggio per l’utilizzatore finale, soprattutto se nei prospetti informativi saranno ben chiari i costi che il risparmiatore oggi non vede.

Pensa solo che nelle Sicav o nei fondi comuni (lo posso dire con certezza, essendo io anche Advisor di una Sicav) ci sono ben 24 voci di costo diverse, però solo 2 sono ben visibili quando si sottoscrive un fondo (e precisamente si tratta delle commissioni di gestione e delle commissioni di performances, oltre ovviamente alle commissioni di ingresso o uscita, elementi questi che da soli già mi confermano quanto sia giusto non sottoscrivere MAI un fondo che chiede questo genere di commissioni).

Vedremo come sarà recepita realmente nel quotidiano questa direttiva: a livello di contenuti sembra che abbiano smosso mari e monti. La mia percezione è che non si smentiranno neanche questa volta, sono proprio curioso di vedere il reale impatto sulle voci di costo dei vari strumenti.

So solo che c’è un via e vai di promotori da una rete all’altra, soprattutto adesso con la Mifid 2 che c’è da prendere la balla! Ma c’è poco da scappare: se devono fare vedere DAVVERO TUTTI I COSTI, bisogna cambiare pianeta, non banca d’appoggio!

E noi di GB Investing abbiamo “cambiato” pianeta!

In risposta ai fondi (ci sono addirittura i fondi di fondi… sto aspettando al varco i loro prospetti informativi perché loro sono i più viscidi in assoluto: con la storiella dell’alta diversificazione, ci mangiano in 44 con le tue commissioni!), noi che lavoriamo con la finanza vera e non con i pacchetti preconfezionati stile 3x2, siamo specialisti di opzioni.

Ma lungi da me proporti le opzioni! Le opzioni sono a disposizione nella nostra offerta, ma sono per una ristretta cerchia di persone che hanno un profilo adeguato e che dimostrano di meritare questo accesso.

Oltre alle opzioni, molto più alla portata, trovi i CERTIFICATES!

Qua sì che è doveroso fermarsi: i certificates sono delle combinazioni di opzioni e, se li sai usare, rendono performances migliori di qualsiasi fondo bilanciato e/o azionario (quelli obbligazionari coi tassi a zero non mi sento neanche di citarli, mi auguro tu non ne abbia in portafoglio… e per quello che riguarda i monetari, va beh in quel caso lascia direttamente i soldi sul conto che almeno sono liberi e quando ti servono non devi aspettare che ti ridiano i tuoi soldi al netto delle commissioni).

Di sicuro con un certificato di investimento non avrai mai la sorpresa che l’indice FtseMib fa +10% e il tuo fondo fa sì e no +2%...

Se per ipotesi sai che il certificato renderà un 6% all’anno se vengono rispettati certi parametri, tu avrai questo 6% all’anno senza alcun costo aggiuntivo e potrai sempre monetizzare il tuo investimento prima della scadenza, senza alcun vincolo capestro… dettaglio quest’ultimo non indifferente perché, quando prendono un normalissimo certificato e gli mettono un bel vestitino di Carnevale addosso travestendolo da prodotto assicurativo, con la menata che è insequestrabile, impignorabile (ammesso che tu non abbia contatti stretti con il malaffare, immagino che queste due cose possano essere facilmente superate…) e ti mettono la scadenza nel 2120 con dei simpatici 5% di commissioni di riscatto anticipato, non so come dirtelo senza apparire scurrile, ma ti stanno fregando, perché tu da quel prodotto non uscirai MAI e sarai costretto ad aspettare la scadenza, perché se paghi il 5% non vedi il pareggio manco col binocolo e quindi stai lì. A marcire nelle sabbie mobili, perché quel 5% ti rode fino a scadenza. E’ il loro cappio…

Se al contrario sposi la filosofia dei Certificates, hai chiaro fin da subito:

  • i costi, diretti e bassissimi (perché non ci devono mangiare sopra i 44 di prima);
  • le regole di quello che ti stai mettendo in casa, senza sorprese: sai subito quanto ti renderà un certificato con assoluta certezza in base all’andamento del sottostante prescelto, nonché il relativo rischio. Se ti vanno bene quelle condizioni, te lo pigli. Diversamente, avanti il prossimo. Ci sono circa 3.000 certificates quotati: se ti va bene il fondino del piffero, stai sereno che ne trovi almeno 10 di certificates in giro per lavorare sugli stessi sottostanti del fondino. Per scegliere poi tra quei 10, ti rimando al livello advanced, ma partiamo per gradi…

Piccolo compito di esperimento sociale per iniziare l’anno belli vispi, che sennò con tutti sti panettoni e brindisi, cala la palpebra: vai in filiale/dal promotore, insomma, da chi sei abituato ad andare e chiedi informazioni sui certificates… poi riportami le risposte (anche le foto delle facce in difficoltà, se riesci a fotografarli di nascosto, verrebbe un gran bel collage!).
Io sono contrario alle previsioni di default perché nessun essere umano è dotato, che io sappia, della sfera di cristallo. Eppure questa volta mi sbilancio, ti faccio una panoramica delle possibili risposte cui andrai incontro, quando chiederai approfondimenti sui certificates (puoi provare anche con gli ETF, ETC e tutti quegli strumenti che non rientrano nel risparmio gestito, ma mi soffermo sui Certificates perché AD OGGI SONO IL MIGLIORE STRUMENTO IN ASSOLUTO).

In linea di massima, ve li sconsiglieranno vivamente tutti a prescindere, perché:

  • non hanno la più pallida idea di cosa siano e neanche in che mercato sono quotati (Sedex e CERT-X potrebbero prenderli come insulti) e si sa, quello che non si conosce, spaventa. Di sicuro le loro direzioni commerciali hanno tutto l’interesse a non farglieli scoprire ed, ammesso che uno non se li studi per i cavoli propri, rimane uno strumento taboo
  • non ci guadagnano nulla nel collocarlo (su fondi e prodotti interni ci guadagnano eccome, secondo voi a spanne quale scelgono di proporre, elogiandolo come se fosse la migliore, se non unica, soluzione possibile?)
  • di fatto rientrano tra gli strumenti derivati, ma non necessariamente uno strumento derivato è più rischioso di un fondo comune. Se non sanno bene di cosa stanno parlando, limitarsi a dire “è rischioso perché è un derivato” è un po’ pochino, infatti i certificates non richiedono neanche il conto margini, ma qua stiamo andando già verso il livello advanced…
  • se ne collocano, toh che strano, sono certificates della banca stessa o comunque collegati alla casa madre in palese conflitto di interesse e li propongono sempre e solo in fase di  collocamento, proprio perché guadagnano dal collocamento. Una volta finito il collocamento ed il prodotto circola normalmente sul mercato, ma tu guarda le coincidenze della vita, improvvisamente, letteralmente dall’oggi al domani, non gli interessa più venderlo, perché ormai la loro finestra di guadagno si è chiusa, eppure lo strumento è sempre lui, anzi, se vogliamo proprio fare gli avvocati del diavolo (e a noi piace tanto), al cliente finale il certificato ovviamente costa meno quando è finito il collocamento, perché appunto il prodotto è stato depurato dei costi. Occhio a cosa vi propongono ed anche a quando ve lo propongono! Non so voi, ma io non riesco a trovare neanche un motivo valido per acquistare una cosa lunedì a 1000, quando giovedì ho già la certezza assoluta che lo pagherò 960, a parità delle altre condizioni, solo per l’incidenza delle commissioni…
  • Anche quei pochi dipendenti/promotori che si sono documentati personalmente sulla materia (di sicuro le banche non investono in formazione di qualità, a loro basta fare le riunioni motivazionali il lunedì mattina…), non possono indicarli ai clienti, perché devono seguire le cortesi direttive dei capoccioni che devono fare budget. Pena: trasferimento seduta stante alla filiale di Canicattì. P.S. Se sei tra di loro e in banca sei sprecato, scrivici alla info@gbinvesting.com che noi siamo sempre alla ricerca di chi ha una marcia in più e si applica per avere di più.

Il certificato nasce in un modo e muore in quel modo: nelle regole che devi studiare accuratamente PRIMA di acquistarlo (e noi in questo siamo dei cecchini!), c’è scritto tutto quello che ti serve per potere scegliere consapevolmente.

Se vuoi imparare a leggere il linguaggio dei Certificates, ti sei imbattuto nelle pagine giuste.

Con un fondo invece non sai mica di che morte morire, non sai mai cosa ti puoi trovare dentro; chi mi garantisce che non ci vada a finire un qualche titolo tossico che la banca non sa dove mettere?

Ricordo solo io che le obbligazioni Parmalat e Cirio non erano in nessun portafoglio di proprietà delle Banche, ma erano ben presenti nei portafogli gestiti dalle banche stesse? Manco fossero la pattumiera!!!

Purtroppo il risparmiatore si dimentica in fretta di queste cose, ma i tempi non sono cambiati, anzi: se lo facevano in tempi di “vacche grasse”, cioè quando i bilanci erano floridi, a maggior ragione lo fanno oggi (vedasi le continue fregature che arrivano agli ignari risparmiatori).

Solo a mia zia di quasi 90 anni avevano fatto firmare in Banca un papiro infinito di cartaccia e le avevano rifilato una polizza decennale… a 90 anni! Qua però sfondiamo le porte della decenza! Peccato che questi signori non sapevano che il nipote di questa anziana signora li avrebbe smontati senza possibilità di appello in meno di 30 secondi… Finchè ti arriva lo spavaldo che pretende tutto senza fare niente, se gli rifilano della robaccia, in fondo se l’è andata a cercare pure lui, quindi quanto meno sono complici. Ma gli anziani no… ma come fanno a rifilare sta roba e avere ancora il coraggio di guardarsi allo specchio?

I 10 anni comunque non sono ancora passati e mia zia non c’è più…  Ciao zia…, meglio che tu non sia venuta a sapere che la polizza aveva il capitale garantito, peccato che l’Emittente e’ una banca islandese che è fallita…….ci abbiamo pensato noi nipoti a farci rimborsare dalla banca.

Anche nel campo dei certificati, tuttavia, non è tutta rosa e fiori: spesso i costi non sono del tutto trasparenti, soprattutto i costi in emissione (ossia il guadagno che ha l’Emittente sul collocamento del prodotto) e forse (dico forse perché ancora non c’è certezza sull’evidenziazione dei costi all’interno del prospetto informativo) la Mifid 2 porterà buone nuove al risparmiatore, evidenziando questi costi. I prossimi giorni chiariranno questo aspetto.

Sembro un po’ maniacale con questo focus sulle commissioni, anzi, lo sono, e meno male!

Ho fatto letteralmente milioni di eseguiti in Borsa in 30 anni nella mia carriera di trader: quando facevo scalping con fino a 3000 operazioni al giorno, coi Broker trattavo i centesimi di euro per singolo eseguito (una differenza di anche solo 10 centesimi, per me erano 300 euro al giorno di commissioni risparmiate, quindi, sì, diciamo che ho l’occhio particolarmente vigile ed allenato).

Non vi dico di fare altrettanto, perché a questi livelli non ce n’è neanche bisogno, ma il messaggio che voglio lanciarvi è di controllare, trattare, conteggiare e verificare le commissioni e la loro incidenza sui vostri risultati, perché rimarrete stupiti dal conteggio finale.

E le banche sono solo dei magazzini che contengono delle cose che mi possono essere utili, tipo le farmacie: in farmacia compri il farmaco che ti serve e prenderlo nella farmacia A o nella farmacia B onestamente ai fini del risultato finale, un bel chissenefrega ci sta tutto…

Con le banche ho sempre avuto questo approccio che sicuramente mi ha premiato: loro sono intermediari che svolgono un servizio ed è giusto che vengano pagati per il loro ruolo, ma da qui a decidere il bello ed il cattivo tempo quando la maggioranza di loro è più scarsa della media dei nostri Corsisti evoluti, ce ne passa…

Vedi, la pratica è fatta di tante sfumature e le commissioni sono una delle tante.

E la puoi fare ad alti livelli solo con chi come noi ci sguazza nei mercati da una vita.

Ecco perché per noi è addirittura facile prometterti che con noi IMPARERAI GUADAGNANDO!

Astenersi Medio-Man, please. Leggi sopra se ti sei perso il paragrafo su Medio-Man.

IMPARARE GUADAGNANDO non è una promessa che facciamo a vuoto, ma è il risultato di chi arriva a noi con il giusto approccio mentale, cioè di chi è disposto a studiare per mettere gradualmente in pratica le tecniche insegnate con la giusta consapevolezza ed a lavorare su se stesso per migliorare la propria gestione emotiva durante l’operatività reale (la partita si gioca tutta qua in realtà, non negli aridi numeri!).

Tornando ai buoni propositi del 2018, che se rimangono solo propositi non servono a un bel niente, passa ai fatti: prendi l’agenda e segnati un’ora LUNEDI’ 29 GENNAIO alle ore 18,00 per seguirmi nel mio prossimo WEBINAR FREE SUI CERTIFICATES, il primo del 2018, che sarà più speciale del solito, visto che vedremo nel dettaglio qualche idea per approcciare il mercato e tarare il portafoglio in maniera intelligente in attesa delle prossime elezioni di marzo.

Ne avremo un bel po’ da dire, ti aspetto!

Per seguire il webinar in diretta è necessario effettuare la registrazione al seguente link:

https://attendee.gotowebinar.com/register/862274789959937025

In seguito riceverai una mail con il link per collegarti alla piattaforma di GoToWebinar, da dove potrai seguire il webinar in diretta. Successivamente, troverai la registrazione di questo webinar e anche di quelli del passato dentro il sito www.gbinvesting.com nell’area dedicata ai Certificates senza scadenza e senza costi, così potrai riascoltarlo attentamente quando e quante volte vorrai per arrivare ad avere chiari tutti i passaggi.

E se vuoi iniziare l’anno veramente col piede giusto SABATO 27 GENNAIO a Milano in collaborazione con Traders' Magazine terrò una giornata intera dal vivo sui certificates (livello evoluto, come tutti i miei live, perché la parte introduttiva è disponibile free sul sito per dare modo a TUTTI di avere almeno la base. Poi in aula facciamo sul serio).

GB Live Certificates 27/01 Milano. Registrati qui: http://www.traders-mag.it/certificati-borsi-scuola-traders.html#

WEBINAR FREE GB CERTIFICATES 29/01: https://attendee.gotowebinar.com/register/862274789959937025

Buon anno!

Giovanni Borsi & il Team GB Investing

TAG:

Analisi tecnica Azioni Banche Bitcoin Borsa Certificati Mifid

AUTORI:

Staff gbinvesting

GRAFICI:

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TRADERPEDIA:

Interesse Opzioni Portafoglio Sar


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