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L'autocompiacimento dei mercati finanziari

09/01/2017 09:43

I mercati finanziari 2017 si aprono sulla falsariga dello spumeggiante finale del 2016. Nuovi record storici per tutti i principali indici USA e per l’indice UK. Nuovi massimi di periodo per Europa e Giappone. Si conferma quindi il momento particolarmente favorevole per le economie sviluppate. Ma da segnalare che questa settimana il rialzo è stato corale, coinvolgendo anche i paesi emergenti che erano rimasti più indietro.

Il dato macro della settimana è stato l’indice PMI degli Stati Uniti (sia manifatturiero che non manifatturiero), visto a nuovi massimi di periodo ed oltre le attese degli analisti. Dati a conferma del buono stato di salute dell’economia USA e di future letture del PIL, che dovrebbero restare sul versante positivo. Sul finale di settimana il dato sotto le attese sulla occupazione Usa avrebbe potuto raffreddare l’ottimismo, ma per ora gli indici hanno chiuso senza mostrare segnali di indecisione.

Sui grafici dei paesi sviluppati siamo ora entrati in territorio di ipercomprato anche sul settimanale. Comprare su questi livelli è sempre più rischioso, a meno che non stiamo entrando in un clima di euforia borsistica, tipo quella che abbiamo visto nell’ultima bolla USA del 2000. O come la bolla cinese del 2015, per dare riferimenti più recenti. Ora non possiamo dire che vi sia euforia, ma siamo forse nello stadio immediatamente precedente, che potremmo definire dell’autocompiacimento. Di certo vale la pena ancora comprare eventuali ritracciamenti: segnali di fine ciclo non sono ancora visibili, nuovi massimi non sono affatto da escludere.

 

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Il grafico della settimana: FTSE100 UK

Se i nuovi massimi di Wall Street non fanno più notizia, quello della borsa inglese è più sorprendente, quantomeno per il contesto in cui è avvenuto. Nuovi massimi storici che si sono concretizzati nell’ ultimo giorno di negoziazione del 2016, anno della Brexit. Poi ritoccati in questa prima settimana del 2017. Certo è vero che la Brexit è ancora solo un annuncio non implementato, ma rimane il fatto che i proclami di immediato disastro economico strillati prima del voto non vi sono stati. Con addirittura le scuse del capo economista della banca centrale inglese, che ha ammesso di aver sbagliato ogni previsione.

Rimane una negoziazione complicata, che avrà inizio tra meno di 3 mesi. Con in mezzo la pronunciazione della corte suprema inglese, che a gennaio dovrebbe ratificare la necessità o meno di un voto parlamentare prima di avviare le procedure di distacco. Partita quindi ancora lunga, ma per ora un punto a favore dei sostenitori della Brexit.

 

ftse 100 grafico

 

Riccardo Zarfati

Onehourtrading.it

Autore: Riccardo Zarfati
Canale: Portafoglio Etf Indici E Materie Prime
Servizio: Analisi
Grafici: Ft-se 100, Pmi
Tagged: Borsa, Economia, Indici, Usa
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