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Che sia il momento di coprire i portafogli?

08/11/2019 14:54

L’euforia che si respira sui mercati sta spingendo i prezzi sempre più al rialzo. Poche nubi all’orizzonte ma è proprio per questo che è opportuno iniziare a coprire i portafogli

 

Cieli sereni e poche nubi all’orizzonte, i mercati finanziari viaggiano a gonfie vele verso nuovi record e perfino a Piazza Affari si inizia a intravedere la possibilità di rompere con decisione i livelli massimi del 2014 oltre i 24000 punti. Il clima è decisamente favorevole per gli investitori, per una concatenazione di fattori che spaziano dall’atteggiamento accomodante delle Banche centrali alla lunga serie di earnings superiori alle attese passando per i tweet amichevoli di Trump e la rarefazione dei rendimenti sul fronte obbligazionario. Una manna per tutti coloro che hanno investito sui titoli azionari ( vedi Azimut, regina del listino italiano con un rialzo ormai superiore al 140% se si considera anche il generoso dividendo distribuito a maggio) e  hanno accettato il compromesso di alzare l’asticella del rischio per riuscire a ottenere dei ritorni superiori allo zero. “Follow the trend” o ancora “ the trend is your friend”, queste sono le parole d’ordine in questo momento per coloro che sono in posizione e cedere alla tentazione di anticipare un’inversione di tendenza potrebbe risultare molto dannoso per le proprie finanze. Alla larga quindi, almeno per ora, dallo short puro ma l’esperienza ha insegnato che è proprio nei momenti di maggiore euforia che è opportuno iniziare a inserire in portafoglio una qualsiasi forma di copertura. Tra gli strumenti finanziari che permettono di trarre profitto dai ribassi senza esporsi immediatamente a una perdita in caso di ulteriore rialzo annoveriamo i certificati, protagonisti dell’ultimo biennio con una crescita record dei volumi sia sul mercato primario ( oltre 11 miliardi di euro collocati nei primi 9 mesi del 2019 secondi i dati ACEPI) che secondario.

Studiati per permettere agli investitori di diversificare i portafogli sfruttando flessibilità ed efficienza fiscale, i certificati hanno ormai conquistato tutti, per la loro semplicità di acquisto con importi a partire da 100 euro e per la loro capacità di generare rendimenti associati a un solido controllo del rischio, di recuperare le minusvalenze, di ristrutturare le posizioni in perdita o di proteggere i portafogli dai ribassi. Proprio a quest’ultima esigenza rispondono i certificati Phoenix Memory Reverse, quotati sul mercato secondario di Borsa Italiana e di EuroTLX dalle principali banche emittenti internazionali, quali ad esempio Unicredit, BNP Paribas, Société Générale, Credit Suisse, Natixis e Leonteq .

 

REVERSE CON AIRBAG

Dotato di una struttura inedita e per questo già finito nel mirino degli investitori in certificati, il Phoenix Memory Reverse con Airbag quotato da Credit Suisse risulta idoneo allo scopo di inserire una sorta di assicurazione nel portafoglio contro i rischi di ribasso dell’azionario italiano. Più nel dettaglio, il certificato è identificato da un codice Isin XS1973531806 e prevede a partire dal 28 novembre il pagamento di un premio mensile di rendimento dello 0,50% ( 6% p.a.) a condizione che i 4 titoli del basket su cui è costruito non rilevino oltre il 135% dei prezzi fissati in emissione. I titoli azionari a cui l’investitore deve guardare sono Tenaris, Fineco Bank, BPER e Amplifon: se questi scenderanno di valore, rimarranno in laterale o saliranno, purché di una percentuale non superiore al 35% ( ne è sufficiente uno solo per invalidare il pagamento del premio per quel mese), il certificato staccherà un coupon di 0,5 euro fissi ( nominale 100 euro), viceversa nel caso di rilevazione superiore alla barriera del 135% da parte di anche un solo titolo, non pagherà alcun premio. Tuttavia, essendo previsto l’effetto memoria , eventuali coupon non ricevuti per uno o più mesi saranno riconosciuti alla prima occasione utile in cui tutti e 4 i titoli saranno tornati al di sotto delle barriere. Da qui la conclusione che il certificato potrà pagare il 6% annuo anche qualora i titoli salgano, in una fase più o meno prolungata, e successivamente correggano tornando al di sotto dei rispettivi livelli barriera, ovvero lo scenario a cui si potrebbe andare incontro per i prossimi mesi.

Tuttavia esiste anche una possibilità per l’investitore che la copertura raggiunga l’obiettivo massimo di rendimento prima della scadenza naturale di novembre 2023. Infatti, a partire da ottobre 2020, qualora tutti e 4 i titoli rilevino un prezzo pari o inferiore agli strike iniziali, il certificato rimborserà anticipatamente il capitale ( opzione autocallable) maggiorato del premio mensile di competenza, generando pertanto un rendimento di circa il 12% in 11 mesi, tenendo conto dell’attuale prezzo a cui può essere acquistato sul Sedex di Borsa Italiana ( circa 95 euro), frutto della salita recente di Amplifon, attuale titolo “best of” con un rialzo del 9% dall’emissione del certificato.

Qualora il certificato non sia stato mai liquidato anticipatamente, alla scadenza naturale di novembre 2023 i profili di rimborso per l’investitore potranno essere 2:

  1. il migliore, prevede il rimborso dei 100 euro nominali, maggiorati di tutti i premi mensili ricevuti o rimasti in memoria, a condizione che i 4 titoli si trovino al di sotto dei valori barriera del 135%

  2. il peggiore, mitigato tuttavia dalla più che opportuna opzione Airbag, prevede il rimborso dei 100 euro nominali diminuiti di una percentuale calcolata secondo un meccanismo che tiene conto della performance realizzata dal titolo migliore tra i 4 e del fattore Airbag 1,5384.

Per comprendere il criterio di calcolo del rimborso nel caso in cui uno dei titoli finisca oltre la barriera, ipotizziamo un valore a scadenza di Amplifon pari a 32,28 euro, ossia il 50% in più dei 21,52 euro dello strike iniziale. Essendo i 32,28 euro superiori alla barriera fissata a 29,052 euro, non si beneficerà della protezione totale del capitale. Il rimborso a quel punto sarà calcolato nel seguente modo:

100 x ( 2 – ( 32,28/21,52) ) x 1,5384 = 76,92 euro

In pratica, pertanto, a fronte di un rialzo del 50% da parte di un componente del basket, anziché subire una perdita del 50% in conto capitale, come avverrebbe per qualsiasi certificato Reverse o Short senza leva, si dimezzerebbe il passivo, rendendo di fatto possibile la costruzione di un’efficiente strategia di copertura del portafoglio azionario prevalentemente esposto sull’Italia.

 

Immagine che contiene screenshot  Descrizione generata automaticamente

 


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Analisi a cura di Pierpaolo Scandurra
www.certificatiederivati.it

 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



TAG:

Stock Bank Bull or bear Certificati Finanza Investment Mercati Wallet

AUTORI:

Pierpaolo scandurra

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