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Bitcoin una previsione che stende tutti: 300.000 in 5 anni

05/06/2020 12:36

La crisi porterà bitcoin a 300.000 dollari entro i prossimi cinque anni. Il crittografo britannico Adam Back, CEO di Blockstream, ha le idee chiare e lancia le sue previsioni. In una recente intervista, rilasciata a Bloomberg, l'esperto ha spiegato che gli attori istituzionali saranno ininfluenti nella corsa all'oro digitale.
Al di là di un loro diretto coinvolgimento, infatti, secondo Back, gli investitori privati basteranno a sostenere i significativi cambiamenti di valore della criptovaluta.

Bitcoin: per aspera ad astra, forse nel 2025

Le previsioni del co-fondatore e amministratore delegato di Blockstream Corp.

non stanno passando inosservate. Bitcoin, regina delle criptovalute, già nel 2025 potrebbe toccare cifre da capogiro a causa della crisi economica mondiale che stiamo vivendo. Il noto sostenitore della criptocurrency non ha mai fatto mistero della sua incondizionata predilezione per bitcoin e alla luce dell'attacco pandemico mette in campo ragionevoli teorie.

"Non li vendo" ha detto in una recente intervista, mostrandosi convinto di poter proseguire per la sua strada bitcoinofila.

Il valore di bitcoin nel tempo

La storia di bitcoin è destinata a crescere ancora e i fatti che la porteranno al centro dell'attenzione mediatica, probabilmente, sono ancora tutti da scrivere.

Il famigerato Genesis Block, primo blocco di transazioni, nasceva il 3 Gennaio del 2009. Erano le 18:18 in punto. L'architettura di un cambiamento epocale partiva con un valore prossimo allo zero. 

L'anno dopo, il 22 Maggio 2010, in Florida Laszlo Hanyecz si offriva di pagare il suo conto in bitcoin: ai tempi, per due pizze se ne spendevano diecimila.
Il 1 aprile 2013, il valore di bitcoin superava i 100 dollari di quotazione e a Ottobre dello stesso anno toccava i 1000 dollari. A Dicembre del 2017 la criptovaluta registrava un picco di 19.800 dollari

Siamo nel 2020 e si ipotizza una crescita esponenziale da qui ai prossimi cinque anni: 300.000 dollari nel 2025, per l'esattezza.

Gli alti e bassi di bitcoin hanno sempre generato curiosità. La caratteristica principale sulla quale transita l’interesse e la paura di qualunque investitore è la sua volatilità. Le montagne russe delle sue quotazioni hanno fatto gola a molti, ma hanno lasciato dietro di sé altrettante vittime. 

Perchè bitcoin raggiungerà quota 300.000 secondo Adam Back

Le ragioni sottese alla previsione di Adam Back risiedono in una concatenazione di fattori.
Com'è noto, il Covid-19 ha messo a dura prova l'economia mondiale e con essa l'intero settore finanziario. Dalla nascita della valuta digitale a oggi, le istituzioni hanno mantenuto un atteggiamento molto cauto nell'avvalorare il cambiamento culturale richiesto: se la madre delle criptovalute è cresciuta non è certo grazie a loro. 

Al contrario, i fedeli di bitcoin sono investitori al dettaglio che vantano il merito di aver creduto in  una delle invenzioni più innovative della storia, dopo internet.

La salita del prezzo di BTC, dagli attuali 10.000 dollari circa, ai 300.000 nei prossimi cinque anni, non sarebbe dunque legata ad azioni aggiuntive degli investitori istituzionali, ma si farebbe strada grazie ai propulsori di sempre.

Economisti, studiosi, esperti, appassionati di tecnologia, crittografi, piccoli e grandi risparmiatori privati: bitcoin si è sempre mosso grazie a chi ha confidato nelle sue potenzialità e ha proseguito la sua scalata persino attraversando azioni di veto e sbarramento governativo.

Il superamento di credenze avverse e la resistenza a nuovi possibili ostacoli erge bitcoin a moneta resiliente come poche, forse nessuna. 

"Potrebbe non richiedere un'ulteriore adozione istituzionale perché l'ambiente attuale sta spingendo più persone a pensare alla copertura".

In sostanza, quando ci sono molti soldi da stampare al mondo, la preoccupazione più grande è mantenere il valore del proprio denaro.
La pandemia che ha messo in ginocchio l'economia globale ha modificato gli interessi finanziari, spiega Back. 

Bitcoin, pandemia e investimenti: nascono nuove dinamiche

In questo momento, buona parte delle persone è chiamata a lavorare da casa, di conseguenza gli investimenti immobiliari vengono considerati più rischiosi.

Inoltre, le obbligazioni possono essere sopravvalutate in un contesto di crisi generale come quello attuale. Ragionando ad esclusione, dunque, bitcoin sarebbe una risposta possibile per coloro che vorrebbero tentare profitti nel tempo.

Il virus, come spiega l'esperto, sta inducendo le persone a pensare al denaro in modo diverso.
In un momento difficile come questo, la conservazione del proprio patrimonio viene vissuta come primaria ed essenziale e la previsione di qualsiasi rendimento viene offuscata dalla paura dell'incerto. 

La pandemia ci costringe a fare i conti con le nostre paure e ci spinge ad allentare la spinta propulsiva del rischio.

Covid-19, in particolare, sembra essere sinonimo di rendimento complesso. Eppure, Back continua ad estrarre moneta senza sosta e si guarda bene dal disfarsene. I due elementi decisivi che stanno agendo sulle convinzioni della gente concernenti il denaro sono il Coronavirus e l'aumento della stampa di moneta, spiega il crittografo, ma non mancano segnali rassicuranti. 

Nelle scorse settimane, infatti, la Grayscale Investments ha acquistato un'ingente quantità di bitcoin, più di quelle estratte.

Questo atteggiamento mostrerebbe una certa fiducia nella più importante delle criptovalute.  

I malintesi su bitcoin potrebbero essere vantaggiosi

Nonostante vi siano segnali di gradimento positivi, su bitcoin vige ancora una fitta rete di fraintendimenti. Lo scorso mese, la Goldman Sachs Group Inc.
ha sottolineato l'inadeguatezza della valuta digitale in merito a possibili investimenti dei propri clienti.

"Il rapporto Goldman è stato interessante perché ha mostrato alcuni malintesi sulla scarsità digitale e ciò che è utile su Bitcoin", ha detto Back. "Indica che è ancora presto ipotizzare una curva di adozione.

Hai un grande player di mercato sofisticato come quello di cui si ha una comprensione poco chiara del valore. Per me questo avvalora che c'è ancora molto margine per l'apprezzamento dei prezzi e l'adozione sul mercato
." 

L'espressione del crittografo sintetizza quanto è stato suffragato dalle azioni recenti della sua Blockstream: i fondi raccolti provenienti da investitori che hanno sposato la sua causa ammontano a 90 milioni di dollari.
Tra i nomi di chi ha appoggiato l'impresa bitcoin figurano la Digital Currency Group e la Khosla Ventures. E potrebbe non finire qui, ha precisato, tentando di agglomerare nuovi fondi per espandere ulteriormente la sua capacità di mining. 

Adam Back è Satoshi Nakamoto?

Il celebre crittografo sostenitore di bitcoin è stato spesso associato allo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

Nelle community di criptovalute, il suo nome è emerso in più di un'occasione tra i vari tentativi di individuazione dell'inventore di Bitcoin. 

Di lui sappiamo che ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto, dottorato in informatica incluso, e che negli anni '90 ha inventato HashCash, un progetto con caratteristiche simili a quello di Satoshi.
A voler essere più precisi, Adam Back corrisponde alla prima persona con la quale Satoshi Nakamoto ha avuto contatti nel 2008, proprio allo scopo di conoscere meglio HashCash.

Alla domanda che gli chiede di svelare se è lui Satoshi Nakamoto risponde così:

"È generalmente considerato a questo punto come meglio che il fondatore di Bitcoin non sia noto, perché molte persone hanno una mentalità gerarchica", ha detto.

Se leggi di una tecnologia, provi a capire chi è il CEO di un'azienda e le persone vogliono fare domande. Poiché Bitcoin è più simile a un oro digitale, non vorresti che l'oro avesse un fondatore. Per Bitcoin mantenere una percezione simile alle materie prime è un grande vantaggio e penso che sia un'ottima cosa che Satoshi resti fuori dal pubblico.”.

Dalle sue affermazioni rimane un dato certo, al di là della reale identità dell'inventore di bitcoin: la ricerca di un ideatore della tecnologia in questione si sviluppa dentro una mentalità con tendenze gerarchiche.

In genere, siamo più propensi ad attribuire qualcosa a qualcuno perchè pensiamo di poterne acquisire maggiore conoscenza e controllo. Le criptovalute, però, sfuggono a queste dinamiche e continuano a mostrarsi anarchiche e refrattarie a qualsivoglia padrone. 

Lo stesso Back ha affermato che le persone che leggono di una tecnologia cercano di identificare il CEO che la guida, perchè sentono il bisogno di sapere quanto più possibile su di essa.
Ma bitcoin non può appartenere a queste logiche. Bitcoin è oro digitale e nessuno vorrebbe che l'oro avesse un fondatore. Perciò, lasciamo che venga inteso come una materia prima, nuova, pura, lontana da attribuzioni e ingerenze.

Forse, solo allora potremmo imparare a capire quanto vale. 

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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