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CAPITOLO 1 ANALISI TECNICA E ANALISI FONDAMENTALE: UN CONFRONTO

1.1     Definizione di analisi tecnica

     In uno dei primi manuali classici di analisi tecnica 1, ne appare una definizione concisa ma pregnante: "Technical analysis is the science of recording, usually in graphic form, the actual history of trading....in a certain stock or in the averages and then deriving from that pictured history the probable future trend".

     L'analisi tecnica è quindi lo studio sistematico del comportamento dei mercati finanziari, principalmente mediante metodi grafici, con lo scopo di prevederne l'evoluzione futura.

     In effetti l'analisi tecnica si basa, nella sua forma più pura, principalmente sull'osservazione dei prezzi ed, in via subordinata, dei volumi trattati e consiste nell'identificare un cambiamento di tendenza ad uno stadio iniziale, e nel mantenere la posizione di investimento fino a quando l'evidenza dei fatti non prova che la tendenza stessa si è di nuovo invertita.

     Il mercato azionario ha offerto nel corso degli anni eccellenti risultati agli investitori che si sono limitati ad acquistare e tenere in portafoglio dei titoli (buy and hold strategies ); ma esso può offrire opportunità ancora migliori a coloro che imparino a riconoscere le fasi del ciclo attraverso l'analisi tecnica.

     Questo appare evidente considerando l'indice Dow Jones Industrial Average durante il periodo 1966-1982; in sedici anni non ha fatto registrare alcun progresso netto, ma ha evidenziato importanti fluttuazioni dei prezzi con ben cinque cicli di rialzo. Un investitore orientato al ciclo che fosse stato così fortunato da vendere in corrispondenza dei cinque massimi del 1966, 1968, 1973, 1979, 1981 ed acquistare ai minimi del 1966, 1970, 1974, 1980 e 1982, avrebbe visto crescere il suo investimento di 1000 dollari nel 1966 sino a 10.000 dollari entro l'ottobre del 1983 (senza considerare costi di transazione ed imposte) 2. Nello stesso periodo un cassettista con strategia di acquisto e immobilizzo avrebbe guadagnato solo 250 dollari.

Indice Comit (1973-1996)
Figura 1.1: Indice Comit (1973-1996)

     Un altro esempio di quanto affermato può essere facilmente visualizzato in figura 1.1, dove viene presentato l'andamento dell'indice COMIT dal 1973 al 1996; particolarmente significativo appare il decennio 1986-1996 durante il quale l'indice non ha fatto registrare alcun progresso. Ci sono state, tuttavia, notevoli fluttuazioni dei prezzi; in questo periodo una strategia buy and hold avrebbe fatto registrare una performance addirittura negativa, mentre una strategia che avesse individuato i principali punti di svolta avrebbe consentito notevoli guadagni.

     Naturalmente è impensabile riuscire ad acquistare esattamente nei punti di minimo e vendere nei punti di massimo, ma questi semplici esempi costituiscono una verifica delle potenzialità di questo approccio. Le finalità dell'analisi tecnica sono appunto quelle di identificare la direzione di un trend e di segnalare tempestivamente quanto è prossima una sua inversione; per fare ciò si avvale di una molteplicità di strumenti non solo di tipo grafico, ma anche di tipo quantitativo.

     Si tratta, in termini generali, di un insieme di indicatori, definiti come funzioni di prezzi e volumi precedenti; se viene ravvisato il raggiungimento di un certo valore prestabilito come soglia, ciò segnala l'opportunità di un acquisto o di una vendita. Questa definizione corrisponde all'utilizzo di quel complesso di strumenti che alcuni autori 3 hanno definito euristici, cioè non rigorosi dal punto di vista formale, in contrapposizione ai cosiddetti sistemi statistici (si osservi la figura 1.2).

     In realtà l'analisi tecnica propriamente detta si identifica proprio con i primi; si tratta di procedimenti sviluppati e raffinati negli Stati Uniti a partire dagli anni '30, che nel corso di oltre sessant'anni hanno determinato un insieme di regole che costituiscono un concentrato di esperienze operative sistematizzate di migliaia di operatori.

     Al contrario i sistemi di tipo statistico non sono così familiari agli analisti, a causa della complessità di calcolo che rende i modelli poco maneggevoli, e a causa della necessità di sistematiche verifiche per una stima appropriata dei parametri dei modelli; comunque, per completezza espositiva, vengono di seguito accennati i principali modelli utilizzabili per l'analisi statistica delle serie storiche.

Componenti ideali dell'analisi tecnica
Figura 1.2: Componenti ideali dell'analisi tecnica

     I metodi statistici si possono inquadrare dunque in due schemi generali; innanzitutto modelli applicati nel "dominio temporale", cioè sistemi attraverso cui si analizzano i prezzi in connessione esclusiva con la variabile tempo: si usano le tecniche della regressione, delle medie mobili, della decomposizione e dell'autoregressione. Poi modelli applicati nel "dominio frequenziale", cioè indagini volte ad identificare i cicli della serie storica: si distinguono in questo ambito le Analisi di Fourier, le Analisi del Periodogramma, l'Analisi Spettrale.

     Questo lavoro farà riferimento esclusivamente all'analisi tecnica propriamente detta , che ha raggiunto notevole diffusione e popolarità tra gli operatori professionali; i presupposti su cui fonda le sue previsioni sono sostanzialmente tre:

  1. il mercato sconta tutto; i prezzi riflettono tutte le informazioni; qualunque variabile rilevante, sia essa di carattere prettamente economico, monetario o semplicemente politico, viene istantaneamente riflessa nel prezzo di mercato. Non viene indagato su quali siano i fattori determinanti: il prezzo viene accettato come sintesi perfetta di tutto ciò che riguarda l'attività quotata. Vi sono certamente le più valide ed eterogenee motivazioni che provocano il rialzo o il ribasso dei prezzi, ma non è indispensabile conoscerle. Poiché ognuno di questi fattori si riflette nel movimento dei prezzi (e dei volumi) di scambio, l'analisi di queste sole variabili nel tempo è sufficiente per capire ed individuare la direzione del mercato.
  2. la storia si ripete; questo secondo presupposto è di carattere psicologico, e si basa sulla convinzione che, ad uno stimolo identico, gli individui rispondano con una reazione ed un comportamento analoghi ed immutati nel tempo. Attraverso lo studio di precedenti punti di svolta del mercato, è possibile evidenziare alcuni particolari che servono ad identificare i principali minimi e massimi. L'agire umano, e di conseguenza l'andamento del mercato azionario, è estremamente complesso e non si ripete mai in modo esattamente identico; ma il riproporsi di modelli di comportamento (patterns) simili è sufficiente per permettere all'esperto di individuare i punti critici principali. Ciò sostanzialmente significa ammettere che l'andamento del prezzo passato abbia qualche possibilità di ripetersi nel futuro; questo movimento dei prezzi tende a riflettere le reazioni psicologiche dei partecipanti al mercato. È questione distinta, e subordinata, quali siano gli strumenti più adatti per riconoscere e descrivere tali patterns.
  3. validità dei trend; si assume che una tendenza nei prezzi debba essere ritenuta valida fino a che non appariranno netti segnali di inversione. È fondamentale quindi identificare, sin dal primo stadio del suo sviluppo, la tendenza che caratterizza il mercato in generale e le singole operazioni in particolare, per operare coerentemente con la direzione del trend che è stata individuata.
     Un'ulteriore condizione di contesto per l'applicabilità dell'analisi tecnica riguarda determinate caratteristiche dell'ambiente operativo; si tratta sostanzialmente del grado di efficienza funzionale del mercato di riferimento, cioè di tutte quelle condizioni che agevolino l'incontro tra domanda e offerta e, di conseguenza, accrescono la significatività del sistema dei prezzi. In particolare, la funzionalità può essere stimata in base allo spessore (o profondità), all'ampiezza e all'elasticità. Un mercato è profondo se in esso si concretizzano opportunità di scambio basate su prezzi sia superiori che inferiori a quelli correnti; in altre parole eccessi temporanei di domanda e offerta trovano sempre controparti in grado di impedire repentine e anomale variazioni dei corsi. L'ampiezza è invece funzione della consistenza del volume di ordini da eseguire per ogni possibile livello di prezzo; un mercato si definisce ampio se volumi consistenti di ordini di compravendita non provocano oscillazioni troppo marcate dei prezzi. L'elasticità del mercato dipende invece dalla tempestività con cui il mercato reagisce ai segnali impliciti nelle variazioni di prezzo. Un certo grado di efficienza funzionale costituisce una variabile ambientale necessaria per l'applicabilità dell'analisi tecnica.

     I tre principali presupposti suddetti (A, B e C) vengono proposti, seppure con diverse sfumature, da ogni manuale specializzato di analisi tecnica. Per la verità è stata da alcuni 4 rilevata una certa incoerenza tra quanto è stabilito nella prima premessa rispetto alle altre due condizioni; infatti se il mercato dovesse valutare autonomamente le attività finanziarie tenendo conto di tutte le informazioni disponibili al tempo t, allora anche la possibilità che i corsi seguano delle tendenze manifestatesi in passato, può essere scontata nei prezzi, rendendo impossibile in tal modo l'insorgere di comportamenti ripetitivi. Sostanzialmente si asserisce che, se il prezzo riflette tutte le informazioni (presupposto A), non possono riproporsi modelli di comportamento con le medesime modalità, cioè i prezzi non possono dare luogo a patterns (presupposto B).

     Trovare una risposta ragionevole a questo apparente paradosso non è possibile rimanendo all'interno della logica classica dell'equilibrio; essa prevede che ad un dato set di informazioni corrisponda un unico prezzo in grado di bilanciare domanda ed offerta. Si richiama un modello interpretativo dai contorni ancora imprecisi, ma comunque diverso dalla teoria economica classica. Tale modello interpretativo sarà approfondito nella terza parte dell'elaborato e costituirà il mezzo attraverso cui si tenterà di giustificare l'analisi tecnica a livello teorico, conferendole maggiore dignità scientifica.


1 Edwards R.D. Magee J., Technical Analysis of Stock Trends, Magee (1957).
2 Pring M.J., Analisi tecnica dei mercati finanziari, Mc Graw Hill (1995).
3 Fornasini A., Analisi tecnica e fondamentale di borsa, ETAS (1991)
e Fornasini A. Bertotti A., Analisi tecnica dei mercati finanziari, ETAS (1989).
4 Zambruno G.M., Analisi tecnica ed efficienza del mercato finanziario italiano, Finanza Imprese e mercati (1992).
e Terzi A., Diffusione dignità scientifica e futuro dell'analisi tecnica : una riflessione, pubblicato in Rapporto IRS (1994).
Cap 1 Indice Cap 1-2

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