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CAPITOLO 9

IL DIBATTITO ANALISI TECNICA - EFFICIENZA

9.2.3     Una trading rules particolare

     Una regola di trading piuttosto peculiare è stata presa in considerazione da Glickstein e Wubbels 1, i quali hanno esaminato la possibilità di prevedere la tendenza futura del mercato americano attraverso l'utilizzo basilare della teoria di Dow, per i cui presupposti si rimanda al precedente capitolo cinque.

     Il punto fondamentale della teoria del fondatore dell'analisi tecnica che viene utilizzato per operare sul New York Stock Exchange riguarda l'analisi congiunta dei due indici, nella fattispecie il Dow Jones Industrial Average ed il Dow Jones Transportation Average, l'uno considerato indice primario e l'altro di conferma; inoltre viene esaminata anche una piccola variante dell'approccio classico di Dow, costituita dall'utilizzo per conferme o divergenze della cosiddetta Advance-Decline Line 2 affiancata oppure in alternativa all'indice DJTA.
Ricordiamo brevemente che, secondo la teoria, la tendenza in essere dovrebbe presumibilmente proseguire se viene confermata dall'indice secondario, mentre in caso contrario tale evento sarebbe più improbabile e i due indici sarebbero definiti "out of gear".

     L'obiettivo dell'esperimento è dunque quello di stabilire innanzitutto se esiste una relazione di carattere non casuale tra due tipi di evento (appunto conferma e continuazione della tendenza) ed in secondo luogo se questa eventuale relazione consente di operare ottenendo risultati migliori rispetto alla strategia buy & hold.

     Ebbene il primo obiettivo della ricerca viene agevolmente raggiunto dagli autori tramite la costruzione di una tabella di contingenza, che registra il numero di volte in cui un nuovo massimo (minimo) del Dow Industrial è stato confermato entro cinque giorni borsa da un nuovo massimo (minimo) dell'Advance/Decline Line e/o da un nuovo massimo (minimo) del Dow Transportation; inoltre si osserva evidentemente se alla conferma dell'estremo segue o meno la continuazione della tendenza 3.
Una volta che dati ed eventi sono stati isolati ed organizzati è possibile verificare se esiste una relazione non casuale, tramite un semplice test statistico d'indipendenza c² (chi-quadrato); in questo caso cioè vengono testati i dati contro l'ipotesi nulla che non ci sia nessun collegamento, se non casuale, tra le conferme della A/D o del DJTA e le continuazioni del trend da parte del DJIA.

     L'ipotesi nulla viene decisamente rifiutata sulla base di una significatività statistica del 99,5%; i risultati del test, come si nota peraltro anche nella figura 9.5, dimostrano quindi inequivocabilmente che esiste una forte relazione di tipo non casuale tra le conferme e le continuazioni della tendenza del Dow Jones Industrial Average, sia al rialzo che al ribasso, sia utilizzando l'A/D che il DJTA, individualmente e ancora meglio congiuntamente.

Conferma DJT Conferma A/D Conferma entrambi Nessuna Conferma Totali
Continuazione del trend 68
(75.30)
93
(95.68)
367
(342.84)
34
(45.18)
559
Non continuazione del trend 17
(9.70)
15
(12.32)
20
(44.16)
20
(5.82)
72
Totali 85 108 387 51 631
Figura 9.5: Contingenza tra conferme e continuazioni della tendenza 4

     Rimane ora da verificare se tale affermata dipendenza consente di operare con profitto sul mercato.
Nel periodo compreso tra il 2 gennaio 1971 ed il 31 dicembre 1980 operando sulla base delle indicazioni della teoria di Dow, si sarebbe ottenuto un tasso di rendimento annuo composto del 14,6%, con una serie di diciotto operazioni d'acquisto e successiva vendita; per lo stesso periodo una strategia di buy & hold (acquisto del DJIA nel 1971 e vendita nel 1980) avrebbe consentito un apprezzamento del capitale nella misura dell'1,6% annuo.

     Per quanto riguarda il rischio dei falsi segnali, va evidenziato come nell'arco di dieci anni si siano verificati solo due casi in cui un investitore operante sulla base degli indicatori tecnici avrebbe sperimentato delle perdite; nel primo caso poi la perdita fu inferiore al 3% e l'operazione errata si risolse in meno di un mese, mentre nel secondo caso la perdita fu dell'1,7% per la durata di due mesi.
In conclusione quindi è sufficiente, secondo questa ricerca, la semplice teoria basilare di Dow per prevedere con un certo margine di certezza il movimento futuro dell'indice Dow Jones Industrial Average.


1 Glickstein D.A. Wubbels R.E., Dow Theory is alive and well!, The Journal of Portfolio Management, Spring 1983.
2 L'indice Advance-Decline rappresenta il totale cumulativo del numero delle azioni che durante una seduta di borsa si sono mosse al rialzo meno il numero di quelle che si sono mosse al ribasso. L'obiettivo dell'indicatore è quello di costituire una misura dell'ampiezza di un movimento di mercato; in questa ricerca viene utilizzato l'A/D come indice di conferma, oltre al DJTA, per via della collaborazione degli autori con una società d'intermediazione americana che affida buona parte delle strategie d'investimento ai segnali della A/D line.
3 I dati utilizzati sono le quotazioni giornaliere presso il New York Stock Exchange dal 1971 al 1980.
4 Si tratta della tabella di contingenza più significativa tra quelle riportate nella ricerca di Glickstein e Wubbels; i numeri racchiusi tra le parentesi rappresentano le frequenze attese.
Cap 9-2-2 Indice Cap 9-2-4

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