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Confermata la mappa previsionale fino a fine anno

19/07/2019 13:35

È vero che l’economia non appare sull’orlo del collasso; ma l’opportunità di un taglio del costo del denaro si spiega con il livello infimo di tutte le misure di inflazione, che rendono i tassi reali insopportabilmente elevati.

L’attesa per il taglio dei tassi ufficiali americani di fine mese entra nel vivo.
Il flusso di dati macro che quotidianamente emerge risulta a questo punto pressoché irrilevante; i giochi sono fatti: sussiste una probabilità totalitaria di riduzione di 25 punti base del Fed Funds rate, con una probabilità che converge verso il 50% di intervento di duplice consistenza.

Intervistato circa l’eventualità di un clamoroso nulla di fatto, il vicegovernatore Clarida ha trattenuto a stento una risata.

Si misurerà il successo di questa iniziativa, dalla pendenza della curva dei rendimenti americana. Se il tasso a 10 anni si riporterà sopra il rendimento a tre mesi dei titoli di Stato USA, la minaccia di recessione sarà stata scongiurata.
In caso contrario, avremo perso tempo prezioso: quello che ci separa dal prossimo FOMC. È vero che l’economia non appare sull’orlo del collasso; ma l’opportunità di un taglio del costo del denaro si spiega con il livello infimo di tutte le misure di inflazione, che rendono i tassi reali insopportabilmente elevati.

Quanto al mercato azionario in buona salute, i tagli “precauzionali” del 1989 e del 1995 avvennero con lo S&P500 praticamente sui massimi storici; per cui non sarebbe una prima assoluta.


A proposito di salute, accennato alcuni giorni fa al terzo segnale benigno di ampiezza di mercato (ADT11 superiore al 66.7%; e questo per la terza volta in sei mesi); bisognerebbe soffermarsi sul conseguimento di un ulteriore traguardo sul fronte della partecipazione dell’universo delle società quotate, al rialzo così magistralmente misurato dallo S&P500: da alcuni giorni, il saldo positivo del McClellan Summation Index ha superato i sei mesi di anzianità.

Questa circostanza consente di formulare precise valutazioni circa l’evoluzione attesa da Wall Street nei prossimi mesi.

Da quando si dispone di dati sull’ampiezza di mercato (1962), si contano un paio di dozzine di rilevazioni analoghe. Il seguito è decisamente degno di nota, come dettagliamo nel Rapporto Giornaliero di oggi.
Ad evidenza, risulta confermata la mappa previsionale da qui alla fine dell'anno.

Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Economia Mercati Tassi


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