Traderlink
Cerca
 

Economia, mercati ed investitori: l'idillio è finito?

16/07/2019 08:00

Nell'articolo del 7 maggio scorso ci eravamo chiesti se era iniziata una fase di correzione sui mercati azionari. Ci eravamo chiesti se era finito l'idillio tra l'economia, il mercato e gli investitori globali, se la guerra dei dazi USA-Cina poteva già essere la nuova scintilla, dopo un 2018 di ribassi, di un altro tentativo di inversione ribassista di lungo termine.
E avevamo risposto di no, argomentandone i motivi.

Gli sviluppi dello scenario vanno sempre più confermando la correttezza di quell'analisi e la forza del mercato, somma di tanti aspetti diversi, non sempre lineari nell'origine ma rialzisti nella sostanza.

In questi ultimi due mesi di cose ne sono successe tante.

L'economia USA continua a crescere, ma questa non è più una notizia.

Il PIL è atteso in crescita del 2,5% nel 2019: a inizio anno si stimavano numeri inferiori, ma il nuovo orientamento della politica monetaria della Fed e alcune congiunture meno sfavorevoli del previsto hanno aiutato a posticipare ulteriormente ogni futuribile rallentamento: ora nel 2020 è attesa una crescita dell'1,8% (in calo dal precedente 1,9) e dell'1,8% nel 2021.

L'inflazione è attesa all'1,8% nel 2019 (in calo dall'1,9), 2,1% nel 2020 e 2% nel 2021. Continuano a crescere i nuovi occupati, + 224.000 in giugno 2019 mentre la disoccupazione in giugno è salita al 3,7% dal 3,6 precedente, ma non è una notizia negativa.

Nel frattempo le stime di crescita 2019 per l'Eurozona sono all'1,2%, con riduzione all'1,4% per il 2020, mentre la Cina cresce al 6,2% anziché il 6,4 atteso.

La Federal Reserve non solo ha interrotto il suo ciclo di rialzo dei tassi, ma ha totalmente modificato la struttura, l'orientamento e il bias della sua politica monetaria: in maggio era atteso dal consenso un ulteriore rialzo per il 2019.

Oggi il consenso è per tre tagli del Federal Funds Rate da qui a fine 2020: un primo taglio il 31 luglio, un altro entro fine anno e il terzo taglio nel 2020. Il consenso per un taglio di 25 bp nel meeting di fine luglio è quasi al 100% e anzi, fino a pochi giorni fa, quella mandria di bufali impazziti che è il mercato era andato a prezzare con decisi rialzi addirittura un taglio di 50 bp, salvo poi correggere bruscamente ogni volta che qualche membro della Fed riportava alla realtà.

Un rialzo di 50 bp avrebbe sicuramente un effetto positivo di brevissimo termine sui mercati, ma poi farebbe emergere dubbi inquietanti sui motivi di un'inversione così brusca negli orientamenti della politica monetaria. In realtà il motivo sembra essere molto semplice, piuttosto goffo e non collegato direttamente agli andamenti economici o di rischio geopolitico.
Abbiamo visto per la prima volta nella storia americana un presidente degli Stati Uniti condizionare (velatamente, come solo il cauto, sobrio e morigerato Trump sa fare) la Federal Reserve, imponendo di invertire totalmente e drasticamente l'intera politica monetaria. Gli analisti, gli economisti, gli osservatori e dunque gli stessi mercati, che sono un riflesso di tutte le opinioni, fanno fatica a trovare equilibri stabili rispetto ad una situazione così nuova e dinamica.

Per farla breve, i mercati si aspettano un taglio di un quarto di punto durante il vertice del 30-31 luglio della Fed.

Considerando che la politica monetaria in questa fase storica è il principale motore dei mercati, e che il suo indirizzo ultra-espansivo dell'ultimo decennio è la causa più decisiva del rialzo dei mercati azionari iniziato nel 2009, ora il focus  resterà su tutte le esternazioni del presidente della Fed, Jerome Powell, e degli altri membri votanti o non votanti del FOMC.
Proprio gli interventi dei policymaker saranno nelle prossime settimane il principale market mover.


Quando si parlerà di tre tagli da qui a fine 2020, ma senza evidenziare contesti molto negativi come cause di questi tagli, i mercati azionari saliranno. Quando invece si metteranno in dubbio i tre tagli o emergeranno elementi economici negativi o un aumento del rischio geopolitico non ancora prezzato, i mercati scenderanno.

Sul fronte geopolitico il consenso è ancora per un accordo tra Stati Uniti e Cina in merito alla cosiddetta guerra dei dazi.

Come già ribadito varie volte in questa sede, pensiamo che non ci sarà nessun accordo, ma uno stillicidio di trattative, tentativi, strumentalizzazioni, notizie messe in giro ad arte e poi smentite. Nessun accordo definitivo è possibile in una situazione come questa. Il tema dei dazi è solo parte di un confronto molto più ampio che ha per oggetto la leadership di lungo termine sul pianeta.
Nelle ultime settimane abbiamo visto una tregua temporanea, una pace armata che comunque risulta sufficiente per alimentare ulteriormente la spinta rialzista sui mercati azionari. In futuro, nuove eventuali, anzi probabili, condizioni di incertezza faranno scendere i mercati, attuando un repricing del rischio geopolitico anche e soprattutto su questo punto.  Sul tema dei dazi si andrà avanti così per molti mesi, forse anni, nell'incertezza, fra possibilità sventolate di accordo e violenti disinganni.

Nessuno ha interesse a far degenerare lo scontro, per ora, ma nessuno cederà e dunque un accordo totale è impossibile.

Nel frattempo iniziano a sentirsi gli effetti negativi e i danni concreti di questo scontro: ad esempio, il gruppo chimico tedesco BASF ha catturato l’attenzione dei mercati finanziari con un profit warning che la società ha attribuito per una certa misura proprio alla guerra commerciale.
Ed è solo l'inizio. Oggi 15 luglio inizia la stagione delle trimestrali USA riferite al Q2, e il mercato sarà pronto a recepire ogni minima variazione del clima economico per questo o per altri motivi.

Malgrado i timori per l’economia globale, le tensioni in Medio Oriente continuano a supportare i prezzi del petrolio, ormai oltre i 60 dollari.

Ogni settimana bisogna fare attenzione ai dati sulle scorte statunitensi, diffusi sia dall'American Petroleum Institute, sia dalla U.S. Energy Information Administration (e questi ultimi sono i dati governativi ufficiali). Ci attendiamo un crude oil tra 65 e 70 dollari per fine anno.

Commento

Ci saranno ancora accelerazioni al rialzo, seguite da flessioni e accelerazioni al ribasso anche veementi, ma la tendenza nel medio termine è decisamente rialzista.
Nulla, per adesso, è ancora in grado di attivare quell'inversione ribassista di  lungo termine che ci aspettiamo a partire dall'anno prossimo o forse (a questo punto) dal successivo.

Dai prezzi del 9 maggio avevamo dichiarato di attenderci per fine anno un rialzo di un altro 5% sui mercati americani su tutti i tre listini principali, e cioè Nasdaq100, S&P500 e Dow Jones.

Confermiamo e rafforziamo questa view. Ciò sarà sufficiente per rinnovare ripetutamente tutti i massimi storici. I mercati di Eurozona, anche senza brillare di luce propria, come quello italiano, continueranno ad andare al traino del rialzo globale. L'Italia peraltro ha evitato la procedura di infrazione per debito eccessivo, e questa è una buona notizia per l'indice FtseMib, anche se il lavoro da fare sui conti pubblici è ancora tantissimo.

Per quanto riguarda i settori, in questa fase ci saranno frequenti rotazioni che premieranno a volte i settori ciclici, a volte i non ciclici e i difensivi.

Andranno invece sempre bene i titoli value, cioè quelli di società che producono utili costanti in ogni condizione economica e di mercato. In ogni modo, sui mercati azionari ogni correzione, per adesso, rimane un'occasione per comprare.

Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Bull or bear Economia Federal reserve Investment Mercati Usa

GRAFICI:

Basf Bp Crude oil Dow jones Italia Nasdaq100 Telefonica sa U.s.energy corp


DISCLAIMER Leggi bene le nostre avvertenze!


Apple Store
Apple Store

Scelti per te

Trading Online -Market Index Charts'Widget - dBar

Copyright © 1996-2019 Traderlink Srl
contact@traderlink.it

Seguici su Facebook

BORSA ITALIANA
Quotazioni di borsa differite di 20 min.

MERCATO USA
Dati differiti di 20 min. (fonte Morningstar)

FOREX:
Quotazioni fornite da FXCM

DISCLAIMER Leggi bene le nostre avvertenze!

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. OK

Disclaimer
Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Ho capito x