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Il FANGMAN tira il fiato

16/07/2019 13:20

Per lo S&P500 una performance superiore al 20% a questo punto dell’anno è una rarità: da quando (1928) esiste l’indice, soltanto altre otto volte dopo 133 sedute è stato conseguito un saldo non inferiore.

Il mercato si concede una pausa, dopo il rialzo sfrenato delle prime 28 settimane di questo brillante 2019.
Per lo S&P500 una performance superiore al 20% a questo punto dell’anno è una rarità: da quando (1928) esiste l’indice, soltanto altre otto volte dopo 133 sedute è stato conseguito un saldo non inferiore.

La scadenza ciclica del Delta System, che cadeva fra venerdì e ieri, in uno con la stagionalità impegnativa della settimana di scadenze tecniche di luglio; legittimano le aspettative di un consolidamento nei prossimi giorni.

Ieri è stata una seduta esemplare sotto questa prospettiva, ma va rilevato come, al 13% del totale, il numero di società dell’indice citato sui massimi annuali, sia stato superiore alle letture registrata la passata settimana. Il che ancora una volta la dice lunga circa la vitalità sottostante: non si tratta di un rally trainato da poche società ad elevatissima capitalizzazione.

Certo, ciò non toglie che si presti grande attenzioni ai soliti nomi; specie nel momento in cui, alla vigilia della stagione degli utili del secondo trimestre, il settore tecnologico sia atteso ad una contrazione dei profitti per il secondo quarto di fila.

Giusto per mantenere vivo quel sano pessimismo che ha nutrito generosamente il Toro, le stime generali parlano di una contrazione degli EPS del 2.2% nel trimestre appena iniziato, con l’orientamento per il Q3 appena scivolato in territorio negativo (-0.2%). Recessione dei profitti? L’ultimo episodio di questo genere risale a tre anni fa.
Lo S&P500 quotava poco più di 2100 punti. Bei tempi: sarebbe decollato nel secondo semestre e nei diciotto mesi successivi.


Tornando alla tecnologia, l’esame del FANGMAN Index svela un ulteriore motivo per cui aspettarsi un ripiegamento tattico: l’indice è reduce dalla sollecitazione della trendline che connette i massimi di settembre 2018 e di maggio scorso.

Mentre salirvi oltre condurrebbe a nuovi massimi storici, con probabilissimo effetto trascinamento per il resto del mercato – stiamo parlando di un plotoncino di otto società che capitalizzano 4.6 trilioni di dollari: quasi il PIL del Giappone, terza economia al mondo – nel breve è possibile assistere a una fase di riflessione prima di un nuovo assalto alla resistenza.

Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Economia Indici Massimi Mercati

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