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Bond News: Euromacro

16/05/2019 15:46

Interessanti le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.

L'Istat rende noto che nel mese di aprile 2019, si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell'1,1% su base annua (era +1,0% a marzo), confermando la stima preliminare.La lieve accelerazione dell'inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,5% a +2,8%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,9% a +1,6%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +3,3% a +3,7%).

A contenere queste accelerazioni sono il netto rallentamento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +7,8% a +4,3%) cui si aggiunge quello più contenuto dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +1,9% a +1,0%) e lavorati (da +0,7% a -0,1%).Sia l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici accelerano lievemente, rispettivamente da +0,4% a +0,6% e da +0,6% a +0,7%.La crescita congiunturale dell'indice generale è dovuta per lo più ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,7%) e dei Beni energetici non regolamentati (+1,4%).

Bilanciano solo in parte queste spinte il calo marcato dei prezzi degli Energetici regolamentati (-8,5%) e quello più contenuto dei Beni alimentari non lavorati (-0,9%) e dei Servizi relativi alle comunicazioni (-2,2%).L'inflazione decelera per i beni (da +1,3% a +0,9%), mentre accelera per i servizi (da +0,7% a +1,3%); il differenziale inflazionistico diventa quindi positivo e pari a +0,4 punti percentuali (da -0,6 di marzo).L'inflazione acquisita per il 2019 è +0,6% per l'indice generale e +0,4% per la componente di fondo.Per i prodotti di largo consumo si attenuano le tensioni sui prezzi: decelerano sia quelli dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,1% a +0,3%), sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +1,5% a +1,1%).L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,5% su base mensile e dell'1,1% in termini tendenziali (stabile rispetto al mese precedente).

La stima preliminare era +1,2%.L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,9% rispetto ad aprile 2018.

Eurostat ha comunicato che nel mese di marzo il surplus della Bilancia Commerciale dell'Eurozona e' risultato pari a 22,5 mld di euro, in crescita dai 26,9 mld di marzo 2018.
Su base destagionalizzata il surplus è salito a 17,9 mld di euro a marzo da 20,6 mld di euro di febbraio. In base alle prime stime a marzo le esportazioni sono cresciute del 3,1% rispetto a marzo 2018 e le importazioni sono aumentate del 6% nello stesso periodo.

L'Istat rende noto che nel mese di marzo 2019 si stima un moderato incremento congiunturale sia per le esportazioni (+0,3%) che per le importazioni (+0,7%).

L'aumento congiunturale dell'export è determinato dalle vendite verso i paesi Ue (+0,9%), mentre quelle verso l'area extra Ue sono in lieve flessione (-0,5%).Nel primo trimestre del 2019, rispetto al precedente, si registra una contenuta crescita delle esportazioni (+0,5%) e una consistente riduzione delle importazioni (-3,4%).A marzo 2019 l'export è stazionario su base annua, sintesi di un andamento positivo per l'area Ue (+2,2%) e negativo per quella extra Ue (-2,8%).
Le importazioni sono in lieve contrazione (-0,3%), sia dall'area Ue (-0,1%) sia da quella extra Ue (-0,5%). Tra i settori che contribuiscono positivamente alla variazione tendenziale dell'export nel mese di marzo 2019, si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+17,2%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (+9,2%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+4,0%).

Flettono su base annua i mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-15,4%), i prodotti petroliferi raffinati (-13,6%), i macchinari e apparecchi n.c.a. (-1,7%) e gli autoveicoli (-5,4%).Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente all'incremento delle esportazioni sono Regno Unito (+23,0%), Svizzera (+17,3%) e Francia (+3,1) mentre flette l'export verso Stati Uniti (-11,1%), Turchia (-15,0%) e, in misura più contenuta, Germania (-2,5%).Nel primo trimestre del 2019, l'aumento su base annua dell'export (+2,0%) è determinato principalmente dalle vendite di prodotti tessili e dell'abbigliamento, pelli e accessori (+6,1%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+4,3%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,3%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+15,3%).

Si stima che il surplus commerciale aumenti di 100 milioni di euro (da +4.525 milioni a marzo 2018 a +4.625 milioni a marzo 2019). Nel primo trimestre dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge +8.189 milioni (+18.327 milioni al netto dei prodotti energetici).Nel mese di marzo 2019 si stima che l'indice dei prezzi all'importazione aumenti dello 0,6% in termini congiunturali e dell'1,3% rispetto all'anno precedente.


Aste in Europa:
- In Francia l'Agenzia del Tesoro AFT ha collocato un totale di 8,998 mld in titoli a medio lungo termine, al limite della forchetta stabilita.

Nel dettaglio sono stati assegnati 3,900 mld di euro in OAT con scadenza febbraio 2022. Il rendimento medio ponderato si è attestato a -0,52% con un bid to cover pari a 3,56. Sono stati poi assegnati 5,098 mld di euro in OAT con scadenza marzo 2025, rendimento al -0,19% e bid to cover pari a 2,10 volte.

In calo i depositi overnight presso la Bce. L'ultima rilevazione giornaliera indica che i depositi di breve delle banche europee presso la Banca centrale europea ammontano a 604,805 miliardi di euro, dai 612,177 miliardi della lettura precedente. Scendono a 3 milioni di euro i prestiti marginali da 124 milioni precedenti.

Spread BTP/Bund a 278 punti base nel pomeriggio.

Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta al 2,69%.

Deboli i titoli di Stato tedeschi. Il Bund future di giugno scende a 166,82 punti (-0,07%) ed il Bobl future si attesta a 133,45 punti (-0,05%).

(CC - www.ftaonline.com)

Fonte: News Trend Online
 


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