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Borse, oro e bond, relazione e attese

18/01/2019 23:24

Borse, oro e bond, relazione e attese. Quanto il mercato dei bond sia importante lo riassume una frase di James Carville, un consulente all'economia e figura prominente del partito Democratico "vorrei essere il mercato dei titoli di stato perche' potrei spaventare chiunque". Anche solo per la sua mole il mercato obbligazionario e' effettivamente impressionante, e le onde causate dalle sue oscillazioni colpiscono tutte la altre asset class, borse in primis.
I tassi a 10 anni vengono considerati una sorta di indice di fiducia nei confronti dell'economia: quando i rendimenti salgono (e i quindi i prezzi dei relativi bond scendono) significa che gli investitori pensano di poter ottenere ritorni maggiori su altre classi di asset, anche piu' rischiose (ad esempio le azioni), in sostanza siamo in una fase risk-on.


Quando la fiducia nel futuro scende aumentano gli acquisti di bond (un asset considerato sicuro), di conseguenza salgono i prezzi e scendono i rendimenti. In sostanza il rendimento dei decennali Usa puo' essere considerati un indicatore economico, e una sua discesa spesso non e' una buona notizia per le classi di asset piu' rischiose.
Ma cosa possiamo aspettarci per i tassi Usa e quali potrebbero essere le conseguenze?
Iniziamo con il confronto tra il grafico dei tassi Usa a 10 anni e il grafico dell'oro in dollari che mostra una evidente relazione inversa tra le due curve (per maggiore chiarezza sul grafico abbiamo invertito la scala dei tassi in modo da potere apprezzare piu' facilmente il legame tra i due grafici).

Tassi Usa in discesa vogliono dire quindi oro in salita e viceversa. Sul grafico dei tassi decennali abbiamo assistito da pochi giorni all'incrocio ribassista delle medie mobili esponenziali a 50 e 200 giorni, oltre alla violazione della trend line che sale dai minimi di luglio 2016, coincidente con la linea 1x2 del ventaglio di Gann disegnato dagli stessi minimi di luglio 2016.

La tendenza sembra quindi ora quella di un ulteriore ridimensionamento, verso la linea 1x3 di Gann, al 2,35% circa.

L'effetto delle oscillazioni dei rendimenti sulla borsa dipende pero' anche dalla situazione del ciclo economico: in una fase espansiva dell'economia e' possibile un andamento sincrono di rendimenti in crescita e borsa in crescita, quando l'economia rallenta invece i rendimenti in calo sono le specchio di difficolta' per la borsa.
Uno scenario di ridimensionamento dei tassi a 10 anni, in questo momento in cui tutti sono concordi nell'indicare il 2019 come un anno avaro di soddisfazioni sul fronte della crescita economica, dovrebbe indicare in generale un aumento delle tensioni sulla borsa. Sara' pero' importante continuare a controllare l'andamento dello spread 10-2 anni per verificare l'andamento dell'inclinazione della curva: negli ultimi mesi il pericolo di un appiattimento della curva dei tassi e' stato menzionato da molti osservatori, e anche se in realta' le spiegazioni di questo fenomeno potrebbero essere anche diverse da una incipiente recessione, una curva con una pendenza positiva e' di norma piu' rassicurante.


Al momento la curva dello spread 10-2 anni e' invece piatta e non ci sono segnali di risveglio di una tendenza rialzista. Il timore di una crescita dell'inflazione nel lungo termine e' praticamente assente, c'e' poca fiducia nell'economia, ecco perche' i rendimenti piu' distanti non si gonfiano.
Nel brevissimo tuttavia il grafico dell'oro ci dice che e' probabile una fase di ripiegamento: i massimi di inizio anno a 1298 circa potrebbero essere il top della onda 3 di (3) della sequenza iniziata con i minimi di agosto a 1160 circa.

Il rischio di una onda 4 correttiva, con target a 1260/65 circa, e' elevato. Ci potrebbe quindi essere una finestra temporale, purtroppo ridotta, di prezzo dell'oro in calo, rendimenti in crescita e borsa in crescita. Di fondo pero' le attese sono per un rialzo dell'oro verso area 1320/25 dollari, per completare l'onda (3), resistenza coincidente con il 78,6% di ritracciamento del ribasso dal top di inizio 2018, e dopo la (4) di tutta la sequenza, quindi una nuova fase ribassista, dovrebbe realizzarsi una (5) con target minimo a 1355 e massimo a 1440.


Tutto questo mentre i rendimenti sui decennali puntano al 2,35%.

Il rialzo dello S&P500, che oggi (18 gennaio) ha superato a 2645 il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di settembre, potrebbe quindi avere vita breve. Il prossimo dei ritracciamenti di Fibonacci, il 61,8%, e' a 2715 punti circa, praticamente coincidente con la media mobile esponenziale a 200 giorni, se lo S&P500 non riuscira' a superare quella resistenza il rimbalzo visto dai minimi di dicembre si confermera' solo una correzione temporanea, con il ribasso che potrebbe tornare a fare sentire il suo peso.

Sul fronte opposto una tenuta del supporto del 2,5% sul grafico dei tassi a 10 anni e la rottura di area 2,85/90% potrebbero implicare un ritorno di fiducia sull'economia, e sulla borsa, che potrebbe cambiare le carte in tavola anche per il medio periodo.

(AM - www.ftaonline.com)

Fonte: News FTA Online

TAG:

Bond Borsa Bull or bear Economia Finanza Grafici Minimi Oro Tassi

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-media- Oro


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