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Brave: l'unico browser che tutela la privacy sfida Google Chrome

19/09/2020 10:47

 

In un epoca in cui ci destreggiamo tra condivisione e protezione dei nostri dati personali, in cui è difficile trovare un motore di ricerca che garantisca in toto il nostro diritto alla privacy, Brave ha rivoluzionato il concetto di browser dandoti il potere: tu hai la priorità.
In maniera semplicistica, navigando senza essere tracciato, hai dei risultati di ricerca corrispondenti alle tue reali necessità, senza che ti vengano propinate pubblicità incoerenti. Come dice corriere.it

Brave Browser mette in primo piano la questione della privacy, con impostazioni che di default permettono all’utente di evitare di essere tracciato mentre naviga, in modo che venga tutelata la sua attività online.”

Il settore dei motori di ricerca è praticamente un monopolio: wired.it cita un report di Net Marketshare in cui si afferma che gli utenti utilizzano per il 67% Google Chrome, per il 9% Firefox e al resto rimane il 4% (Safari incluso visto che funziona solo su sistemi operativi Apple).

Ma, nell’ottica di prestare maggiore attenzione alla tutela del nostro diritto alla privacy, dovremmo vagliare altre opportunità come il browser Brave che, tra l’altro, è disponibile per Windows, macOS e Linux. 

Background culturale

L’avvento di internet ha generato un’esponenziale necessità di condividere dati: talvolta volontariamente, talvolta in modo inconsapevole.

Spesso ci ritroviamo a pubblicare foto sui social o a fornire la nostra data di nascita per iscriverci ad una newsletter. Questi sono dati che cediamo alla rete volontariamente per uno scopo preciso il cui utilizzo rimane lì circoscritto: che sia partecipare ad una community oppure usufruire di un servizio. 

Talvolta, però, la nostra attività sui motori di ricerca o su qualsiasi applicazione connessa ad internet viene intercettata, analizzata e monitorata nel suo complesso.

Tali dati vengono raccolti più o meno consenzientemente da società apposite che forniscono poi report ad aziende clienti. Tali aziende, per assurdo, sono più interessate a sapere se preferite le Nike alle Adidas che sapere come vi chiamate. Capita che scartabellando l’internet alla ricerca di un nuovo paio di scarpe da corsa, vagliando tra gli innumerevoli brand, mettendo e togliendo dal carrello quello o quell’altro modello, alla fine decidiate di rimandare la decisione al giorno dopo.

Come per magia, qualunque altra parola voi inseriate sui motori di ricerca o qualunque applicazione con presenza di pubblicità voi utilizziate, vi compariranno annunci, immagini e video di scarpe da corsa. 

Per tale motivo, la normativa italiana ed europea si sta muovendo al fine di tutelare il diritto alla riservatezza nell'ambito della vita privata.
Ma la legge arriva fino ad un certo punto. A livello pratico è difficile definire dettagliatamente e concretamente come le imprese debbano applicare le regolamentazioni in fatto di privacy. Pertanto, sono le aziende stesse che, nel rispetto della normativa, cercano di promuovere e garantire la protezione dei nostri dati con gli strumenti più adeguati possibile.

Ad oggi, Brave è uno dei browser che preserva maggiormente la privacy dei propri utenti durante la navigazione internet.

Dal sito ufficiale:

“Get unmatched speed, security and privacy by blocking trackers” (Ottieni velocità, sicurezza e privacy senza pari bloccando i tracker)

Brave garantisce la tutela della Privacy

Come abbiamo già accennato, uno degli aspetti più interessanti che eleva Brave rispetto agli altri motori di ricerca presenti sul mercato, è la garanzia del rispetto del diritto alla privacy.

Fornisce navigazione privata in modo tale da tutelare l’attività online degli utenti. Qualsiasi tentativo dei siti di identificare o monitorare te e le tue mosse nel web, con l’obiettivo di catturare dati, viene bloccato permettendoti di navigare liberamente. Questo aspetto si concretizza bloccando annunci e tracker.
Così facendo, Brave, ottiene anche il grande vantaggio di rendere le ricerche online più veloci. Si garantisce una velocità di caricamento dei principali siti di notizie fino a sei volte quella di Chrome, Safari e Firefox su dispositivi mobili e desktop. 


Questa protezione è possibile grazie a “Shields” che garantisce il tuo diritto alla privacy: impedisce ai tracker di seguirti da un sito all’altro, blocca la maggior parte degli annunci e dei monitoraggi, elimina i cookie non necessari, rende il tuo browser difficile da riconoscere, blocca i codici e siti dannosi, aggiorna le connessioni sicure sui siti che le supportano.

Guadagna premi e soldi con Brave

Altro aspetto interessante, che potrebbe ulteriormente convincerti ad utilizzare Brave come browser predefinito è il fatto che permette di guadagnare premi grazie alla funzione “Rewards”.

Anche se fin ora, come dice corriere.it, questo vantaggio è utilizzato solo dal 10% degli utenti, c’è la possibilità di essere ricompensati sia per l’attenzione che dedichi ai siti web che visiti o sia per l’attivazione della visualizzazione di annunci pubblicitari.

Tutto ciò sempre nel massimo rispetto della privacy, permettendoti anche la di impostare il numero di annunci che autorizzi a mostrarti ogni ora. 

A seconda di quanto tempo passi su determinate pagine web e in base al numero di annunci che visualizzi, potrai ricevere fino al 70% dell’introito che Brave ottiene dagli inserzionisti.
Tale remunerazione può essere donata ai siti web che vuoi sostenere permettendoti di supportare i tuoi “web creator” preferiti, ma presto potrai utilizzare il ricavato anche per acquistare servizi premium, carte regalo e tanto altro. Se gli altri motori di ricerca vendono le tue attività e i tuoi dati al miglior offerente facendo prosperare i giganti dell'internet, Brave ribalta la situazione prediligendo il contributo degli editori e fornendo loro spazio pubblicitario. 

Brave vs Google

La battaglia di Brave per la protezione dei dati personali degli utenti del web non è solo garantendo in prima linea la privacy tramite il loro browser ma anche denunciando chi non lo fa.

Secondo il correrecomunicazioni.it, Brave ha accusato Google di condividere i dati personali dei suoi utenti senza consenso esplicito e specifico, violando quindi la General data protection regulation dell’Unione Europea:

“Secondo Brave Google avrebbe violato gli articoli del Gdpr che richiedono alle aziende di fornire un preciso scopo per il quale i dati personali sono raccolti e elaborati e di garantire il principio di limitazione del trattamento dei dati.

In pratica, Google verrebbe meno al principio secondo cui l’utilizzo dei dati personali deve avere uno scopo circoscritto e chiaro al consumatore. Secondo la denuncia, invece, Google “non specifica in modo esplicito e trasparente lo scopo per il quale i dati sono raccolti e utilizzati”.”

Google, che non è nuova a queste accuse, replica smentendole: le modalità con cui vengono illustrate le finalità del trattamento dati in termini di protezione della privacy non sono affatto “vaghe”.

Secondo dirittoaldigitale.com si tratta di una sfida tra Davide e Golia:

“Qualora le accuse di Brave si rivelassero fondate, Google sarebbe tenuto a operare un vero e proprio stravolgimento delle proprie modalità di trattamento dei dati, dovendo rimuovere ogni forma di combinazione e uso incrociato non esplicitamente autorizzato dagli utenti e dovendo altresì introdurre precisi sistemi di separazione funzionale dei trattamenti effettuati, in modo da riportare in capo agli interessati il controllo effettivo sui propri dati personali.”

Come scaricare installare BraveTrend Online

 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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