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Borse ancora nella bufera, termina un'ottava devastante

09/02/2018 18:49

Occorre talvolta ricordare che l’andamento dei titoli in Borsa e determinato essenzialmente dagli investitori istituzionali, sono loro che muovono le fila, ebbene, ciò è ancor più vero in giornate come quelle che stiamo vivendo.

Non son certo i trader “fai da te” che spostano un centinaio di punti di Dow Jones in qualche secondo.
Le grandi banche, le società di gestione, le assicurazioni sono estremamente attive in sedute come quella odierna, i gestori si possono giocare la loro carriera in pochi giorni, immaginate la tensione che si respira nelle sale operative.

Arrivano caterve di ordini ed occorre trovare il momento migliore per poterli piazzare, cinque minuti prima o dopo può far molta differenza.

Insomma dobbiamo commentare una seduta che ha poco di “razionale” e molto di “umorale”.

Alla fine a prevalere sono state le vendite, ma questo era scontato, ciò che era più interessante capire, oggi, era "l’umore del mercato" per tentare di prevedere ciò che potrà accadere la prossima settimana.

Ed ecco il risultato: non è ipotizzabile un immediato rimbalzo, siamo nel bel mezzo di un uragano, la sola cosa che possiamo attenderci è che presto, perdendo di intensità, venga declassato a “tempesta tropicale”.

Molti cercano di tranquillizzare il mercato ribadendo che non solo negli stati Uniti, ma anche in Europa la situazione economica è in miglioramento, i fondamentali societari sono buoni e le quotazioni, se non a buon mercato non sono neppure care.

Tutto vero, ma …

Queste stesse persone che oggi parlano così, quando il Dax volava oltre i 13.500 punti, avrebbero dovuto metterci in guardia, ed invece allora eravamo in pochi a sostenere che le quotazioni della Borsa tedesca erano davvero molto “generose”. 

Il nostro Ftse Mib (-1,33%) continua a rimanere il solo indice con una performance positiva da inizio anno, oggi a sorreggere la Borsa milanese, o meglio, ad evitare un risultato peggiore, ci hanno pensato UnipolSai (+1,52%) ed Unipol (+1,06%), i conti del gruppo sono risultati migliori delle attese ed è stato apprezzato anche l’annuncio della distribuzione di un dividendo.

Le vendite hanno invece colpito particolarmente Finecobank (-3,90%) ed affossato Recordati (-3,41%) penalizzata anche da un paio di report negativi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online
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