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Borse: ancora rally nel breve, ma sarà da sfruttare per vendere

18/01/2019 14:07

Il 2019 è partito nel segno del recupero per i principali mercati azionari internazionali che in questa prima parte di gennaio presentano un bilancio positivo interessante. Da inizio anno a Wall Street il Dow Jones e l'S&P500 sono saliti rispettivamente del 4,47% e del 5,15%, ma è riuscito a fare ancora meglio il Nasdaq Composite che al close di ieri vanta un progresso di quasi sette punti percentuali.
Andamento positivo anche per le Borse europee basti pensare che il Dax30, l'indice più rappresentativo del Vecchio Continente, è salito questo mese di oltre il 5%.

Una nota di merito per Piazza Affari che dopo aver concluso il 2018 su nuovi minimi, ha visto un forte riscatto del Ftse Mib che proprio oggi si sta riportandosi sui top di inizio dicembre, con un progresso di quasi il 7,5% da inizio anno.
Il rally cui stiamo assistendo da alcune settimana è destinato a proseguire nel breve, stando almeno alle indicazioni di Credit Suisse.
Gli analisti della banca elvetica vedono un ulteriore margine di apprezzamento nell'ordine del 5% per i principali mercati azionari.
Il consiglio degli esperti però è di approfittare di questa ulteriore ascesa dei corsi per vendere, piuttosto che per aprire nuovi posizioni long, al fine di ridurre i rischi in portafoglio.


Credit Suisse crede infatti che ci siano diversi fattori orso che rendono cupe le prospettive nel lungo termine. Uno di questi è rappresentato dalla volatilità che solitamente tende ad aumentare nei 17 mesi precedenti un picco del mercato, ricordando che proprio a partire da febbraio scorso le Borse stanno facendo i conti con una rinnovata volatilità che era stata invece assente prima per lunghissimo tempo.

A limitare il rialzo dell'azionario secondo gli esperti saranno tre fattori chiave: i livelli elevati del debito societario, le ridotte aspettative sugli utili societari e l'inasprimento delle condizioni finanziarie legato alle azioni della Federal Reserve.
La banca elvetica spiega che le revisioni degli utili societari sono ora negativa e sono mote correlate all'andamento delle azioni, risultando coerenti ora con l'attesa di una performance negativa delle Borse nel corso dei prossimi 12 mesi.


Quanto alla Fed gli analisti ritengono che ora le mosse della stessa in materia di politica monetaria saranno fortemente dipendenti dai dati macro e questo dovrebbe contribuire a limitare i rischi di un hard lending.
Il Credit Suisse ricorda che storicamente una pausa nella stretta monetaria della Banca Centrale americana è stata seguita da un rialzo di circa il 13% dei mercati azionari nei 6 mesi successivi, ma gli esperti riconoscono che le pause precedenti sono state già anticipate nel ciclo e quindi parte dell'effetto positivo atteso potrebbe essere stato già scontato dalle Borse.


Nella nota inviata ai loro clienti, gli strateghi della banca elvetica si soffermano anche sulla Cina che a loro dire rappresenta il più grande rischio macro a livello globale.
La crescita del Paese asiatico viaggia al ritmo più lento dal 2009 e deve fare i conti anche con la disputa commerciale in atto con gli Stati Uniti.
La previsione degli analisti è che la congiuntura di Pechino rallenti ulteriormente, ma al momento non vedono le condizioni perchè si assista ad un atterraggio duro.
La buona notizia è che il Credit Suisse ritiene improbabile per ora una recessione, ma c'è da considerare che in caso di forte shock dell'economia la politica avrebbe pochi strumenti a disposizione per intervenire.



Fonte: News Trend Online

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Banche Borsa Economia Industria e lavoro Mercati

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