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Borse sulle montagne russe

14/11/2018 18:44

Partenza da brividi, le vendite nella prima ora di contrattazione avevano spinto il nostro indice principale decisamente sotto quota 19.000 punti, ma mentre si prospettava un’altra seduta shock ecco che improvvisamente il sentiment mutava totalmente.

Iniziava infatti un recupero che si completava prima dell’apertura delle contrattazioni a Wall Street.
La Borsa americana, come nelle previsioni, apriva nettamente in territorio positivo, ma …

… ma immediatamente a prevalere erano le vendite, ed allora dopo poco più di un’ora dal suono della campanella tutti i principali indici a stelle e strisce si trovavano nuovamente al di sotto della linea della parità.

Inevitabile il contraccolpo anche sulle Piazze europee che con un dietro-front hanno concluso la seduta facendo segnare un nuovo ribasso che ha lasciato l’amaro in bocca.

Londra (-0,2%) in attesa di importanti novità dal Consiglio dei Ministri ha limitato i danni, cali più significativi per Parigi (-0,7%) e Francoforte (-0,5%), sulla Borsa tedesca preoccupa sempre più il tracollo di Bayer (-3,2%) tornata su valori che non riscontrava dal febbraio 2013!!!

Male anche l’Italia, la sola consolazione, per il nostro Ftse Mib (-0,78%), è quella di non aver perso quota 19.000 punti.

Merito di alcuni titoli che hanno rimbalzato da livelli considerati “soglie”, come per esempio i 16 euro di Buzzi Unicem (+2,74%), i 6 euro di Pirelli (+2,27%), i 30 euro di Moncler (+2,05%) oppure i 18 euro di Atlantia (+2,02%).

Sul fondo della classifica troviamo invece Mediaset (-6,88%).

Per il titolo del Biscione i problemi cominciano a farsi seri, la trimestrale non è stata del tutto negativa, ma il mercato teme per il futuro, le previsioni per la raccolta pubblicitaria sono perlomeno fosche. E l’evidente nervosismo che ormai da tempo sta manifestando Silvio Berlusconi può essere un segnale inequivocabile a conferma della non facile situazione di tutto il comparto media.

Dopo l’ottima performance della vigilia immediato dietro-front per Banca Generali (-3,21%), e torna a scendere anche Poste Italiane (-3,19%) che ha trovato in quota 7 euro uno sbarramento al momento invalicabile.

Continua poi il martirio di Telecom Italia (-3,16%) che dopo la defenestrazione dell’AD Amos Genish è alla ricerca di un nuovo equilibrio nella governance.

La performance del nostro indice principale ha poi risentito della giornata nera del settore bancario, le vendite si sono indirizzate in particolare verso il comparto delle Popolari: Bper (-3,00%), Ubi Banca (-2,63%) e Banco BPM (-2,15%).

Inevitabili infine le prese di profitto su Campari (-2,42%).

Al momento il DJ e lo S&P500 stanno lasciando sul terreno tre decimi di punto percentuale, perde più di mezzo punto il Nasdaq zavorrato dal calo di Apple (-2,4%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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Banche Borsa Indici

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