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Bund vs BTP: un crollo dello spread a 10Y

23/05/2018 18:08

Come di consueto la trascrizione del documento settimanale sui mercati e gli investimenti a cura della Banca del Piemonte.

Italia: documento sull?accordo di governo

Uno scoop giornalistico ha reso pubblico un documento programmatico, ovvero una bozza del famoso ?contratto di governo? tra M5S e Lega, dai contenuti abbastanza espliciti nell?intenzione di affrontare di petto alcuni temi problematici sul fronte europeo.
La notizia si e? rivelata dirompente ed inaspettata soprattutto per un mercato che pensava che le pressioni piu? populiste dei due programmi fossero in gran parte sopite ed addomesticabili.

Il contraccolpo e? stato indubbiamente brusco: 20bp di allargamento dello spread a 10Y (Bund vs BTP) in una sola sessione non si vedevano da tempo.

Altrettanto fragorosa e? stata la reazione di Piazza Affari (-2.3% nel giorno della diffusione) al cospetto di piazze europee sostanzialmente invariate.

Curva dei tassi in salita

Si fa sempre piu? importante il movimento sui tassi con la curva USA che ha toccato nuovi massimi dell?anno in maniera generalizzata su tutte le scadenze, con l?eccezione della parte piu? lunga (es.
30Y). A dare la spinta e? stato il dato sulle vendite al dettaglio, marginalmente superiore alle attese, cosi? come la rottura del livello tecnico di 3.05% per il rendimento del Treasury a 10Y. Ricordiamo che i tassi stanno salendo nonostante le ingenti posizioni speculative corte sull?obbligazionario americano (come riportato dal mercato dei futures) che dovrebbero fare da argine: in realta? crediamo che sullo sfondo stia lavorando il Quantitative Tightening, ovvero il piano di riduzione del bilancio della Fed: proprio quest?ultima e Trump con il suo piano di stimolo fiscale (ed il conseguente allargamento del deficit accompagnato dall?offerta di nuova carta sul mercato) stanno di fatto sottraendo liquidita? in dollari al sistema finanziario globale.

Forse in questa fase di stato ?avanzato? del ciclo sono le variabili monetarie piu? di quelle economiche a dover essere monitorate con attenzione.

A guardare gli indicatori (hard e soft data) probabilmente non ci troviamo alla fine del ciclo economico e la crescita moderata e non inflattiva di questi anni potrebbe proseguire oltre la sua durata media. Tuttavia quello che vogliamo rimarcare e? che ci si trova a fine ciclo per quanto riguarda il supporto monetario.

E? indubbio infatti che per quasi 10 anni i mercati (azionari e obbligazionari) sono saliti in parallelo alle politiche monetarie non convenzionali adottate dalle Banche Centrali.

Se la finanza ha fatto meglio dell?economia negli ultimi anni non e? assolutamente detto che d?ora in avanti al ridursi degli stimoli la situazione si possa invertire pur in un contesto di una crescita che si stabilizza. Quello che conta e? la tolleranza che le banche centrali avranno per la volatilita? (verosimilmente ribassista) che ci attende nei prossimi mesi e trimestri.

Dati cinesi in chiaroscuro

I dati macro cinesi di aprile hanno offerto un quadro contrastante.

La produzione industriale ha sorpreso in positivo salendo di un punto (7% da 6% e vs attese per 6.4%). Diversamente, le retail sales hanno deluso, calando assai di piu? delle attese (+9.4% da prec +10.1% e vs consenso a 10%). In calo oltre attese anche gli investimenti fissi (+7% da +7.5% di marzo) categoria all?interno della quale il manifatturiero ha accelerato, il real estate e? rimasto stabile su livelli elevati, e l?investimento in infrastrutture ha rallentato.
I dati non rappresentano un messaggio di solidita? (sperato), in particolare dai consumi, ragione per cui e? lecito attendersi uno stimolo alla domanda interno da parte dei policy makers.

In Europa, il report preliminare sul GDP tedesco del primo trimestre ha rivelato una frenata dell?economia tedesca addirittura superiore alle previsioni (+0.3% da +0.6% del Q4 2017, e vs +0.4% atteso).

I pochi dettagli disponibili mostrano che i consumi sono stati modesti, e il canale estero ha sottratto crescita, mentre gli investimenti hanno mostrato un contributo nettamente positivo. Parte del rallentamento sembra dovuto al clima ed agli scioperi. Il secondo trimestre dovrebbe quindi portare un rimbalzo.
La buona notizia e? che il dato non e? stato sufficientemente debole da comportare una revisione al ribasso del GDP Europeo. La seconda stima ha confermato il +0.4% della prima, con il rallentamento da 0.7% del quarto trimestre 2017 ascrivibile in parte a cause gia? citate per il dato tedesco.

I dati headline e control group (quello che entra nella stima del PIL) delle vendite al dettaglio americane sono usciti in linea col consenso (rispettivamente +0.3% e +0.4%), e la sorpresa positiva e? costituita da revisioni al rialzo, di un decimo, dei dati di febbraio e marzo, che alzano la base di partenza.

In sostanza, una significativa revisione del percorso dei consumi, che finalmente mostra tracce crescenti dello stimolo fiscale erogato.

Il rallentamento dei consumi americani nel primo trimestre e? stato minore di quanto ritenuto finora e pertanto il quadro macro USA resta solido, sviluppo tutt?altro che negativo per l?azionario US (e quello globale).
Una violenta accelerazione al rialzo dei tassi US e del dollaro potrebbe tuttavia effettivamente risultare problematica in particolare per il comparto emergenti, e in generale creare volatilita? sull?azionario.

Fonte: News Trend Online

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