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Conti correnti nel mirino. Unicredit colpirà i grandi depositi

09/10/2019 19:18

Diventa sempre più concreta, almeno per gli italiani più facoltosi, la prospettiva di dover "pagare" per tenere i risparmi sul conto. L'amministratore delegato di UniCredit, Jean Pierre Mustier, ha annunciato infatti che l'istituto è al lavoro su delle misure che colpiranno dal 2020 i clienti con depositi superiori ai 100.000 euro, con l'obiettivo di trasferire progressivamente su questi l'impatto negativo derivante dai tassi negativi della Banca Centrale Europea. 

Conti correnti, Unicredit: arriva la "tassa" BCE sui grandi depositi

L'annuncio, che segue anticipazioni sullo stesso tema che lo stesso Mustier aveva fornito qualche giorno fa in qualità di nuovo presidente della della Federazione bancaria europea (Ebf), è arrivato oggi secondo quanto riferisce Reuters durante un'intervista rilasciata al canale televisivo Bfm Business.

Intervista nel corso della quale il top manager francese ha peraltro anche fornito la data precisa per la chiusura di un cantiere che appare già in fase avanzata: UniCredit, ha detto, lavora per "mettere a punto” queste misure nei diversi paesi dove il gruppo è presente “affinché siano a regime l’anno prossimo”. 

Unicredit: tassi negativi trasferiti ai conti sopra i 100.00 euro

Di fronte alla constatazione dell'impatto "significativo sui ricavi delle banche europee" provocato dalle politiche dei tassi sottozero di Francoforte, ha chiarito infatti Mustier, bisognerà da una parte "proteggere tutti i clienti delle banche più vulnerabili, che sono coperti dal fondo di garanzia dei depositi", ma poi considerare anche "caso per caso" la trasmissione dei tassi negativi "alle grandi imprese o a certi grandi clienti": un bacino di clientela alla quale potrebbero poi essere proposto, come alternativa "perfettamente accettabile", di investire ad esempio in strumenti con "obiettivi di rendimento" magari "vicini allo zero", ma sempre preferibili ai "tassi di deposito negativi".


Banche dai tassi a zero ai tassi negativi: per il conto ora si paga

Insomma, è il messaggio che arriva, il tetto dei 100.000 euro per i depositi in conto corrente diventerà a tutti gli effetti il livello massimo per un correntista che non voglia vedere erodere i propri risparmi.

Risparmi peraltro già erosi da tempo e a sufficienza anche in assenza di tassi negativi, considerato che da anni ormai i conti correnti rendono praticamente zero (0,04% secondo le rilevazioni di fine luglio scorso di Bankitalia).

Banche, grandi risparmiatori avvertiti: tenere i soldi in banca costa

L'estate scorsa, il Sole 24 Ore ha calcolato ad esempio che tenere fermi i soldi sul conto, nell'Europa dei tassi ai minimi, si è già rivelato una specie di "tassa" molto salata per i risparmiatori della Penisola considerato che nel 2018, solo l'aumento silenzioso dell’inflazione, salita lo scorso anno poco sopra l’1%, ha "bruciato" almeno 10 miliardi di euro.

Un costo "occulto" che si associa peraltro, per chi non decide di investire i propri risparmi scegliendo altre strategie più efficienti, anche a veri e propri rischi palesi, come le regole sul bail in per chi ha oltre 100mila euro oppure una tassazione patrimoniale.

 

Fonte: News Trend Online
 


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Bank Europe Tassi

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