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Difficili interventi sulle ex Popolari: focus su Ubi, Bper e BPM

07/06/2018 17:00

A Piazza Affari si continua a guardare con un certo interesse alle banche popolari che già ieri si sono rese protagoniste di un recupero e stanno provando a spingersi in avanti anche oggi, ma non tutte. Ubi Banca ad esempio, dopo aver guadagnato ieri un punto e mezzo percentuale, oggi cede l'1,45%, mentre Bper Banca dopo la chiusura in frazionale rialzo della vigilia si apprezza dell'1,32%, seguito a poca distanza da Banco BPM che progredisce dell'1,15% dopo il rally di quasi il 4,5% messo a segno ieri.


Le banche popolari sono finite sotto la lente dopo che ieri il premier Conte ha dichiarato che il Governo rivedrà la disciplina sulle popolari e sulle banche di credito cooperativo.
Diversamente da quanto accaduto due giorni fa al Senato, nell’intervento di ieri alla Camera il Presidente del Consiglio ha accennato alla possibilita? che il Governo intervenga sulla governance delle banche popolari e cooperative, con l’obiettivo di una "revisione dei provvedimenti" emanati e distinguendo tra banche che operano a livello locale e quelle piu? votate alla speculazione.
Secondo gli analisti di Equita SIM il riferimento e? molto generico e di non facile interpretazione, ma gli stessi credono che difficilmente ci possano essere interventi ad hoc sulle ex popolari quotate gia? trasformatesi in Spa, come Banco BPM, Bper Banca, Ubi Banca e Credito Valtellinese.


Gli interventi possibili potrebbero riguardare secondo la SIM milanese l'introduzione di limiti al possesso azionario, e la cancellazione dell’obbligo di trasformazione in Spa per le popolari con attivo superiore a 8 miliardi di euro non ancora trasformate che pero? riguarda al momento solo Banca Popolare di  Bari e Banca Popolare di Sondrio.
Queste ultime in ogni caso sono chiamate a rispettare la sentenza della Corte di Costituzionale che ha confermato la validita? dell’attuale cornice regolamentare.
Qualsiasi tipo di iniziativa riguardante la governance delle ex popolari quotate trasformate in Spa sarebbe molto negativa dal punto di vista del sentiment e contribuirebbe ad aumentare la disaffezione degli investitori nei confronti delle banche coinvolte.
A detta degli analisti iniziative sulla governance delle banche renderebbero peraltro piu? difficoltoso e/o costoso il ricorso ai mercati in un contesto in cui l’intensita? di capitale e? destinata ad aumentare per necessita? di derisking, regolamentari o di business.
Ci potrebbero essere conseguenze anche non trascurabili in tema di capitale perche? in ambito SREP le banche vengono valutate anche dal punto di vista della governance che, qualora peggiorativa, potrebbe impattare negativamente i Pillar2 buffer.
Secondo Equita SIM non va infine trascurato che proprio l’assenza di contendibilita? e di controllo da parte di azionisti di minoranza e/o del mercato di alcune ex banche popolari, come Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Banca Etruria, ha portato a rischi sistemici che sono stati evitati soltanto con intervento pubblico.

Proprio quest'oggi Equita SIM ha deciso di riservare una promozione a Bper Banca, con un cambio di strategia da "hold" a "buy" e un prezzo obiettivo invariato a 5,6 euro.

L'upgrade è stato deciso alla luce del capitale solido della banca, dell'elevata copertura delle esposizioni non performanti e del derisking credibile.
Secondo gli analisti Bper Banca offre una combinazione di capitale e copertura delle esposizioni non performanti che rende molto visibili i target del derisking.

In secondo luogo, stanto ai calcoli della SIM, l’NPE ratio dovrebbe scendere dal 19% al 14% grazie a 3 miliardi di euro di cessioni di crediti non performanti entro fine anno, mentre l’obiettivo di medio periodo, pari al 10% al 2021, puo? essere anticipato al 2019 con 2 miliardi di euro di ulteriori vendite.


A ciò si aggiunga che Bper Banca vanta un’esposizione inferiore alla media alla volatilita? dei bond sovrani, grazie al fatto che una percentuale del portafoglio titoli superiore alla media di settore e? classificata al costo e presenta una duration inferiore. Un allargamento dello spread di 100 punti base ha un impatto negativo sul Common Equity Tier 1 di 22 basis points contro una media di 36.

Gli analisti fanno notare inoltre che il piano industriale in arrivo a settembre dovrebbe prevedere un allineamento ai competitors in termini di penetrazione di prodotti di asset management.
Il CEO del gruppo ha recentemente dichiarato un obiettivo di contributo delle fees da bancassurance dal 5% al 10% del totale delle commissioni, con un impatto positivo secondo gli analisti del 7% sulle commissioni e di oltre il 10% sull'utile per azione.


Infine, in seguito ad arrotondamenti di quote, ora le fondazioni controllano il 10% del capitale di Bper Banca e questo livello è destinato ad aumentarsi ulteriormente post buyback delle minorities di Banco di Sardegna.
A detta della SIM milanese le fondazioni si oppongono ad un amento di capitale sul mercato per accelerare il derisking, opzione sponsorizzata in passato da Unipol, azionista della banca con una quota del 10%.


Sempre oggi Equita SIM ha confermato una strategia bullish per Banco BPM, con una raccomandazione "buy" e un target price a 3,9 euro. Gli analisti però hanno decido di ridurre il peso del titolo in portafoglio nell'ordine di 50 punti base per mantenere un peso neutro sul settore bancario in seguito alla promozione di Bper Banca e al conseguente inserimento del titolo nel portafoglio raccomandato.



Una conferma bullish per Banco BPM è arrivata oggi da Deutsche Bank che ha rinnovato l'invito ad acquistare il titolo, con un fair value a 3,8 euro. La banca tedesca ritiene che la recente debolezza legata alla politica abbia creato interessanti opportunità di acquisto per il titolo.

Alla base della view positiva gli analisti citano un'esecuzione oltre le attese fino ad ora, il margine di un miglioramento della strategia sui crediti non performanti, un livello di capitale robusto, il miglioramento dei trend di conto economico e un modello vincente.

Quanto a Ubi Banca, il Credit Suisse oggi ha deciso di bocciarlo, con un cambio di rating da "outperform" a "neutral" e un prezzo obiettivo tagliato da 4,85 a 3,7 euro.

Quest'ultima mossa riflette una revisione delle stime sull'utile per azione, abbassate del 17,8%.
La banca elvetica ritiene che il piano di riduzione delle esposizioni non performanti di Ubi Banca sia ambizioso nel nuovo contesto macro, ricordando che la banca ha la copertura sulle Npe e il Cet1 più bassi tra gli istituti di credito italiani.


Nei giorni scorsi anche Banca IMI ha rivisto la sua strategia su Ubi Banca, passando da "buy" a "add", con un target price invariato a 3,9 euro. L'idea di Banca IMI è che Ubi Banca potrebbe avere bisogno di tempo per raggiungere la valutazione obiettivo indicata dai suoi analisti, complici le incertezze sulla situazione politica italiana, fermo restando che la valutazione del titolo si conferma comunque bassa.

Fonte: News Trend Online

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