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Dimon: ecco perchè il mercato si sta lacerando

07/12/2018 14:02

Qualche minuto prima delle 13 Piazza Affari sfiorava l'1% fermandosi allo 0,95% mentre il resto del Vecchio Continentesi trovava sullo stesso mood con un Dax a 0,6% e una coppia Cac 40-Ftse 100 che si muoveva all'unisono a 1,3%.   

Fed: la scelta ora è cruciale

Da parte sua l'Italia trova oltre al fattore politico che mette in evidenza molte discrepanze e soprattutto ancora diverse divergenze sulla manovra di bilancio.

Divergenze che, complice un calendario natalizio fatto di molti ponti, rischiano di non essere risolte nell'immediato.

Una mano, però, potrebbe arrivare dall'effetto domino creatosi sui mercati ieri. La notizia ha iniziato a circolare infatti nella serata di ieri (ora italiana) e potrebbe rappresentare la speranza che i mercati attendevano.
Secondo quanto pubblicato dalle colonne del Wall Street Journal la Fed, dopo lo scivolone di ieri, potrebbe decidere di prendersi una pausa nel cammino verso la normalizzazione dei tassi di interesse. La prossima riunione della banca centrale statunitense, prevista tra il 18 e il 19 dicembre, potrebbe vedere l'ultimo rialzo prima di una pausa di riflessione oppure il primo stop nell'iter che trovò il suo avvio sotto la presidenza di Janet Yellen.

La view di J.Dimon

Le paure dei mercati si sono acuite dopo le notizie sul possibile peggioramento della guerra commerciale tra Usa e Cina.

Una guerra che inizialmente Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan aveva definito una "schermaglia" commerciale ma che, adesso, sta costringendo i dirigenti di tutto il mondo a rimodulare i propri business e a trovare nuove linee di rifornimento.
Stando a quanto da lui recentemente dichiarato, infatti, l'attuale volatilità del mercato potrebbe essere attribuita ad una varietà di preoccupazioni che vanno dal rischio politico e ai prezzi del petrolio anche se il fattore determinante resta comunque quello che sta avvenendo in ambito commerciale tra Usa e Cina.

L'economia americana è forte, le aziende stanno assumendo, i consumatori stanno spendendo, la disoccupazione è in calo.

Eppure, nonostante questo, le azioni sono volatili e continueranno ad esserlo ancora per qualche tempo anche in virtù di un paradosso.

Il paradosso Trump

Le prime misure volute dall'amministrazione Trump sono state giudicate da tutti come business friendly salvo poi degenerare, appunto con la nascita delle tensioni con Pechino, in un protezionismo che, oltre alla questione tariffaria, potrebbe coinvolgere anche le multinazionali a stelle e strisce come Apple.

Non aiuta nemmeno la tregua, per il momento ancora in atto, di 90 giorni decisa da entrambe le parti, durante la quale le due azioni dovrebbero trovare una serie di accordi per le numerose questioni di dissenso.

Eventualità giudicata da tutti, compreso lo stesso Dimon, come altamente improbabile.
Troppi i dissapori, troppe le variabili, poco il tempo a disposizione e ancora di meno il margine d'azione soprattutto dopo la conferma dell'arresto del cfo di Huawei avvenuto in Canada il 1 dicembre. Le speranze di una possibile intesa restano, tanto che secondo il presidente di JP Morgan vengono date al 60% ma i rischi sono tanti, troppi e un incidente diplomatico o un ritardo nei colloqui costituiscono quel fattore di incertezza che i mercati odiano.

Fonte: News Trend Online

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