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Fca arretra dopo il rally. Broker: deal con Psa poco credibile

20/03/2019 14:00

A Piazza Affari il semaforo scatta nuovamente sul rosso per Fca che dopo tre sedute consecutive in rialzo torna a perdere terreno. Il titolo, archiviata la sessione di ieri con un rally di ben cinque punti percentuali, quest'oggi ha inizialmente provato a spingersi in avanti, fallendo però nel tuo intento.

Dopo aver toccato un massimo intraday a 13,608 euro, corrispondente peraltro al massimo raggiunto nella giornata del 6 marzo, Fca ha avviato un movimento a passo di gambero, scivolando in territorio negativo.
Negli ultimi minuti Fca passa di mano a 13,278 euro, a poca distanza dai minimi intraday, con un ribasso dello 0,78%.

Sempre sostenuti i volumi di scambio bisto che fino ad ora sono transitate sul mercato oltre 11,3 milioni si azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 9 milioni di pezzi.
Fca perde quota oggi non solo per via di alcune prese di profitto dopo il rialzo delle ultime sedute, ma anche sulla scia della negativa intonazione dell'intero comparto auto in Europa.

A pesare su quest'ultimo sono le negative indicazioni arrivate da BMW che ha fornito una guidance deludente per il 2019, lanciando di fatto un allarme sui risultati finanziari attesi, visto che l'utile pre-tasse dovrebbe attestarsi ben al di sotto del livello del 2018.
Fca ne risente e frena così all'indomani del rally alimentato dalle dichiarazioni di Robert Peugeot che hanno risvegliato l'appeal M&A del settore auto.


Gli analisti di Equita SIM ricordano che da anni si rincorrono rumor e dichiarazioni su potenziali aggregazioni nel comparto auto.
La differenza rispetto al passato, evidenziando gli esperti, riguarda le dichiarazioni di Robert Peugeot riportate da Les Echos nel primo pomeriggio di lunedì scorso a mercato aperto.

La famiglia Peugeot sarebbe disposta a sostenere una fusione o un’acquisizione, confermando di fatto quanto gia? dichiarato dal CEO del gruppo, Carlos Tavares, durante il Salone di Ginevra ad inizio mese.
Tra i nomi dei possibili partner ci sarebbero FCA, General Motors, che nel 2017 aveva venduto Opel proprio a PSA, e Jaguar Land Rover, che pero? rappresenterebbe uno step intermedio, non risolvendo i problemi tipici di un mass market car maker, avendo dimensioni inferiori.
Nel caso specifico FCA gli analisti ribadiscono la view già espressa di recente, secondo cui collaborazioni industriali sono sempre possibili, mentre una vera fusione nel breve è piu? complicata, alla luce dei rapporti non idilliaci tra il Governo italiano e quello francese e delle implicazioni sociali che la razionalizzazione produttiva imporrebbe in Europa.



Allo stato attuale comunque nessun politico ha espresso la propria opinione in proposito.
Da sottolineare secondo Equita SIM l’evidenza empirica: quanto piu? il contesto macro/mercato dell’auto peggiora, tanto piu? aumentano le probabilita? che possa accadere qualcosa.
Ipotizzando dei concambi esclusivamente sulla base dei prezzi medi degli ultimi 6 mesi ex-dividendo, anche quello straordinario di FCA, il blocco francese, rappresentato dalla famiglia Peugeot, dal Governo e dai partner cinesi di Dongfend, avrebbero il 18% circa, mentre Exor circa il 15%.
E' questa la simulazione fatti dagli esperti della SIM milanese che su Fca mantengono invariata la cautela già espressa in altre occasioni, con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo a 16,1 euro.


Lo stesso rating è stato ribadito oggi da Banca IMi, con un target price a 14,3 euro.
Secondo gli analisti il supporto ufficiale della famiglia Peugeot offre maggiore credibilità all'ipotesi di un deal tra Psa e Fca, ma al contempo evidenziano che il gruppo francese non è il migliore tra i potenziali partner per Fca, in quanto le nozze tra i due porterebbe ad una forte diluizione della quota della famiglia Agnelli.

A ciò si aggiunga che una fusione potrebbe portare a dei problemi in termini di sovrapposizioni e potenziali chiusure di impianti, e non aiuterebbe a migliorare in modo rilevante il posizionamento di Fca nell'area Asia-Pacifico.
Anche Banca Akros è scettica sulla possibile realizzazione di un deal tra Fca e Psa e gli analisti dubitano che una simile operazione possa avere successo, sia per motivi culturali che politici, visto che i cinesi di Dongfeng e il Governo francese sono due azionisti importanti di Psa.


Banca Akros è convinta al contempo che Fca possa essere interessata ad unire le forze con il gruppo d'Oltralpe, condividendo ad esempio piattaforme medio-piccole e gli investimenti nell'elettrificazione.
Anche in questo caso gli analisti non si sbilancia su Fca, ribadendo la raccomandazione "neutral", con un fair value a 16 euro.

Non diversa l'indicazione arrivata ieri da Mediobanca Securities che resta cauta sul titolo, con un prezzo obiettivo a 15 euro.
Con riferimento alle ultime indicazioni su un possibile deal tra Fca e Psa, gli analisti ricordano che già di recente l'AD del gruppo francese aveva palesato la sua apertura ad eventuali accordi di M&A, indicando tra gli altri anche il gruppo del Lingotto come uno dei partner ideali.
Mediobanca, pur non escludendo alcuni deal deal nel settore auto, non si aspetta alcuna novità su questo fronte nel breve termine.

Fonte: News Trend Online
 


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