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Ftse Mib: spunti di trading. Unicredit e Intesa sotto la lente

14/10/2019 07:50

L'analisi del Ftse Mib

Una bella chiusura di ottava venerdì scorso a Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha guadagnato terreno per la terza seduta di fila.

L'indice si è fermato sui massimi giorni ata a 22.165 punti, con un progresso dell'1,88%, lasciando alle spalle una settimana con un bilancio molto positivo del 3,24%.

Il Ftse Mib, dai minimi di periodo toccati lo scorso 3 ottobre a 21.127 punti, ha avviato un deciso recupero che lo ha visto riconquistare prima area 21.500 e in seguito la soglia dei 22.000 punti.

Ora l'indice delle blue chips è tornato a poca distanza dai top dell'anno e dovrà fare i conti con l'area dei 22.300/22.350, da cui è stato respinto già in tre occasioni.

Con una violazione al rialzo di massimi dell'anno il Ftse Mib punterà in primis all'area dei 22.500 e in seguito a quella dei 22.800 punti, prima di un test della sogli psicologica dei 23.000 punti.

La mancata rottura dei top 2019 in area 22.350/22.360 costringerà a guardare nuovamente ai supporti, a partire da quello di area 22.000.

Il cedimento di questa soglia aprirà le porte ad un test dei 21.750 punti, dove verrà chiuso il gap-up lasciato aperto nella sessione di venerdì scorso.

Sotto quota 21.750 il Ftse Mib scivolerà verso i 21.500 punti prima e in seguito verso area 21.350, ultimo sostegno da difendere per evitare un ritorno sui recenti minimi in area 21.100, senza escludere estensioni fin verso quota 21.000 punti.

Unicredit: ottima reazione dai minimi.

Ancora spazio al rialzo?

Unicredit si è appena lasciato alle spalle due sessioni decisamente scoppiettanti nelle quali ha messo a segno un progresso di circa il 7,5%.

Non più tardi di venerdì scorso il titolo ha chiuso le contrattazioni a 10,924 ero, con un rally del 3,41%, riuscendo a fare decisamente meglio dell'altro big del comparto, Intesa Sanpaolo.

Unicredit nelle ultime giornate è finito sotto i riflettori in primis per l'annuncio dell'AD Mustier relativo all'applicazione di tassi negativi su conti correnti con depositi superiori oltre una certa soglia, inizialmente indicata a 100.000 euro, per poi essere spostata a 1 milione di euro.

Il titolo non più tardi di venerdì scorso è stato oggetto di interesse sulla scia di alcuni rumor relativi alla possibile creazione di una sub-holding con base in Germania in cui conferire tutte le partecipazioni estere del gruppo, esclusa l'Italia. 

Dal punto di vista tecnico Unicredit, dopo il massimo relativo toccato lo scorso 13 settembre a 11,484 euro, ha accusato un pesante ribasso che in poco meno di un mese lo ha spinto ad un passo dai 10 euro.

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Questa soglia è stata lambita fino a metà della scorsa settimana, prima del forte rialzo messo a segno nelle ultime due sedute.


Il rimbalzo partito dai minimi dei giorni scorsi ha ancora potenziale rialzista da esprimere e conferme in tal senso si avranno con una violazione di area 11 euro.

Al di sopra di questo livello Unicredit allungherà il passo verso quota 11,2/11,25 euro prima e in seguito in direzione degli 11,45/11,48 euro, ossia dei massimi di settembre.

Oltre questo livello il titolo punterà ai top di luglio in area 11,75/11,8 euro che almeno in prima battuta dovrebbero frenare la spinta rialzista.

Segnali di incertezza pr Unicredit si avranno con discese sotto i 10,6/10,5 euro, preludio ad una ribasso verso i 10/10,25 euro, ultimo sostegno da difendere prima di un approdo in area 10,05/10 euro.

Negativo sarà l'abbandono di questa soglia, evento che aprirà le porte ad un ripiegamento verso i 9,8/9,7 euro prima e in seguito verso i 9,6/9,5 euro.

Se Unicredit dovesse abbandonare anche quest'ultimo supporto, sarà elevato il rischio di un ritorno sui minimi dell'anno toccati il 13 agosto a 9,07 euro.

Intesa Sanpaolo: nuovi allunghi oltre quota 2,2 euro

Anche Intesa Sanpaolo venerdì scorso ha chiuso gli scambi in salita, pur mostrando un progresso più contenuto di quello di Unicredit, con un rialzo dell'1,7% a a 2,186 euro.

Il titolo nelle ultime giornate ha mostrato minore vivacità rialzista di Unicredit, ma è anche vero che aveva perso meno terreno prima, mostrando una migliore forza relativa.

Da segnalare che nei giorni scorsi Intesa Sanpaolo è finito sotto la lente di Kepler Cheuvreux che ha ribadito la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 2,45 euro in attesa dei conti del terzo trimestre che saranno diffusi dal gruppo il 5 novembre prossimo.

Dal punto di vista tecnico intanto è da notare che Intesa Sanpaolo, dopo aver lambito l'area di 2,2 euro lo scorso 1 ottobre, ha dato vita ad un ritracciamento che è stato contenuto da quota 2,07/2,06 euro, con successiva ripartenza al rialzo.

Il titolo si è riportato ad un soffio dai massimi dell'1 ottobre a 2,2 euro, e ulteriori segnali di forza arriveranno proprio dal superamento di questo ostacolo.

Oltre i 2,2 euro per Intesa Sanpaolo si apriranno le porte per uno sviluppo rialzista interessante, con un ritorno delle quotazioni sui massimi dell'anno toccati a inizio maggio in area 2,3/2,35 euro.    

L'eventuale sfondamento anche di questa barriera vedrà Intesa Sanpaolo allungare ulteriormente il passo verso i 2,45/2,5 euro, sui massimi che il titolo si è lasciato alle spalle tra agosto e settembre 2018.

Segnali di incertezza si avranno in caso di mancata rottura di area 2,2 euro, preludio ad un calo verso i 2,15 euro.


L'abbandono anche di questo livello vedrà Intesa Sanpaolo indietreggiare verso i 2,07/2,06 euro, sotto cui la discesa proseguirà al test dei 2 euro.

Negativo sarà il cedimento di questo sostegno, con proiezioni ribassiste a 1,97 e a 1,95 euro prima e in seguito in direzione di area 1,9 euro più in là nel tempo.

Fonte: News Trend Online
 


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Analisi Bull or bear Ftse mib Maximum Minimum Trading

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