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Italia: produzione industriale shock. Scatta allarme recessione

11/01/2019 17:00

Una tegola decisamente pesante si è abbattuta quest'oggi sull'Italia, alle prese con una economia sempre più balbettante ed esposta progressivamente a rischi crescenti.

Crolla la produzione industriale in Italia a novembre

Sulla base delle indicazioni fornite dall'Istat si è appreso che nel mese di novembre 2018 la produzione industriale ha registrato un vero e proprio crollo che getta un'ombra pesante sull'ultimo mese dello scorso anno e sulle prospettive per quello da poco iniziato.



A novembre la produzione industriale ha evidenziato una variazione negativa dell'1,6%, in deciso peggioramento rispetto alla lettura di ottobre, rivista peraltro al ribasso a -0,1% rispetto all'indicazione fornita in un primo momento pari a +0,1%.

Il dato ha deluso le aspettative del mercato che si era preparati ad una crescita dello 0,2%.

Novembre si chiude così con una contrazione del 2,6% in confronto allo stesso mese del 2018, registrando il maggior calo da ottobre 2014. Questo dato pesa anche sulla media del trimestre settembre-novembre che mostra un calo dello 0,1% in confronto ai tre mesi precedenti.

Solo nel comparto energia si è avuto un rialzo in controtendenza dell'1%, mentre sono in calo gli altri settori, con una flessione del 2,4% per quello dei beni intermedi e dell'1,7% e dello 0,9% per i beni strumentati e per quelli di consumo.

A pesare sulla performance di novembre ha contributo da una parte la frenata del commercio internazionale, sulla scia dello scontro tra Stati Uniti e Cina, ma a ciò si sono aggiunti fattori endogeni, quali l'incertezza relativa alle politiche economiche del Governo.



Piazza Affari resiste al dato, ma è allarme da più parti

I dati diffusi oggi non hanno avuto un grande impatto su Piazza Affari, dove in ogni caso il Ftse Mib ha invertito la rotta rispetto alla prima parte della mattinata, tanto che ora cede lo 0,36% poco oltre i 19.200 punti.

C'è da dire però che questo cambio di direzione del nostro indice è avvenuto contestualmente all'indebolimento degli altri listini azionari, rispetto ai quali peraltro il Ftse Mib mostra perdite più contenute.

Immediate invece le preoccupazioni che sono state sollevate da più parti sulla situazione economica dell'Italia.
Pessimismo è stato palesato dal presidente del Centro Studi Promotor, il quale questa mattina ha dichiarato che il nuovo calo della produzione a novembre rafforza il timore che il Belpaese stia entrando nuovamente in recessione.

Non diverse le parole del presidente della Federconsumatori, secondo cui l'aggiornamento diffuso questa mattina rivela una situazione di forte preoccupazione e allarme.

Il dato di novembre conferma ulteriormente come il nostro sistema economico risenta di una grave battuta di arresto che, a suo dire, il Governo sta sottovalutando.


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Intesa Sanpaolo: urge espansione nei servizi per evitare recessione

Preoccupazioni sono state espresse anche da diversi analisti, a partire da quelli di Intesa Sanpaolo, i quali spiegano che sulla produzione industriale di novembre hanno pesato due fattori una tantum, ossia il ponte di inizio mese e le condizioni meteo sfavorevoli.

Anche alla luce di ciò gli economisti prevedono un recupero anche parziale nell'ultimo mese del 2018, mettendo in guardia però dal fatto che la produzione industriale dovrebbe aver avuto ricadute negative sul PIL.

Secondo Intesa Sanpaolo dunque è necessaria una certa espansione nei servizi per scongiurare una recessione tecnica in Italia nell'ultimo trimestre del 2018, ricordando che l'andamento negativo di quest'ultimo periodo peserà inevitabilmente sulla crescita media di quest'anno.

ING: l'Italia entrerà in recessione tecnica nel 4° trimestre 2018

Ad evocare lo spettro di una fase recessiva è anche ING, i cui analisti ritengono che i dati sulla produzione industriale facciano aumentare in maniera rilevante il rischio di un simile scenario per l'Italia nel quarto trimestre del 2018.

La casa olandese stima ora una contrazione del PIL nel nostro Paese dello 0,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre e se queste previsioni troveranno conferma nei dati ufficiali si assisterà all'inizio di una recessione tecnica.

La view di Barclays

Anche Barclays si aspetta che quest'ultima parta negli ultimi tre mesi del 2018 e gli analisti segnalano che diversi fattori gettano ombre sul loro outlook relativo all'Italia.

Il riferimento è all'indebolimento della domanda all'interno e al di fuori dell'area euro, all'aumento dell'incertezza sui tempi e sull'attuazione dell'allentamento fiscale, cui si aggiunge l'instabilità politica in atto.

Anche gli economisti di Oxford Economics definiscono probabile una recessione tecnica in Italia nel quarto trimestre 2018, mentre mostrano un pizzico di ottimismo in più i colleghi di Unicredit.

Unicredit: ancora evitabile una recessione in Italia

Questi ultimi ritengono ancora possibile una variazione nulla del PIL negli ultimi tre mesi dell'anno da poco concluso, con rischi al ribasso però più concreti, visto che l'industria difficilmente darà un contributo positivo.

Al momento gli economisti di Unicredit sono quelli che guardano con più ottimismo all'anno in corso, prevedendo per l'Italia un PIL in rialzo dello 0,8%, mentre gli esperti di Oxford Economics e di Barclays parlano di un incremento rispettivamente dello 0,3% e dello 0,4%. 

Fonte: News Trend Online

TAG:

Economia Industria e lavoro

GRAFICI:

-media- Barclays plc Ftse mib Intesa sanpaolo Italia Unicredit


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