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L'euro, Mitterand e Kohl. Questa è la verità

09/11/2019 14:07

Ha avuto larga eco un articolo pubblicato sul Financial Times a firma Gyorgy Matolcsy, ex Ministro delle Finanze ungherese ed ora Governatore della Banca Centrale del suo Paese.

Matolcsy ha criticato piuttosto severamente l’euro, e, dato che l’Ungheria non ha ancora adottato la moneta unica, ma da diversi anni è impegnata in un percorso che avrebbe dovuto portare il Paese ad entrare nell’eurozona, questo articolo può così essere interpretato come una rinuncia, da parte del Paese magiaro, di aderire alla moneta unica.

Nel suo scritto Matolcsy fa notare come, a vent’anni dall’entrata in vigore dell’euro, cito testualmente: “la maggior parte dei pilastri necessari per una moneta globale di successo” non siano stati nemmeno lontanamente raggiunti, come ad esempio:

“Uno Stato Comune”

“Un bilancio che copra almeno il 15/20% del Prodotto Interno Lordo della zona euro”

“Un Ministro delle Finanze della zona euro”

“E un Ministero per esercitare questo ruolo”.

A me verrebbe immediatamente da chiosare:

“Per fortuna!!!”

Per fortuna infatti non siamo ancora arrivati a certi punti, ritengo infatti l’euro una sciagura, ma ancor più dell’euro sarebbe una sciagura che arrivassimo a costituire gli “Stati Uniti d’Europa”, semplicemente perché, come ho ribadito più volte, considererei gli Stati Uniti d’Europa una gigantesca Jugoslavia, che quindi non potrebbe altro che fare la fine ingloriosa della Jugoslavia.

Matolcsy, aggiunge inoltre che l’euro sarebbe stato una “trappola della Francia”.

Mitterand infatti avrebbe avuto il timore che la riunificazione della Germania avrebbe reso l’Europa germanocentrica e quindi chiese a Kohl la rinuncia al “marco” come condizione necessaria per controbilanciare questa egemonia tedesca nel continente.


E Kohl, sempre secondo il Governatore della Banca Centrale ungherese: “Cedette e considerò l’euro il prezzo da pagare per una Germania unificata”.

Ebbene, mi permetta Matolcsy di dissentire su questa sua interpretazione.

Kohl, non “cedette”, ma accettò di buon grado una proposta che dava alla Germania solo vantaggi ed alla Francia solo condizioni sfavorevoli.

Mitterand si dimostrò anche in quel frangente un perfetto sprovveduto, incapace di governare un Paese come la Francia.

Infine Matolcsy critica anche l’operato della Germania che utilizzando una moneta come l’euro, ossia “svalutata rispetto al marco” non ha saputo amministrare e soprattutto investire al meglio le ingenti somme derivate da un eccezionale surplus della propria bilancia commerciale.

Una critica, quest’ultima, sulla quale concordo solo parzialmente.

In conclusione le affermazioni del Governatore della Banca Centrale ungherese non hanno nulla di “clamoroso”, qualsiasi persona dotata di semplice buon senso sa che un sistema di cambi fissi (non la voglio neppure chiamare moneta unica) non ha alcuna possibilità di portare profitto a tutti coloro che vi aderiscono, i benefici di alcuni saranno controbilanciati dai danni procurati ad altri. 

Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Banca centrale Euro Europe Germany

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