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La paura di una recessione in arrivo sale ai massimi dal 2009

17/09/2019 18:02

Ad agosto, sulla scia dell'inversione della curva dei rendimenti USA, il consueto sondaggio tra i gestori di fondi condotto da Bank Of America Merrill Lynch aveva già avvertito dei livelli di guardia raggiunti dai timori degli investitori rispetto alla prospettiva di una recessione in arrivo, mai così alti dal 2011.

Sondaggio Bofa: timori di una recessione ai massimi dal 2009

Secondo l'edizione di settembre pubblicata oggi del Fund Manager Survey della banca americana, tale trend ha trovato un'ulteriore conferma anche nelle ultime settimane, che hanno visto salire ulteriormente la percentuale dei fund managers che si aspettano un downturn economico nel corso del prossimo anno dal 34% al 38%, ovvero ai massimi dall'agosto del 2009.

Guerra commerciale principale rischio di coda

Dalla nuova rilevazione, condotta tra il 6 settembre e il 12 settembre tra 235 gestori, emerge inoltre che la guerra dei dazi tra USA e Cina resta per il 19esimo mese consecutivo in cima alla lista dei "rischi di coda" per il mercato, con il 40% dei partecipanti che citano il dossier commerciale come principale fonte di preoccupazione: seguono l'inefficacia delle politiche monetarie delle banche centrali e una possibile bolla sul mercato dei bond (in entrambi i casi una preoccupazione maggiore per il 13% per gli investitori) e un rallentamento dell'economia cinese (12%).


Borse: si spera nello stimolo tedesco

Per quanto riguarda invece i possibili fattori di spinta per i mercati, Bofa fa sapere che gli investitori considerano come principale catalizzatore potenziale per gli asset di rischio nel corso dei prossimi sei mesi uno stimolo fiscale da parte della Germania, seguito da un taglio di 50 punti base dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve statunitense e dalla spesa per infrastrutture da parte del governo cinese. 

Rispetto alle allocazioni sulle diverse classi di asset, Bofa segnala nel suo report che quelle sui bond, dopo essere salite ad agosto ai massimi dal 2011, sono scese del 14% a un sottopeso netto del 36%, e si riducono dello 0,4% le allocazioni sul cash (a un sovrappeso netto del 4,7%).

E' invece cresciuta nel periodo considerato l'esposizione alle azioni, salita globalmente dell'8% a un sottopeso netto del 4%: quanto alle diverse aree geografiche, gli investitori hanno privilegiato le azioni USA (+15% a un sovrappeso netto del 17%) mentre continua la disaffezione per l'azionario emergente che "ha raggiunto un picco nel marzo 2019 e da allora ha registrato un trend negativo". 

Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Economy Investment Maximum Mercati Usa

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Bank of america corp


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