Traderlink
Cerca
 

Le vere performance degli indici mondiali nel lungo periodo

22/11/2020 15:23

Tutti coloro che si interessano di finanza, mercati e investimenti si interrogano sempre sul futuro. D'altronde, investire o fornire previsioni sull'andamento dei mercati e sugli indici mondiali è un po' un lavoro da aruspici, quasi che analisti e investitori fossero dei novelli indovini.
E, dopotutto, si investe per il futuro, non per il passato. Si osserva la performance delle diverse asset class sui diversi indici mondiali per predire come si evolveranno nel futuro. E, per farlo, ci si rivolge invariabilmente al passato, a come siano andate le cose negli anni precedenti.

Anche se poi le case d'investimento avvertono che "...le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future".

Il che sembra un bel controsenso, vero? Si studia il passato per predire il futuro, ma si avverte che quello che è accaduto nel passato non è garanzia di ciò che avverrà nel futuro.

E come potrebbe, in fin dei conti, visto che nessuno può predire con certezza il futuro? Sia come sia, questo comportamento è inevitabile per due ragioni.
Primo, bisogna pur basarsi su qualcosa, su qualche dato, per avere indicazioni predittivive che possano avere una qualunque valenza statistica. E questi dati possiamo averli solo dalle performance passate.

Secondo, guardare al passato è intrinsecamente connaturato nella specie umana. Non è forse vero che "Historia magistra vitae", come diceva Cicerone?

Non solo.
Spesso, le performance sono guardate in modo asettico, da lontano, e non studiate in maniera opportuna. Per esempio, molti tendono a guardare il dato spurio, ed a non contestualizzarlo. Per esempio, "...il mercato XYZ o l'asset class ABC, in un dato tempo, ha fatto quella determinata performance".

E l'inflazione? L'inevitabile potere erosivo dell'inflazione non lo vogliamo considerare? Certo che sì.

Come sono andate le asset class e i mercati da inizio anno?

Iniziamo la nostra disamina guardando a cosa è successo in questo "annus horribilis", indimenticabile per tutti, ed ancora funestato dalla peggior pandemia dai tempi della Spagnola nel 1918-1920.

Sappiamo tutti del crollo di febbraio marzo, e tutti abbiamo osservato il successivo recupero. Ma, come tutti i fenomeni estremi, questi eventi sono ben noti. Molto meno noto è l'andamento del resto dell'anno. E, soprattutto, molto meno noto è chi abbia fatto bene e chi abbia fatto male.

Veniamo quindi ai risultati.
Da inizio anno è l'oro che ha fatto meglio di tutti, con una performance davvero notevole di +21,9%. Seguono, a distanza di ben 17 punti percentuali, le obbligazioni americane di ogni ordine e grado che, nel complesso, hanno portato a casa il +4,9% finora.

In perfetta linea con l'andamento storico degli ultimi 20 anni, che è il +5%, tra l'altro. Le obbligazioni internazionali (+2,6%), cioè tutto quanto non sia USA, e i titoli a grande capitalizzazione americani (+1,5%) sono le uniche altre asset class ad avere una performance positiva.
Il contante, ad esempio, ha perso lo 0,7%, cioè l'inflazione fino a adesso. L'asset class peggiore sono i REIT, cioè in fondi immobiliari scambiabili come le azioni.

I vari lockdown mondiali hanno influito pesantemente sugli affitti e le rendite delle locazioni commerciali, con conseguenti ampie perdite fino ad ora (-16,4%).

E, nonostante questo, negli ultimi 20 anni i REIT sono stati la migliore asset class di tutte, con un +11,6% annuo di performance.

Venendo agli indici mondiali, il migliore di tutti è stato il NASDAQ, con un roboante +34,20% finora. Il mercato tech americano è seguito dallo S&P500 con +9.20% e, forse sorprendentemente per qualcuno, dal Nikkei giapponese con +7,91%.
Positivo anche il Dow Jones, con +1,37%. Negativi tutti gli altri, chi poco come il DAX (meno di 2 punti percentuali), chi tanto come il FTSE inglese, con un pessimo -16,48% finora. Brexit is coming, dopotutto.

E le serie storiche?

C'è stata una enorme variabilità tra le varie asset class nel corso degli ultimi decenni.

Dal 1985 ad oggi molte tipologie di investimenti si sono alternate come "best e worst performer" (migliori e peggiori). E visto che quest'anno l'oro è stato largamente il migliore, finora, cominciamo proprio da lui. Che è stato il migliore della classe solo 2 volte, negli ultimi 35 anni.
Sorprendente? No, e vi spieghiamo perché. L'oro è il bene rifugio per eccellenza. Va bene quando le cose vanno male, e va ancora meglio quando le cose vanno malissimo.

Ecco perché quest'anno abbia fatto così bene. Il fatto che lo abbia fatto solo altre due volte in 35 anni vuol dire che le cose non siano andate poi tanto male in questo periodo. E, infatti, negli ultimi 35 anni il valore di borsa degli indici mondiali è cresciuto di oltre il 1.700%.


Hanno fatto ben meglio i mercati americani dei grandi titoli, che per 4 volte sono stati i primi della classe, compreso lo splendido 2019, che sembra così lontano a pensarci.

Lo stesso risultato, comunque, lo hanno ottenuto i mercati sviluppati internazionali.

Ma chi ha fatto meglio, e peggio, più volte? Un po' a sorpresa, se non ci si riflette, sono stati i mercati emergenti. Perché non è stata una sorpresa, questa performance notevole, pari quasi a 1/3 degli ultimi 35 anni? Perché la crescita, quella vera, si trova proprio lì, nei mercati emergenti.
E, ancora di più, in quelli cosiddetti di frontiera. Dopotutto, che cosa sono i mercati emergenti? Sono nazioni che non sono ancora a livello di quelle definite sviluppate.

E per arrivarci, possono e devono fare una sola cosa: crescere. E, se crescono le loro economie, cresceranno anche i loro mercati.

Altre dati molto interessanti

Senza sorpresa, i secondi migliori della classe per ben 8 volte negli ultimi 35 anni sono stati i sunnominati REIT.
Una buona spiegazione su cosa siano e come funzionino si trova in questo articolo.

I bond sono stati protagonisti di ottime prestazioni negli anni cattivi, essendo anch'essi considerati beni rifugio, ed avendo spessissimo una correlazione inversa alle azioni.

Sono stati i migliori performer nel 1990, nel 2008 e nel 2018. Nel 1990 ci fu un breve bear market causato dalla prima Guerra del Golfo, le azioni caddero e i bond e il contante furono gli unici performer positivi dell'annata. Il 2008 fu l'anno della crisi dei subprime, mentre il 2018 fu caratterizzato dal crollo di fine anno per le preoccupazioni del rialzo dei tassi USA.

E gli indici mondiali più importanti, come se la sono cavata, in questo periodo? Non sorprenderà nessuno sapere che, negli ultimi 25 anni, nonostante due bear market pesanti come lo scoppio della bolla delle dot.com e la crisi del 2007-2008, l'indice che abbia fatto meglio, e di parecchio, sia stato il NASDAQ.

La performance? Oltre +9.400%. Che, facendo il conto della serva, è circa +268% all'anno. Lontano dal NASDAQ si piazza il Dow Jones, comunque cresciuto più del 2.100%, e poi l'S&P500, cresciuto di +1.880%. "America rules", si dice sui mercati. E, quando si parla di indici mondiali e creazione di ricchezza, è verissimo.

E l'Italia? -20% negli ultimi 35 anni.
Un risultato pessimo. Che, purtroppo, segue l'andamento economico della nazione. 

Le variazioni all'interno delle asset class

A livello di consulenza finanziaria, e come argomento di "food for thought" di cui discutere con il proprio consulente, può essere utile vedere come si siano comportate, nel tempo, le varie asset class a livello di volatilità.

Quanto cioè sia stato il loro variare come valore, il loro excursus, nel tempo. 

L'asset class più stabile è stato senza dubbio il contante. Negli anni peggiori, investire in obbligazioni a brevissimo termine, immediatamente liquidabili (contante, appunto), ha avuto una perdita massima annua di -2,9%, ed un guadagno di +5%.
Andando a salire, le altre asset class sono state tutte più variabili, con intervalli anche grandi. Abbiamo quindi, in ordine crescente, i bond internazionali, poi quelli americani di ogni grado e poi solo quelli High Yield. E già questa asset si dimostra molto volatile, andando da -21,% a +35,6%.

Continuando, troviamo poi l'oro (sorpresi? Non dovreste.

L'oro varia molto da un anno all'altro), i titoli USA a grande capitalizzazione, e i REIT. S Fonte: News Trend Online

 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



TAG:

Asset Stock Economy Futures Oro Indici Mercati

GRAFICI:

Dax Dow jones Enel Japan nikkei 225 Nasdaq Oro


DISCLAIMER Leggi bene le nostre avvertenze!


Apple Store
Apple Store

Copyright © 1996-2020 Traderlink Srl
contact@traderlink.it

Seguici su Facebook

BORSA ITALIANA
Quotazioni di borsa differite di 20 min.

MERCATO USA
Dati differiti di 20 min. (fonte Morningstar)

FOREX:
Quotazioni fornite da FXCM

DISCLAIMER Leggi bene le nostre avvertenze!

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. OK

Disclaimer
Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Ho capito x