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Mutui, quante occasioni sprecate con condizioni senza precedenti

22/05/2020 19:33

Il tasso fisso che costa meno del tasso variabile. I mutui che rimangono in sospeso mentre le attività dei notai, degli uffici comunali, le conservatorie, le agenzie e le visite alle case che subiscono inevitabilmente una battuta d’arresto, anche piuttosto forte.

Insomma, il mercato immobiliare presenta al momento occasioni senza precedenti, senza che però ci siano state, almeno fino a ora, le condizioni ideali per approfittarne. 

Mutui e surroga, tra marzo e aprile quante occasioni sprecate!

I numeri parlano chiaro: tra marzo e aprile sono almeno 25.000 le compravendite rinviate, per un valore totale di 4 miliardi di euro.

I mutui rimasti in stand by? Oltre 35.000, per un calcolo complessivo di 5 miliardi di euro. L’altro aspetto da considerare è la cosiddetta “mancata occasione” di chi ha richiesto una surroga tra i mutui rimasti incompiuti: in tutto sono 15.000, e si tratta di un danno consistente quello che le famiglie hanno subito in questo caso.
Perché a loro disposizione c’è stata la possibilità di usufruire del finanziamento con margini di interesse molto più bassi rispetto a quelli precedentemente concordati. Il risparmio calcolato? Parte dai 20mila euro ed arriva fino a un massimo di 80mila. 

Il mutuo e la casa come dottor Jekyll e Mr Hide

Con l’epidemia del coronavirus il mattone può tornare protagonista come investimento per gli italiani.

Inoltre, l’emergenza ha messo nelle condizioni tutti i cittadini di ottimizzare e rendere migliore l’ambiente in cui vive e il comfort della propria casa. Tuttavia, è stato anche un'occasione importante, sostanzialmente persa, per ottenere un notevole risparmio nel pagamento del mutuo.

Verso la digitalizzazione delle pratiche sui mutui e non solo

Persa perché il danno sarebbe pari a 200 milioni di euro a ogni mese. Questo l’importo stimato dall’Osservatorio di mutui online. Un danno riconducibile tuttavia, anche all’esigenza della digitalizzazione delle attività e la semplificazione dei processi necessari a svolgere una qualunque pratica inerente alla compravendita, al mutuo o alla surroga.

Un’esigenza che potrebbe diventare realtà (perché indispensabile) con l’avvento delle nuove regole sanitarie.

Per certi versi è l’unico modo per poterci riavvicinare ai numeri prima dell’espansione del virus. 

Mutui fermi, banche al lavoro. Anche ad aprile

In controtendenza, secondo mutuionline, le attività delle banche. Risolvere le varie pendenze il più possibile attraverso i canali messi a disposizione degli istituti di credito.
Questo è stato il monito di Abi affinché nessun cliente si presentasse in filiale. E i numeri danno un aumento significativo nel mese di aprile dei finanziamenti effettivi per l’acquisto della prima casa, un aumento pari al 46,1%, dal 30,8% del periodo gennaio marzo. Anche l’importo erogato ha registrato un significativo balzo in avanti: 161.026 euro ad parile.

Nei primi tre mesi dell’anno si è fermato a 140.146. Caute, molto caute le famiglie, che hanno ridotto la somma richiesta a 133.733 euro, dai 143.097 del terzo trimestre del 2019. In questo caso l’effetto lockdown è evidente. 


Tornano a salire le richieste di credito e prestiti

E a proposito di famiglie, dopo 60 giorni di quarantena sono tornate a salire le richieste di credito.
Una domanda sostanzialmente andata ad arrestarsi nei mesi scorsi e che torna a dare segnali timidi di ripresa, per quella che di fatto è una fase 2 in cui la liquidità  è una delle necessità più impellenti e urgenti. Una ripresa che potrebbe diventare ancora più nitida verso la fine del mese, aspettando eventuali cambiamenti della curva epidemiologica, che ci dirà se ci sono le basi per un ritorno del contagio da parte del virus. 

Mutui, richieste di credito e prestiti: picco negativo ad aprile

Il picco negativo della domanda del credito è stato raggiungo nelle prime due settimane di aprile.

Fino al 15 marzo, al contrario, il fenomeno ancora beneficiava delle pratiche istruite pecedentemente. I volumi, in questo caso, si sono attestati alla metà di quelli di febbraio. Da qui, un lento recupero, a seconda delle diverse forme e richieste di credito. Nelle ultime settimane le richieste di mutui immobiliari si sono stabilizzati intorno al 75% rispetto ai volumi attuali.
Un dato senz'altro rassicurante, dopo un dimezzamento delle richieste (50%) sempre rispetto a prima del lockdown fino alla prima settimana di aprile.

Prestiti personali giù del 40%

Fragile invece la situazione delle richieste dei prestiti personali. Una fragilità che si può osservare fino alla prima settimana di maggio: richieste fino al 60% di quelle registrate al periodo che ha preceduto il lockdown.

Un atteggimaneto discreto, improntato sulla cautela ma anche all'insegna del timore per l'eventualità di non poter restituire il denaro, per quanto, come detto, i tassi siano scesi a livelli minimi. E' l'approccio che ha contraddistinto  la famiglia italiana in questo periodo.

Spese tradizionali più spese online uguale +110%

 

Più sostenuto, al contrario, l'indice dei prestiti personali finalizzati all'acquisto di beni e servizi.
Una vera e propria corsa all'acquisto nei primi giorni di maggio con l'apertura, seppur graduale, delle attività commerciali: automobili, elettronica e spese sanitarie in particolar modo. Spese tradizionali che si sono andate ad affiancare a quelle online, con un'impennata del 110% rispetto ai livelli di pre-lockdwon. In questo senso assume particolare importanza nella anche l’impatto dei piccoli finanziamenti con garanzia statale erogati in queste settimane.

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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