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Petrolio e i titoli oil in tensione: opportunità per nuovi buy?

23/08/2019 17:04

La ritrovata avversione al rischio che ha preso il sopravvento sui mercati finanziari nel primo pomeriggio ha avuto effetti negativi anche per il petrolio.

Dopo aver chiuso la sessione di ieri in calo di oltre mezzo punto percentuale, l'oro nero si è mantenuto per buona parte della mattinata a ridosso della parità, salvo poi accusare una brusca accelerazione al ribasso nel pomeriggio.

Petrolio: brusco ribasso.
Pesa lo scontro Cina-Usa

Raggiunto un minimo a ridosso dei 53,5 dollari, l'oro nero ha avviato un recupero, ma si conferma in calo, fotografato negli ultimi minuti a 54,35 dollari, con una flessione dell'1,81%.

A scatenare l'improvviso sell-off sul petrolio hanno contribuito le nuove tensioni tra Stati Uniti e Cina.

Secondo le ultime indiscrezioni il Paese asiatico ha deciso di imporre nuovi dazi su 75 miliardi di dollari di beni americani e al contempo di riattivare le tariffe sulle automobili a stelle e strisce.

Tanto basta a far temere per un peggioramento delle prospettive dell'economia mondiale, con immediati riflessi sul petrolio che ha imboccato subito la via delle vendite, complici le preoccupazioni sulla domanda di materia prima in un contesto globale che potrebbe indebolirsi ulteriormente.

La flessione dei prezzi dell'oro nero ha impattato inevitabilmente sui titoli del settore oil a Piazza Affari, che però hanno già risalito con decisione la china dai minimi, grazie anche al recupero del Ftse Mib.

Tenaris limita i danni ad un calo più contenuto dello 0,59%, mentre ENI e Saipem arretrano dell'1,05% e dell'1,29%.


Segno meno anche per i titoli a minore capitalizzazione con Saras in ribasso dello 0,22%, seguito da Maire Tecnimont che cede lo 0,83%%.

Un calo da sfruttare per nuovi acquisti sui titoli?

A giudicare dalle indicazioni che arrivano dalle banche d'affari diverse sono le opportunità ancora da cogliere nel settore oil a Piazza Affari.

ENI sotto la lente degli analisti

Non più tardi di ieri Banca IMI ha confermato la sua view positiva su ENI, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 20,3 euro.

Gli analisti hanno accolto con favore la notizia diffusa due giorni fa dalla società, da cui si è appreso che la produzione del giacimento di Zohr ha raggiunto oltre 2,7 miliardi di piedi cubi di gas al giorno, circa 5 mesi in anticipo rispetto al piano di sviluppo.


Più cauta la view dei colleghi di UBS che in una nota diffusi oggi hanno ribadito la raccomandazione "sectorperform" su ENI, con un target price a 17 euro.

Gli analisti fanno notare che il payout ratio di ENI è pari al 25%, appena sotto la media del 26% delle major petrolifere europee, mentre il rendimento della cedola nell'esercizio 2019 è pari al 6,2%, contro la media del 6,3%.

Saipem: le strategie suggerite

Buone notizie per Saipem che piace a Banca IMI, tanto che gli analisti non più tardi di due giorni fa hanno reiterato il rating "buy", con un fair value a 5,9 euro.

La conferma del giudizio è arrivata dopo alcune indiscrezioni di stampa secondo cui il Consiglio di Stato francese avrebbe dato l'ok a numerosi parchi eolici offshore nel nord del Paese, sponsorizzati da EdF Renewables.

Gli analisti di Banca IMI fanno sapere che Saipem è interessata ad un'attività di questo tipo e ritengono che il gruppo abbia le competenze necessaria per competere con successo in questo mercato.

Nei giorni scorsi Saipem ha ricevuto una promozione da Jefferies, con un cambio di rating da "hold" a "buy" e un prezzo obiettivo rivisto da 4,8 a 5 euro.

Entrambe le mosse sono state decise alla luce dei consistenti contratti nell'E&C onshore, del miglioramento dei margini del gruppo e della guidance sul debito.

Tenaris raccoglie giudizi contrastanti

Quanto a Tenaris, non più tardi di ieri la Abu Dhabi National Oil Co.

ha annunciato l'assegnazione di contratti per 3,6 miliardi di dollari per la fornitura di tubi e rivestimenti ad un gruppo di società tra cui la stessa Tenaris.

Quest'ultima ha fatto sapere che la sua quota parte è di 1,9 miliardi di dollari e tale cifra si colloca nella parte alta del range ipotizzato da Equita SIM.

Non cambia la strategia degli analisti che sul titolo ribadiscono la raccomandazione "hold", con un target price a 13 euro.

Più ottimista Banca IMI che suggerisce di aggiungere Tenaris in portafoglio, con un fair value a 13,3 euro.


Gli analisti giudicano positivamente il nuovo accordo e mantengono una view bullish sul titolo perchè prevedono che il trimestre in corso rappresenterà il punto più basso per la redditività del gruppo, con un potenziale recupero negli ultimi tre mesi dell'anno.

Fonte: News Trend Online
 


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Bank Bull or bear Cina Petrolio Dollaro Usa

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