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Petrolio in corsa: i broker litigano su outlook. Crollo o rally?

18/06/2019 18:52

La settimana ieri è partita in ribasso per il petrolio che ha ceduto poco più di un punto percentuale, riportandosi poco sotto area 52 dollari al barile. Una debolezza che ha trovato inizialmente spazio anche oggi, con le quotazioni che sono scese a testare la soglia dei 51,5 dollari nel corso della mattinata.

Petorlio in rally dopo un tweet di Trump

Da questo minimo si è avuto però un progressivo recupero, con una netta accelerazione al rialzo nel pomeriggio, tanto che negli ultimi minuti il petrolio viene fotografato a 53,85 dollari, con un rally del 3,68%.

In recupero anche il Brent che mostra un rialzo più contenuto del Wti, con un progresso di oltre il 2% a 62,3 dollari al barile.

Gli acquisti sul petrolio hanno registrato un deciso aumento nel pomeriggio, in seguito ad un tweet di Trump che ha annunciato che incontrerà il presidente della Cina, Xi Jinping al G20 in Giappone a fine mese.

Tanto è bastato per allentare i timori sul fronte della guerra commerciale che avrebbe ripercussioni negative sull'economia globale e di conseguenza sulla domanda di petrolio.

L'attenzione degli investitori intanto è ora rivolta alla prossima riunione dell'Opec per vedere se ci sarà o meno una riduzione della produzione nella seconda metà dell'anno.

Petrolio: per UBS il Brent tornerà a 70 $ nel 2° semestre

In attesa di vedere quale sarà il responso del Cartello, le quotazioni del petrolio, tanto del Wti quanto del Brent, continuano ad essere oggetto di una forte volatilità, complici anche le tensioni geopolitiche con particolare riferimento ai rapporti da Stati Uniti e Iran.

Gli analisti di UBS fanno notare che gli investitori di recente hanno dovuto fare i conti con un andamento altalenante del greggio, basti pensare che mercoledì scorso i prezzi hanno subito un forte calo per via dei timori di una possibile frenata dell'economia globale.  Il giorno dopo però il petrolio ha rimbalzato in seguito agli attacchi a due petroliere nel golfo dell'Oman.

Per la banca elvetica permane il rischio di una volatilità tanto al rialzo quanto al ribasso per l'oro nero, ma gli analisti ritengono che il rapporto tra domanda e offerta supporterà il prezzo del petrolio, ritenendo eccessivo il calo di quasi il 20% accusato da aprile.

Gli esperti di UBS credono che l'Opec abbia potere sufficiente per riportare le quotazioni del Brent a 70 dollari al barile nella seconda metà di quest'anno, mentre le previsioni a 12 mesi sono pari a 67 dollari al barile.


L'offerta infatti dovrebbe mantenersi limitata grazie al calo della produzione di Iran e Venezuela e al probabile accordo tra l'Opec e i suoi alleati per la prosecuzione dei tagli.

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Petrolio: Citi non esclude un rally fino a 78 dollari in tre mesi

Puntano con decisione al rialzo anche le previsioni degli analisti di Citi, secondi cui il Brent potrebbe salire fino a quota 78 dollari nell'arco di tre mesi.

Secondo gli esperti guidati da Edward Morse, responsabile globale della ricerca sulle materie prime per Citi, a guidare al rialzo i prezzi dell'oro nero saranno l'aumento stagionale della domanda, i rischi per l'approvvigionamento e la presenza di un mercato fisico più tirato.

A detta di Edward Morse, è improbabile che durante l'estate si verifichi un aumento della produzione che dovrebbe quindi rimanere sui livelli attuali prima di un ritocco atteso dopo la stagione estiva.

Petrolio: bearish la view di BofA.

Nuovo target a 40 $ per il Wti

Diametralmente opposte invece le previsioni di Bank of America-Merrill Lynch secondo cui il trend discendente in atto per il petrolio è destinato a proseguire.

La banca Usa infatti indica obiettivi ben più bassi dei valori attuali per la seconda metà dell'anno, quanto le quotazioni del Wti potranno scendere fino ad area 40 dollari al barile, mentre le stime sul Brent sono state rivisitate da 68 a 63 dollari.

Nella sua analisi Bank of America indica tre fattori chiave che potrebbero offrire un sostegno ai prezzo del petrolio, quali un taglio dei tassi da parte della Fed, un freno alla produzione dell'Opec e un dietro front di Trump sul versante commerciale.

Questi tre fattori però a detta degli analisti potrebbero non essere sufficienti a frenare una caduta delle quotazioni dell'oro nero nel caso in cui i negoziati degli Usa con la Cina e l'Iran dovessero fondersi in un'unica questione.

Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Borsa Dollaro Outlook di mercato Petrolio

GRAFICI:

Bank of america corp Crude oil Oro


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