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Petrolio: nuovo affondo. Arrivano previsioni choc dalla Russia

12/06/2019 18:19

La chiusura poco mossa di ieri, quando le quotazioni si sono fermate a ridosso della parità, è stata seguita oggi da un deciso ritorno delle vendite sul petrolio.

Petrolio: nuovo sell-off

Dai minimi del 5 giugno segnati a ridosso dei 50,5 dollari, l'oro nero ha avviato un recupero che non ha portato oltre la soglia dei 54 dollari, con un successivo ripiegamento che sta subendo oggi una decisa accelerazione.

Negli ultimi minuti le quotazioni del petrolio vengono fotografate a 51,85 dollari, con un ribasso del 2,66% rispetto al close di ieri.

Petrolio sotto i 52 $ dopo il report sulle scorte Usa

Ad appesantire ulteriormente il sentiment nel pomeriggio ha contribuito il report sulle scorte strategiche Usa che ha segnalato a sorpresa un nuovo incremento.

Nell'ultima settimana le riserve di oro nero sono aumentate di 2,2 milioni di barili, sorprendendo il mercato che si era preparato ad un calo di 600mila barili.

In crescita anche le scorte di benzina, salite di 0,764 milioni di barili, al di sopra dei 500mila barili attesi, mentre gli stock di distillati sono scesi in controtendenza di 1 milione di barili, deludendo le stime che parlavano di un rialzo di 1 milione di barili.

Petrolio: cosa segnala il continuo aumento delle scorte?

L'aumento delle scorte, salite sui massimi degli ultimi 23 mesi, è senza dubbio uno dei fattori che contribuisce ad alimentare le vendite sul petrolio.

Come evidenziato dagli strategist di MPS Capital Services, segnalano che contrariamente alla stagionalità, le riserve continuano a crescere e questo è un segnale di possibili problematiche sul fronte della domanda.

Secondo gli analisti di UBS, i dati sulle scorte Usa di petrolio possono avere solo un'interpretazione ribassista, visto che non c'è nulla di positivo per il prezzo del petrolio.

Di fatto sta cambiando l'orientamento del mercato che fino a qualche mese fa era quello di un eccesso di domanda nei mesi a venire, ma la crescita costante delle scorte, secondo gli analisti di UBS ha messo in dubbio questa convinzione.

Ad alimentare i dubbi e i timori sul fronte della domanda sono anche gli scontri commerciali tra Stati Uniti e Cina, per i quali non si intravede ancora una soluzione a breve.

Petrolio: EIA taglia stime su produzione e prezzi Wti e Brent

Non sono certo di aiuto le indicazioni che arrivano dall'Eia, ossia l'Energy Information Administration che ieri ha rivisto al ribasso di 160mila barili le stime sulla domanda di petrolio per quest'anno a 1,22 milioni di barili.

L'ente di Washington ha inoltre ridotto le previsioni sulla produzione Usa, tagliandole dell'1% a 12,32 milioni di barili giornalieri.


L'Eia ha inoltre messo mano alle stime sul prezzo medio del Wti che per quest'anno viene abbassato del 5,6% a 59,29 dollari, con la conferma dell'outlook 2020 a 63 dollari.

Per il Brent invece le previsioni scendono del 4,2% a 66,69 dollari, lasciando invariate quelle riferite al prossimo anno a 67 dollari. 

Petrolio: focus su meeting Opec.

Le previsioni di Goldman Sachs

Il focus ora è tutto rivolto al meeting dell'Opec del 26 giugno, prima del quale si guarderà all'incontro tra i Ministri dell'Energia di Russia e Arabia Saudita.

Un appuntamento da seguire con molta attenzione vista la diversità di opzioni sul prezzo equo del petrolio, con la Russia più favorevole a quotazioni in linea con quelle attuali e l'Arabia che invece ha bisogno di prezzi maggiori.

Secondo gli analisti di Goldman Sachs, lo scenario attuale di fatto non offre molta scelta all'Opec, se non quella di estendere la durata dei tagli alla produzione.

Da una parte c'è una grande incertezza sui fondamentali correnti e futuri, sia per un outlook macro incerto, sia per una produzione volatile da parte di alcuni Paesi come Iran, Libia e Venezuela.

Dall'altra, la banca Usa richiama l'attenzione anche sull'incertezza relativa all'andamento della produzione Usa.


Questo mix di fattori secondo gli analisti basta a modificare le previsioni del mercato da un eccesso di domanda a uno di offerta nell'arco di poche settimane, motivo per cui Goldman Sachs si aspetta che l'Opec estenda i suoi tagli alla produzione.

Petrolio: possibile crollo fino a 30 dollari senza accordo Opec su tagli

Un accordo in questa direzione sarà cruciale, perchè in mancanza di esso il petrolio sarà destinato ad andare incontro a scenari decisamente ribassisti.

Tanto il Ministro delle Finanze russo quanto il suo collega del dicastero dell'energia, hanno messo in guardia dal rischio di una possibile discesa del petrolio al di sotto dei 40 dollari al barile.

Le quotazioni potrebbero scivolare anche fino ai 30 dollari se dal meeting dell'Opec non verrà fuori un'estensione per altri sei mesi dei tagli alla produzione 

Fonte: News Trend Online
 


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Bull or bear Dollaro Petrolio Usa

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