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Petrolio: previsioni e titoli oil da valutare. I buy suggeriti

12/02/2019 11:04

Torna qualche acquisto sul petrolio che quest'oggi ha imboccato da subito la via dei guadagni e sta provando a riportarsi in direzione dei 53 dollari al barile. Archiviata la sessione di ieri con un ribasso di poco superiore al mezzo punto percentuale, l'oro nero negli ultimi minuti viene fotografato a 52,85 dollari, con un progresso dello 0,84%.

A Piazza Affari ne approfittano i titoli del settore oil che dopo gli spunti positivi di ieri allungano il passo, con ENI in rialzo dello 0,59%, preceduto da Saipem e Tenaris che guadagnano l'1,54% e l'1,87%, mentre tra i titoli a minore capitalizzazione Saras e Maire Tecnimont viaggiano entrambi in salita di circa mezzo punto percentuale.


La scorsa settimana è stata vissuta tutta in ribasso dal petrolio che dopo aver raggiunto la soglia dei 55 dollari al barile, ha innestato la retromarcia, arrivando a mettere sotto pressione ieri l'area dei 52 dollari, per poi avviare un recupero.
Diversi sono i fattori che hanno pesato nelle ultime sedute sull'andamento dell'oro nero, a partire dalla notizie giunte dagli Stati Uniti, dove l'attività di perforazione ed estrazione ha ripreso a salire.

Non hanno certo aiutato i rinnovati timori sul tema caldo della questione commerciale tra Stati Uniti e Cina, unitamente alle preoccupazioni legate alle prospettive dell'economia mondiale, senza dimenticare il rialzo del dollaro tanto nei confronti dell'euro che dello yen che rema contro un'ascesa dei prezzi del petrolio.


Le prospettive restano ancora positive per questo asset, anche se il forte recupero messo già a segno da inizio anno di fatto riduce i margini di guadagno rispetto ai target indicati da diversi analisti.
Gli esperti di Bank of America-Merrill Lynch ad esempio prevedono in media nel 2019 un Wti a 59 dollari e un Brent a 70 dollari, mentre le attese per il 2020 sono pari rispettivamente a 60 e a 65 dollari al barile.

Queste indicazioni si basano sull'aspettativa della banca Usa di un mercato sostanzialmente bilanciato quest'anno in termini di domanda e offerta, mentre per il 2020 si parla di un surplus di quasi 500mila barili al giorno.
Da segnalare che gli analisti di Bank of America vedono una domanda ancora in crescita, in un contesto in cui però il ruolo di primo piano dell'Opec è destinato a ridimensionarsi, mentre aumenterà il peso della produzione statunitense.


Non più tardi di due giorni fa ad occuparsi del settore oil sono stati anche gli analisti di Equita SIM che hanno deciso di rivedere al ribasso le loro stime sul prezzo del Brent per quest'anno da 77,5 a 65 dollari al barile. Un taglio da ricondurre principalmente ad un indebolimento delle prospettive della domanda.
Gli esperti continuano in ogni caso ad aspettarsi un andamento in crescita dei prezzi del greggio nei prossimi anni, con un ritocco al ribasso però delle stime, tagliate da 80 a 75 dollari al barile per il 2029 e da 82 a 80 dollari per il 2021.


L'atteso incremento delle quotazioni dell'oro sarà guidato dal periodo di bassi investimenti del settore tra il 2015 e il 2018, che mina la capacita? dell’industria nel rimpiazzare le riserve.
Secondo la SIM milanese i titoli del settore offrono un upside molto interessante in questo tipo di scenario.
All’interno del comparto la preferenza degli analisti viene accordata ad ENI tra le società integrate, a Saipem nel settore servizi e a Saras nel mid-downstream.





Partendo da ENI, Equita SIM ribadisce la sua view positiva, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo ritoccato leggermente al ribasso a 19 euro.
L'idea è che il titolo vanti ancora un upside rilevante, con la società che sarà in grado di aumentare la remunerazione degli azionisti tramite dividendi e operazioni di buy-back.

ENI ha un dividend yield del 6% per un breakeven di cash flow di circa 50-55 dollari al barile, senza la necessita? di incrementare il piano di investimenti, grazie ad un portafoglio upstream che ha beneficiato negli ultimi anni di ingenti scoperte.
Gli analisti ritengono altresì che ENI sia difensivo in un contesto di mercato azionario debole o piatto.

Lo stesso rating "buy" viene confermato da Equita SIM per Saipem, con un target price a 5,1 euro
Gli analisti hanno rivisto al rialzo la loro stima relativa alla raccolta ordini E&C 2018 da 8,15 a 9,7 miliardi di euro, per catturare la forte raccolta ordini annunciata negli ultimi tre mesi dello scorso anno.


Alla luce dell'approccio piu? cauto sul prezzo del petrolio, la SIM milanese non modifica la sua previsione sulla raccolta ordini E&C 2019, invariata a 8,25 miliardi di euro, con una maggiore prudenza sui margini dell’E&C e sull'utilizzo dei mezzi drilling offshore.
L'impatto complessivo sulle stime 2018-2020 è di un +2% per il fatturato e di un +1% per l'Ebitda, segnalando che per quest'ultima voce le attese sono di un dato pari a 970 milioni di euro per il 2018, a 827 milioni per quest'anno e a 953 milioni per il prossimo.



Anche per Saras il giudizio è bullish, con un rating "buy" e un fair value a 2,2 euro, mentre è più cauta la view su Tenaris.

Sul titolo infatti la SIM milanese mantiene invariata la raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo a 13,8 euro.
Nei giorni scorsi gli analisti hanno accolto con favore la notizia relativa alla joint-venture siglata da Tenaris con PAO Severstal per la costruzione di un impianto di tubi welded OCTG in Siberia occidentale, parlando però di un impatto quantitativo limitato.


L'idea è che la joint-venture possa generare a regime dei margini in linea con la media di gruppo e un impatto a livello di utile per azione a singola cifra bassa.

Fonte: News Trend Online

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Bull or bear Dollaro Oro Petrolio

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