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Petrolio soffre aspettando l'Opec. ENI meglio di Saipem ora?

01/12/2020 17:49

Anche la seduta odierna non sta riservando nulla di buono per il petrolio che continua a perdere terreno dopo il calo di ieri.
In avvio di settimana l'oro nero, pur riuscendo a limitare i danni, ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,42%, ma il ribasso odierno è ben più ampio.

Al momento infatti il petrolio viene fotografato a 44,45 dollari al barile, con un calo del 2,03% rispetto al close di ieri.
L'oro nero perde ancora terreno, con gli investitori che decidono di liquidare alcune posizioni in attesa di novità dall'Opec+.
Ieri ha avuto inizio il meeting che avrebbe dovuto avere un seguito nella giornata odierna, ma secondo quanto riferito da Reuters, i colloqui del Cartello sarebbero stati rinviati a giovedì prossimo.


L’OPEC+, come detto poc'anzi, avrebbe dovuto tenere la sua riunione oggi, ma ha deciso di rinviarla  questo secondo alcuni osservatori rende ancora probabile il raggiungimento di una qualche forma di compromesso.
Le attese puntavano ad un estensione dei tagli alla produzione esistenti di 7,7 milioni di barili al giorno, circa l’8% della domanda globale, nei primi mesi del 2021, per 3-4 mesi.
Dopo che le consultazioni di domenica non hanno portato ad un accordo, la Russia ha suggerito la possibilita? per l’OPEC+ di iniziare ad aumentare la produzione di 0,5 milioni di barili al giorno ogni mese da gennaio.


A complicare ulteriormente il quadro, gli Emirati Arabi Uniti sarebbero disposti a sostenere un'estensione dei tagli solo se i membri migliorassero l’adesione e il rispetto delle quote produttive.
Il portavoce della Russia, Dmitry Peskov, ha detto che le differenze tra Russia e OPEC non sono cosi? gravi come all’inizio del 2020, quando i disaccordi hanno portato a un crollo dei colloqui e a un forte aumento della produzione.


I paesi appartenenti all’OPEC+ devono trovare un delicato equilibrio tra l’aumento dei prezzi per migliorare le proprie finanze, ma non cosi? tanto da incentivare la produzione non convenzionale negli Stati Uniti, piuttosto reattiva con un WTI al di sopra dei 50 dollari al barile.


Gli analisti di Equita SIM in una nota diffusa oggi fanno sapere che la loro stima sul prezzo del Brent per il 2021 è di 50 dollari al barile.
Data però la seconda ondata di pandemia nella seconda metà del 2020, gli analisti ritengono che sia piu? ragionevole una stabilizzazione del Brent tra 40 e 50 dollari nel primo semestre del 2021, per poi crescere nei sei mesi successivi.


Spostando l'attenzione sui titoli del settore oil a Piazza Affari, gli analisti di Equita SIM fanno sapere che quello da loro preferito è ENI.
Il titolo è coperto con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 10 euro, ricordando che a novembre gli esperti hanno aumentato il suo peso in portafoglio di 50 punti base, sulla scia del newsflow positivo riguardante i risultati confortanti del vaccino anti Covid.



Come detto poc'anzi ENI è il titolo preferito nel settore oil, come confermato del resto dalla differente strategia suggerita per Saipem.
Per Equita SIM quest'ultimo merita una raccomandazione "hold", con un target price che il mese scorso è stato rivisto al ribasso da 2,7 a 1,9 euro.

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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Petrolio

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