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Rally del petrolio (+5%): la svolta dall'Opec

07/12/2018 16:10

Un Iran meno ostruzionista e una Russia disposta ad incrementare la propria parte di tagli sulla produzione sarebbero alla base del rally del petrolio che si sta registrando in questi ultimi minuti.

Il cambio dei numeri

I numeri tristi che si erano visti a Vienna ieri potrebbero tornare ad essere più sorridenti: +4,5% sul Wti e il Brent vola del 5%.
Mosca, secondo indiscrezioni, taglierebbe il proprio output di 200 mila barili al giorno contro la proposta iniziale ferma a 150 mila, il tutto mentre l'Iran darebbe l'ok per un taglio di 800 mila barili. A questo si aggiunga anche l'opzione del contributo dato dagli esterni all'organizzazione con potenziali altri 400 mila barili.

Tirando le somme verrebbe perciò toccato l'agognato traguardo del milione e trecento mila barili al giorno.

Nelle ore precedenti le indiscrezioni si era temuto il peggio quando il ministro saudita Khalid Al Falih si era detto non fiducioso di trovare un accordo mentre anche da Mosca non arrivavano numeri e conferme.
Unica certezza: la Russia, a causa del suo inverno, non può permettersi di dare il via a riduzioni di qualsiasi tipo in questi mesi. Restavano aperti anche i dossier di Libia e Nigeria, inizialmente esentate dai tagli ma che adesso potrebbero essere nuovamente chiamate in causa.

Gli Usa e il nuovo record

A pesare era stata anche l'ultima carta contro l'accordo, quella giocata, involontariamente, ancora da Washingto.

Le ultime statistiche sulla produzione di greggio non solo confermavano gli 11,5 milioni prodotti dagli Usa, cifra che di fatto rendeva la nazione di Trump come il maggior produttore mondiale, ma gli regalavano anche un altro primato. Gli Stati Uniti, secondo quanto reso nota dall'Eia avrebbero esportato la settimana scorsa 3,2 mbg che diventano 7,2 mg considerando un ventaglio più ampio di carburanti.
Un record se si pensa che, invece, quelli importati sono stati 4 mbg. In altre parole gli usa esportano più petrolio di quanto ne importano. Cosa che fino a qualche anno fa non solo era impensabile ma addirittura illegale visto che il Congresso ha abolito il divieto di esportazione di greggio (imposto con la crisi petrolifera del 1975) solo nel 2015.

Fonte: News Trend Online

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Petrolio

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