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Risparmio gestito pesante: i titoli in e out secondo i broker

11/10/2018 16:22

A Piazza Affari la seduta odierna prosegue tutta in discesa per i protagonisti del risparmio gestito che mostrano nel complesso una maggiore debolezza relativa rispetto all'indice di riferimento.
Il più colpito dalle vendite è Azimut che scivola in fondo al paniere del Ftse Mib con un ribasso del 3,5%, seguito da Banca Generali che perde il 2,12%, mentre FinecoBank viaggia in rosso dell'1,47%.
Non è certo migliore il bilancio per i titoli a minore capitalizzazione che vedono Banca Mediolanum in arretramento del 2% e Anima Holding in crollo di quasi otto punti percentuali.
I titoli del risparmio gestito nelle ultime giornate sono stati oggetto di attenzione da parte delle banche d'affari dopo la diffusione dei dati relativi alla raccolta di settembre.


Azimut il mese scorso ha riportato una raccolta netta positiva per 241 milioni di euro, con un totale da inizio anno pari a 3,6 miliardi di euro. A fine settembre il totale delle masse, comprensive del risparmio amministrato ammonta a 52,4 miliardi, di cui 4,12 miliardi riferiti alle masse gestite.

Come spiegato dal CEO del gruppo, Sergio Albarelli, il risultato di settembre è stato realizzato soprattutto grazie al contributo delle attività estere che permettono ad Azimut di crescere anche nei momenti di debolezza del mercato domestico.
Cauti in ogni caso i giudizi delle banche d'affari a partire da quello di Equita SIM che su Azimut mantiene invariato il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 17 euro.

Gli analisti hanno definito la raccolta realizzata da Azimut a settembre marginalmente miglior delle attese, ma con un maggior contributo del risparmio amministrato rispetto a quello gestito.
Non si sbilanciano i colleghi di UBS che sul titolo hanno una raccomandazione "neutral" e un target price a 13 euro.
La banca elvetica non si aspetta un margine di upside per la valutazione di Azimut fino a quando non ci saranno un'accelerazione dei flussi dei clienti domestici, una struttura delle commissioni di performance meglio allineata agli interessi dei clienti e promotori o un miglioramento della redditività delle attività internazionali.



Ancora più corposa la raccolta di FinecoBank che ha settembre ha registrato un dato in crescita tendenziale del 5% a 329 milioni di euro, con un saldo da inizio anno pari a 4,78 miliardi di euro, in aumento del 15%.
Secondo l'AD Alessandro Foti il dato di settembre conferma l'attrattività del gruppo grazie ad un modello di business solido e diversificato.

Anche nel caso di FinecoBank però gli analisti sono prudenti, tanto che Equita SIM consiglia semplicemente di mantenere il titolo in portafoglio, con un fair value a 9,6 euro. La SIM milanese parla di una raccolta in linea linea con le attese, con una minore incidenza del risparmio amministrato rispetto al gestito.


Lo stesso rating "hold" viene ribadito da Kepler Cheuvreux che su FinecoBank ha un prezzo obiettivo a 9,8 euro. Il broker segnala che il dato di settembre è stato influenzato dalla tipica stagionalità, precisando che le sue stime sull'intero anno sono tranquillamente raggiungibili.


Simile a quello di FinecoBank è il dato di Banca Generali che il mese scorso ha realizzato una raccolta netta pari a 310 milioni di euro, con un bilancio positivo da inizio anno per 4,1 miliardi di euro.
Il gruppo segnala che a settembre si è avuto un mix di raccolta molto prudente per via dell'elevata volatilità dei mercati azionari e obbligazionari nelle ultime settimane.


L'AD del gruppo ha ribadito la sua fiducia nella capacità di Banca Generali di centrare a fine 2018 il target di raccolta stimato nell'ordine di 5-5,5 miliardi di euro.
Anche in questo caso Equita SIM opta per la cautela e mantiene fermo sul titolo un rating "hold", con un target price a 27,3 euro.
Gli analisti definiscono la raccolta del mese scorso allineata alle attese, segnalando però che il mix è peggiore visto che la stessa deriva esclusivamente dal risparmio amministrato.
Bullish la strategia di Kepler Cheuvreux che ha ribadito l'invito ad acquistare Banca Generali con un fair value a 28 euro, dopo che la raccolta di settembre ha evidenziato un mix difensivo.


A puntare sul titolo è anche Banca Akros che suggerisce di accumularlo in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 25,5 euro. Per gli analisti la raccolta di Banca Generali è stata migliore delle attese il mese scorso e l'idea è che possano essere superate le loro stime sull'intero anno.


Al di fuori del paniere del Ftse Mib, Anima Holding a settembre ha riportato una raccolta netta positiva per 319 milioni di euro, con un progressivo complessivo da inizio anno pari a 0,884 miliardi di euro. Da segnalare che il totale delle masse gestite ammonta a circa 103,4 miliardi di euro, in crescita tendenziale di quasi il 35%.


Banca IMI fa notare che il dato di settembre è stato superiore alla media mensile implicita nelle sue stime per l'intero 2018. Confermata così la view positiva su Anima, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 5,9 euro.
Più prudenti i colleghi di Equita SIM che sul titolo hanno un rating "hold", con un target price a 6,3 euro, malgrado la raccolta di settembre sia stata di gran lunga migliore delle sue stime, confermando l'accelerazione mostrata a partire da luglio scorso.



Infine, sempre la SIM milanese assegna la stessa raccomandazione "hold" a Banca Mediolanum, con un fair value a 7 euro. Gli analisti parlano di una raccolta debole a settembre, visto che la stessa è stata pari a 96 milioni di euro, ben al di sotto dei 400 milioni da loro attesi.

Fonte: News Trend Online

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Banche Rating Risparmio Risparmio gestito

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-media- Anima holding Azimut Banca generali Banca mediolanum Finecobank Ftse mib


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