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Rottamazione cartelle: scadenza vicina. Cosa rischi se non paghi

21/02/2020 18:00

L'appuntamento è tra poco meno di 10 giorni ed è fissato precisamente per il 28 febbraio, penultimo giorno del mese.
E' questo il termine stabilito per il pagamento della prima scadenza del 2020 per quanti hanno aderito alla rottamazione ter delle cartelle esattoriali.

Rottamazione cartelle: scadenza rata il 28 febbraio

Quest'ultima prevede la possibilità di estinguere i debiti iscritti a ruolo, affidati dagli enti creditori all'agente della riscossione dall'1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, versando le somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.

Per le multe stradali non si pagano gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

A ricordare l'appuntamento dl 28 febbraio è l'Agenzia dell'Entrate, da cui si apprende che sono oltre 1 milione i contribuenti in regola con le precedenti scadenze e interessati al pagamento della rata prima di fine mese.

Le successive di quest'anno sono tre e dovranno essere pagate il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre prossimi.

Come pagare?

Diverse le modalità per pagare la rata della rottamazione ter: ci si può rivolgere alla banca e fare il versamento allo sportello o tramite internet banking, in alternativa si possono utilizzare i bancomat abilitati ai servizi di pagamento Cbill.

Previsto anche l'addebito su conto corrente utilizzando il modulo allegato alla “Comunicazione delle somme dovute”.
In tal caso però la richiesta di attivazione del servizio va presentata alla banca almeno 20 giorni prima della scadenza della rata.

La rata si può pagare anche alle Poste, presso i tabaccai aderenti a Banca 5 SpA tramite i circuiti Sisal e Lottomatica.


Un altro canale che si può utilizzare è quello dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, pagando allo sportello o sul portale internet.


Infine, un'altra opzione è quella dell’App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa, senza dimentica che è possibile effettuare il versamento mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della pubblica amministrazione.

Pagamenti in ritardo: che succede?

E' molto importante rispettare i termini del pagamento e procedere quindi al versamento della rata entro la data prevista, quale condizione essenziale per mantenere i benefici della rottamazione.

Se un contribuente salta il pagamento di una rata o lo effettua in ritardo, vedrà decadere l'efficacia della definizione agevolata.

L’Agenzia delle Entrate spiega che “le cartelle o gli avvisi già ammessi al pagamento agevolato” non potranno “essere nuovamente inseriti in una dichiarazione di adesione, perché l’istanza non sarà accolta”.

Pagamenti: consentito ritardo massimo di 5 giorni

Cruciale dunque rispettare i termini di pagamento perchè diversamente il debito non potrà essere più rateizzato e il Fisco dovrà riprendere le azioni di recupero.

Per ciascun versamente è previsto un ritardo massimo di cinque giorni oltre la scadenza prevista, senza subire penalizzazioni nè sanzioni.

Insomma, chi spreca questa occasione non potrà più rateizzare il debito e nei suoi confronti il Fisco “dovrà riprendere le azioni di recupero”.

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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Bank Debt

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