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Wall Street: peggior dicembre dai tempi della Grande Depressione

18/12/2018 14:00

Tonfo di Wall Street e delusione per il discorso del presidente cinese Xi Jinping, che, in occasione delle celebrazioni del 40esimo anniversario delle riforme di mercato avviate nel 1978, non ha dato nessun indizio di voler calmare le acque sul fronte della guerra commerciale. Anzi. Tutt'altro.

La Cina e i mercati

I toni usati sono stati di esaltazione di una supepotenza che, proprio grazie a quelle riforme, oggi può permettersi di gareggiare, e a volte anche vncere, contro i colossi mondiali.

Nessun accenno a misure di stimolo all'economia, attese dopo alcuni dati macro deludenti (vendite al dettaglio in primis) o di aperture in tema di dazi.

Anche in questo caso le interpretazioni delle sue parole fanno pensare ad un tono critico verso l'atteggiamento degli Stati Uniti. Risultato: Asia in rosso con Tokyo che ha perso l'1,8%, Sydney l'1,2%, Shanghai e Shenzhen lo 0,8%, Seul lo 0,4% e Hong Kong -1%.

Wall Street

Non è andata meglio a Wall Street, come accennato in apertura.
La campanella ha sorpreso gli indici a stelle e strisce con un passivo del 2,2% per il Nasdaq, del 2,1% per il Dow Jones e del 2% per l'S&P500. In particolare il Dow Jones Industrial Average e l'S&P500 stanno chiudendo la peggior performance mensile dal 1931. In altre parole il peggior dicembre dai tempi della Grande Depressione. Nonostante il fatto che, storicamente, dicembre sia per antonomasia, uno dei mesi più proficui per il mercato.

Numeri alla mano si parla di un calo che, dall'inizio del mese, è arrivato a -7,8% per il Dow e a -7,6% per l'S&P 500.

Ma il sentimento di avversione al rischio traspare anche da alcuni segnali: bond a stelle e strisce in aumento così come lo yen. Intanto il petrolio è in calo: -3,2% per il Brent a 57,7 dollari al barile e -3,3% sul Wti arrivato a 48,2.


L'avviso di SocGen

Proprio per questi motivi gli analisti di Societe Generale non hanno avuto problemi nel confermare che il mercato toro più lungo della storia è ormai agli sgoccioli.

In arrivo una “correzione profonda e prolungata”. Come illustrato nella teoria delle onde di Elliott il mercato potrebbe aver già segnato il picco ed essere, quindi, in fase discendente. Era il 6 marzo del 2009 quando il maggiore degli indici statunitensi, l'S&P500 arrivò al suo minimo con 666 punti.
Da allora ha guadagnato oltre il 320% in 10 anni nonostante sei correzioni che proprio per definizione, hanno superato il 10%.

Resta l'ottimismo nel resto della comunità degli analisti i quali, invece, vanno contro la view di SocGen e fissano il target medio a 3052 punti per fine anno.

Resta però innegabile il fatto che il ciclo rialzista iniziato nel 2009 si stia concludendo.

La view di Morgan Stanley

Ne è convinta anche Morgan Stanley: per voce di Michael Wilson avverte su un imminente “rolling bear market” che potrebbe continuare anche nel 2019 con una sofferenza sui titoli.
Per lui il target fissato è di 2.750.

Ora, però, l'attenzione resta per l'attività delle banche centrali e le prossime comunicazioni in arrivo. Se mercoledì si guarda alle dichiarazioni di Jerome Powell numero uno della Federal Reserve, giovedì l'attesa è per la Bank of Japan e soprattutto per la Bank of England mentre la Gran Bretagna è alle prese con la grana Brexit.

Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Analisi tecnica Asia Borsa Bull or bear Mercati Petrolio Wall street

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