Traderlink
Cerca
 

Dollaro Usa, il rischio di una fase di apprezzamento prolungata è alto

17/09/2020 08:19

versione con grafici: https://ftaonline.com/blog/dollaro-usa-il-rischio-di-una-fase-di-apprezzamento-prolungata-e-alto

Dollaro Usa, il rischio di una fase di apprezzamento prolungata è alto. Il dollaro statunitense è stato protagonista di una evidente fase di deprezzamento nel corso del 2020, il dollar index infatti (indice del valore del dollaro statunitense in relazione a un paniere di valute straniere dove l'euro ha un peso preponderante, vicino al 60%) dopo aver toccato un massimo il 20 marzo a 103 circa è sceso fino a quota 91,75 circa il 1° settembre.

Per chi non fosse familiare con le quotazioni del dollar index lo stesso movimento può essere considerato in termini di cambio euro dollaro, con le quotazioni salite dai minimi di fine marzo a 1,0635 fino al picco del 1° settembre a 1,2010 circa.

Da notare che quando il grafico dell'Us dollar index scende si registra una perdita di valore della moneta Usa, viceversa quando il grafico del cambio euro dollaro scende è perche la moneta Usa si sta apprezzando.
La motivazione alla base della perdita di forza del dollaro dai minimi di marzo 2020 è da ricercare nelle scelte di politica monetaria della Federal Reserve, che ha agito in modo deciso sui tassi di interesse abbassandoli e riducendo così il differenziale di interesse esistente tra il dollaro e le altre valute.

Attualmente il tasso di interesse della Federal Reserve è allo 0,25%, quello della Bce allo 0% (quello della Bank of Japan al -0,1%, della Bank of England allo 0,1%), ma a ottobre 2019 i tassi Usa erano ancora all'1,75% e a marzo 2020 all'1,25%.

Mettendo a confronto il grafico del dollar index e quello dell'indice azionario S&P500 è facile notare come le due curve abbiano un andamento opposto: la prolungata ed estesa fase di crescita della borsa Usa degli ultimi mesi è stata contemporanea ad un altrettanto evidente deprezzamento del dollaro.

Viceversa durante il crollo della borsa da inizio a fine marzo il dollaro si era notevolmente apprezzato.

Sarebbe probabilmente sbagliato affermare che questa relazione inversa funzioni universalmente, la forza del legame tra cambio e borsa dipende infatti anche dalla situazione del ciclo economico, ma è comunque un dato di fatto che un ritorno di forza del dollaro sarebbe da guardare con sospetto da parte di chi investe in azioni, e non solo in quelle statunitensi.
L'andamento della borsa Usa condiziona infatti, come noto, anche quello delle altre principali piazze azionarie mondiali.

Molti commentatori sono convinti che il dollaro possa continuare a deprezzarsi ancora a lungo, del resto la Federal Reserve ha ribadito a più riprese (anche dopo la riunione del FOMC che si è conclusa il 16 settembre) che i tassi di interesse rimarranno bassi, anzi bassissimi, ancora a lungo, almeno per tutto l'anno prossimo, e questo anche nel caso l'inflazione dovesse rialzare la testa e superare il livello, considerato fino a poco tempo fa di allarme, del 2%.


Lo studio del grafico del dollar index introduce tuttavia un dubbio nella possibilità di realizzazione di questo scenario, ecco quindi che è opportuno fissare quelli che sono i livelli tecnici rilevanti al superamento dei quali lo scenario di deprezzamento della moneta Usa possa trovare conferma o venire negato.

Il primo elemento da evidenziare è che l'indice del dollaro con i minimi del 1° settembre a 91,75 circa ha testato, per poi rimbalzare con forza, la linea di tendenza disegnata dai minimi di maggio 2011. Per il momento quindi il supporto è stato rispettato è i prezzi se ne sono allontanati.

Un rimbalzo non è ovviamente sufficiente per poter parlare di una potenziale inversione del trend (in senso rialzista), a meno che non sia accompagnato da altri elementi.

Guardando il grafico è possibile notare che i prezzi dai minimi del 6 agosto hanno disegnato un potenziale "testa spalle" rialzista, una delle classiche figure di inversione dell'analisi grafica.
Il "testa spalle" è delimitato dalla sua "neckline" la linea congiungente i massimi del 12 agosto e del 9 settembre, passante a 93,65 circa, e fino a che quella non verrà superata al rialzo la figura resterà appunto solo potenziale.

Una eventuale rottura di area 93,65, unitamente alla tenuta del supporto offerto dalla trend line, potrebbe essere il segnale di una estensione del tentativo di rimbalzo visto nelle ultime settimane.

Il target del testa spalle, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura, si colloca a 95,70 circa, ma lo spazio a disposizione potrebbe essere anche superiore: i rimbalzi sono proporzionali ai movimenti che correggono, e il ribasso visto dal picco di marzo è stato molto esteso.

Movimenti fino in area 97,50/98,00 non sarebbero quindi nulla di anomalo nel contesto attuale. E un rimbalzo di quella portata, se la relazione tra dollaro e borsa dovesse rimanere confermata, sarebbe ovviamente lo specchio di una fase calante delle azioni.

Quali potrebbero essere le motivazioni alla base di un simile movimento? La prima spiegazione che viene in mente è legata all'andamento della seconda ondata di Covid-19: se la pandemia dovesse costringere a nuove chiusure la ripresa economica che sta cercando di concretizzarsi verrebbe stroncata sul nascere e le banche centrali, che già si sono esposte con modalità mai viste prima, potrebbero trovarsi con le armi spuntate.

In pratica una doccia fredda che farebbe riscoprire agli investitori il ruolo di moneta rifugio del dollaro.

Sul fronte dello S&P500 un indizio di debolezza, oltre che dalla analisi intermarket, sarebbe inviato dalla violazione della media mobile esponenziale a 50 giorni, già testata il 15 e il 29 giugno oltre che l'11 settembre, ora passante a 3328 punti.
Il pericolo per la borsa derivante da un apprezzamento del dollaro verrebbe disinnescato da una discesa del dollar index al di sotto della trend line già citata, ora passante a 92 circa.

La violazione del supporto aprirebbe con buona probabilità la strada al ritorno sui minimi di inizio 2018 a 88,25 circa, lasciando quindi intatte le possibilità per lo S&P500 e le borse ad esso correlate di proseguire la fase rialzista.

(AM - www.ftaonline.com)

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



TAG:

Graphic analysis Borsa Dollaro Grafici Minimum Usa

GRAFICI:

-media- Eur/usd Line corporation U.s.dollar index


DISCLAIMER Leggi bene le nostre avvertenze!


Apple Store
Apple Store

Scelti per te

Ultimi segnali

Trading Online -Market Index Charts'Widget - dBar

Copyright © 1996-2020 Traderlink Srl
contact@traderlink.it

Seguici su Facebook

BORSA ITALIANA
Quotazioni di borsa differite di 20 min.

MERCATO USA
Dati differiti di 20 min. (fonte Morningstar)

FOREX:
Quotazioni fornite da FXCM

DISCLAIMER Leggi bene le nostre avvertenze!

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. OK

Disclaimer
Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Ho capito x