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Ma che fine hanno fatto i Pigs?

11/01/2017 16:59

Ma che fine hanno fatto i Pigs? Durante la fase piu' acuta della crisi dell'eurozona, nel 2007 quindi molto prima della Brexit e dell'avanzata dei partiti nazionalisti, la cronaca si occupava con assiduita' dei Pigs. Con questo acronimo i giornalisti si riferivano a diversi Paesi dell'Unione europea, in particolare Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, con l'aggiunta a volte dell'Irlanda, nel qual caso la sigla diventava Piigs.
L'acronimo aveva evidentemente una accezione dispregiativa e voleva accomunare quelle nazioni contraddistinte da situazioni finanziarie non virtuose unite ad una scarsa competitivita' dell'economia nazionale. Ma come se la passano adesso i Pigs (con la "i" che in questo caso sta ad indicare l'Irlanda)?

A dicembre 2016 in Portogallo la fiducia dei consumatori ha toccato il valore massimo dall'agosto 2000, un atteggiamento che sembra giustificato dall'ultimo dato relativo alla crescita del Pil: +1,6% nell'ultimo trimestre del 2016.

Secondo il ministro delle finanze Mario Centeno la crescita economia nel 2017 dovrebbe raggiungere l'1,5%, meglio dell'1,2% del 2016, il deficit dovrebbe scendere al di sotto del 2,4% del Pil.

Anche l'Irlanda non se la passa male: la scorsa estate l'istituto di statistica irlandese aveva pubblicato i dati di crescita del Pil del 2015 che mostravano un progresso del 26,3% (dal 7,8% delle misure preliminari).
Se e' vero che il valore e' stato gonfiato da fattori tecnici, come l'inclusione delle "inversioni" (trasferimento del domicilio o di asset di societa' straniere per godere delle imposte vantaggiose), e' indubbio che un progresso c'e' stato. Le previsioni del ministro delle finanze sono per una discesa del deficit nel 2016 allo 0,9% del Pil, dall'1,9% del 2015.

Incoraggianti anche i dati sul mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione sceso al 7,2% a dicembre dal 7,3% di novembre, ai minimi dall'agosto del 2008 e decisamente piu' basso della media europea del 9,8%. A dicembre 2015 il tasso di disoccupazione era all'8,9%.

Ottimismo anche per la Grecia, dove la banca centrale prevede per il 2017 una crescita del Pil del 2,5%, del 3% nel 2018 (un miglioramento netto dallo 0,8% dell'ultimo trimestre del 2016).
Secondo la banca centrale il paese si avvia verso una uscita definitiva dalla crisi. La disoccupazione nel terzo trimestre del 2016 e' stata del 22,6%, dal 23,1% e 27,8% rispettivamente del secondo e del primo trimestre. Prosegue anche la ripresa delle esportazioni che a novembre 2016 sono aumentate del 4,2 per cento su base mensile e dell'11,1% su base annua.

Ma il campione di questi ex sorvegliati speciali e' la Spagna: nel 2016 l'economia spagnola e' infatti cresciuta del 3,3%, facendo meglio delle previsioni dell'esecutivo di un +3,2%.

Le attese per il 2017 sono di un +2,5%, del +2,4% per i due anni successivi. La disoccupazione resta elevata, al 21%, ma in netto calo dal 30% circa di un anno fa (400mila nuovi posti di lavoro in un anno). Il tesoro spagnolo intende collocare 200 miliardi di debito nel 2017, che servira' in parte a finanziare il deficit, che resta alto in rapporto al Pil ma che Madrid intende portare al di sotto del 3,1% nei prossimi mesi.
I buoni dati macro e la credibilita' dell'azione di governo sostenuta dalle riforme intraprese dovrebbero permettere il collocamento del debito senza particolari tensioni.

Per quello che riguarda le borse il comportamento dei diversi indici presenta delle differenze che rispecchiano in parte quelle esistenti a livello di dati macro.

Il Portogallo (Psi 20) nel 2016 ha perso il quasi il 12%, l'Irlanda (Iseq 20) ha perso il 6%, la Grecia ha guadagnato l'1,95%, la Spagna (Ibex 35) nel 2016 ha perso il 2% circa. Per fare un confronto nello stesso periodo l'Italia (Ftse Mib) ha perso il 10,2%, la Germania (Dax) ha invece guadagnato il 6,9% circa.

La valutazione del trend storico, attraverso le medie mobili a 52 e a 100 settimane, quelle piu' comunemente usate per riconoscere lo stato della tendenza di medio e lungo periodo, premia l'Irlanda, unica borsa dei Pigs al di sopra di entrambe le medie mobili (come l'indice Dax).

La borsa di Atene, quella di Madrid (e quella italiana) sono invece al di sopra della loro media mobile a 52 settimane ma devono ancora superare quella a 100, per altro testata a piu' riprese in tutti e tre i casi proprio nell'ultimo periodo, con un segnale di forza che potrebbe quindi essere in arrivo.
La borsa portoghese e' invece attardata, unica del gruppo al di sotto di entrambi i riferimenti grafici.

La rottura di area 4840 per l'indice portoghese sarebbe comunque una indicazione incoraggiante che lascerebbe probabilmente spazio al test dei massimi del marzo 2016 a 5222 punti. Resistenza successiva a 5625 punti.

Solo sotto area 4520 il mancato superamento della media mobile a 52 settimane, toccata con i massimi della prima ottava dell'anno, diverrebbe il primo indizio che qualche cosa si e' guastato nel tentativo di ripresa degli ultimi mesi.

Per l'Iseq 20 irlandese la prima resistenza e' a 1071 punti, massimo dello scorso marzo toccato nuovamente a giugno e a fine anno.
Oltre quei livelli target a 1146, top del dicembre 2015, e a 1200, ostacolo rilevante anche in ottica di medio termine al superamento del quale il rialzo in atto dai minimi di settembre 2012 si guadagnerebbe la possibilita' di estendere fino ai 1500 punti almeno. Segnali preoccupanti solo sotto i 950 punti.

L'indice di borsa di Atene ha superato proprio nella prima settimana del 2017 la resistenza critica di area 650, primo dei ritracciamenti di Fibonacci (il 23,6%) calcolati per il ribasso dal top di marzo 2014 coincidente con la media mobile a 100 settimane.

Prossimo target i livelli successivi nella scala dei ritracciamenti, il 38,2% a 790 punti circa e il 50%, a 900 circa. Solo sotto area 600 le attese di rialzo verrebbero ridimensionate.

Per l'Ibex 35 madrileno sarebbe invece la rottura a 9670 punti della media mobile a 100 giorni a confermare la possibilita' di proseguimento per il rialzo in atto dai minimi di luglio 2016 a 7580 punti.
Target in quel caso a 10630 e a 11600 punti almeno. In caso di discese sotto i minimi di fine dicembre a 9270 rischio di test della media mobile a 52 settimane, a 8765, ultimo supporto in grado di evitare una inversione in senso ribassista.

(AM)

Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online
Canale: Ultime News
Servizio: News Ultime Notizie
Grafici: Dax, Ftse Mib, Philippines Pse, Spagna Ibex 35
Tagged: Analisi Tecnica, Borsa, Economia, Indici, Supporti E Resistenze
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