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Piazza Affari, chiusura di ottava all'insegna dell'incertezza. FTSE MIB -0,06%

11/01/2019 17:58

Piazza Affari, chiusura di ottava all'insegna dell'incertezza. FTSE MIB -0,06%.

Mercati azionari europei sotto la parità. Wall Street negativa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,4%, NASDAQ Composite -0,6%, Dow Jones Industrial -0,5%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,06%, il FTSE Italia All-Share a -0,03%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,12%, il FTSE Italia STAR a +0,27%.

BTP in progresso, grazie anche all'ottimo andamento delle aste odierne. Il decennale rende il 2,87% (-4 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 263 bp (-3 bp) (dati MTS).

Il Tesoro ha collocato BTP con scadenza ottobre 2021 per 3,000 mld di euro. Il rendimento si è attestato al +1,07% in calo di 91 punti base dall'asta di metà novembre e bid to cover pari a 1,49. Sono stati inoltre assegnati 2,250 mld di euro in BTP novembre 2025. Il rendimento medio si è attestato al 2,35% in calo di 77 punti base dall'asta precedente.
La domanda ha superato l'offerta di 1,64 volte. Sono poi stati collocati BTP 2048 per 1,250 mld di euro con rendimento medio al 3,68% e bid to cover è risultato pari a 1,35.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a dicembre l'indice grezzo dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,1% rispetto a novembre risultando pari alle attese degli analisti e in calo dalla variazione nulla della rilevazione precedente.

Su base annuale l'indice si è attestato al +1,9%, inferiore alla lettura di ottobre (+2,2%) ma pari al consensus. L'indice Core (esclusi energetici ed alimentari) è cresciuto dello 0,2% rispetto al mese precedente (consensus +0,2%). In Italia l'Istat ha comunicato che a novembre 2018 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso dell'1,6% rispetto a ottobre.
Nella media del trimestre settembre–novembre 2018 il livello della produzione registra una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2018 l'indice è diminuito in termini tendenziali del 2,6% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a novembre 2017).

L'ONS (Office for National Statistics) ha reso noto che in Gran Bretagna il PIL e' cresciuto dello 0,2% a novembre, risultando superiore alla lettura preliminare e alle attese, fissate rispettivamente su un incremento dello 0,1%. Su base trimestrale il PIL e' risultato in crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2017 dal +0,4% precedente.
Il National Institute of Economic and Social Research (NIESR) ha stimato allo 0,3% la crescita sequenziale del PIL del Regno Unito nel quarto trimestre contro il +0,4% del periodo precedente. Nel mese di novembre la produzione manifatturiera in Regno Unito è diminuita dello 0,2% rispetto al mese precedente, risultando inferiore alle attese fissate su un incremento dello 0,4% e dopo un calo dello 0,9% ad ottobre.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la flessione è pari all'1,1% a fronte di un calo atteso dello 0,7% e inferiore alla rilevazione precedente fissata al -0,7% (rivisto da -1%). L'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo ha comunicato che la produzione industriale in Spagna in novembre (stima provvisoria) è scesa del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2017 dal +0,7% della rilevazione di ottobre (rivista al ribasso da +0,8%).

*Incerto il settore auto a Milano *(EURO STOXX Automobiles & Parts -1,0%) con Brembo sotto pressione, -3,89% a 9,88 euro, dopo che Kepler Cheuvreux ha peggiorato la raccomandazione da buy a hold e ridotto il target da 12 a 11 euro.

Sul comparto pesano probabilmente le parole di Jerome Powell: ieri il presidente della Federal Reserve ha sollevato timori di rallentamento dell'economia globale, e in particolare di quella cinese (area sensibile per il comparto). In rialzo Pirelli&C +1,03% (sui cui UBS è passata a buy) e soprattutto FCA +2,50%, dopo il comunicato ufficiale sulla risoluzione dei contenziosi in materia di emissioni diesel negli USA.
Il Lingotto pagherà circa 800 milioni di dollari tra sanzioni e transazioni, somma "in linea con l'accantonamento effettuato dalla società a tale fine nel terzo trimestre del 2018".

Le parole di Powell hanno influenzato negativamente anche il settore lusso, peraltro penalizzato dal report negativo di Jefferies.

In rosso Moncler -1,23% e Salvatore Ferragamo -0,79% a 17,69 euro: Jefferies ha peggiorato il giudizio a underperform e tagliato consistentemente il target da 21 a 14 euro.

*Incerti i bancari *con il FTSE Italia Banche a -0,22% e l'EURO STOXX Banks in pareggio. A Milano perdono terreno Banco BPM -2,97%, UBI Banca -3,01%, BPER Banca -1,68%, Intesa Sanpaolo -0,49%.
Positiva UniCredit +0,80% grazie a indiscrezioni di stampa secondo cui advisor di Banca Carige, governo e autorità e stanno premendo sull'istituto guidato da Jean Pierre Mustier per convincerlo ad ad acquisire la banca ligure commissariata a inizio anno dalla BCE. UniCredit avrebbe già respinto più volte gli inviti ma, se questi si ripetessero, alla fine difficilmente potrà tirarsi indietro.

Sempre secondo indiscrezioni Mustier potrebbe però acconsentire solo a parità di condizioni con l'intervento di Intesa Sanpaolo nelle banche venete di un anno e mezzo fa: l'acquisizione di BP Vicenza e Veneto Banca avvenne a un prezzo simbolico di 1 euro e con un contributo pubblico di circa 5,2 miliardi di euro più garanzie pubbliche per 1,5 miliardi (il titolo Intesa scattò al rialzo in quell'occasione).

*Incertezza anche tra i petroliferi *Saipem +0,83%, Eni -0,51%, Tenaris -0,91%, con il greggio in correzione dai massimi da circa un mese toccati a metà mattinata: il future marzo sul Brent segna 60,90 $/barile, il future febbraio sul WTI 51,95 $/barile (massimi rispettivamente a 62,50 e 53,30 circa).

Saipem (chiusura a 3,7730 euro) viene sostenuta dalla decisione di JP Morgan di migliorare la raccomandazione sul titolo da neutral a overweight con target ridotto da 4,90 a 4,70 euro.

Tonica Campari, +2,31% a 7,75 euro, UBS migliora la raccomandazione da sell a neutral e incrementa il target da 5,10 a 7,70 euro.

In verde Unipol +0,91% che estende il rally partito dopo Natale e tocca i massimi da fine settembre.
Restano sullo sfondo le indiscrezioni di stampa di inizio dicembre secondo cui BPER Banca ha incaricato Citi di studiare il dossier dell'acquisizione di Unipol Banca, con l'obiettivo di arrivare a un accordo entro metà 2019. Si tratta di un'operazione di cui si vocifera da tempo. Ricordiamo che Unipol è primo azionista di BPER con il 15%.

Secondo gli alcuni analisti la cessione di Unipol Banca riporterebbe in primo piano le ipotesi di accorciamento della catena di controllo del gruppo finanziario bolognese e il conseguente venir meno dello "sconto holding".

*GIMA TT, +8,24% a 7,3820 euro, tocca i massimi da inizio dicembre *grazie a Kepler Cheuvreux: la raccomandazione passa da reduce a hold con target a 6,80 euro.
Gli analisti del broker hanno incrementato del 4% le stime di utile per azione 2018 e dell'1,2% per il 2019.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)

Fonte: News Trend Online

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Piazza Affari in flessione per forti vendite sui bancari, in scia allimposizione della Bce.

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