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Piazza Affari debole, brilla il lusso. Sale lo spread. FTSE MIB -0,28%

05/12/2019 17:54

Piazza Affari debole, brilla il lusso. Sale lo spread. FTSE MIB -0,28%.

*Mercati azionari europei in calo nel finale. Wall Street debole: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,1%, NASDAQ Composite -0,1%, Dow Jones Industrial -0,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,28%, il FTSE Italia All-Share a -0,23%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,05%, il FTSE Italia STAR a +0,03%.

*BTP in netto calo, sale lo spread.
*Il rendimento del decennale segna 1,48% (chiusura precedente a 1,37%), lo spread sul Bund segna 177 bp (da 170) (dati MTS).

*Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA a ottobre gli ordini industriali sono cresciuti *dello 0,3% dopo un calo dello 0,8% registrato a settembre, rivisto da -0,6%.

Gli economisti avevano stimato una crescita dello 0,3% su base mensile. Nel mese di ottobre negli USA la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 47,2 miliardi di dollari, in netto calo rispetto al disavanzo di 51,1 mld del mese precedente (rivisto da 52,5 mld) risultando inferiore alle attese fissate a 48,7 miliardi di deficit.
Eurostat ha reso noto il dato finale relativo al PIL dell'eurozona nel terzo trimestre 2019, fissandolo allo +0,2% t/t, in linea con la lettura preliminare e a quella del secondo trimestre. Su base annuale il PIL è cresciuto dell'1,2%, pari alle attese e al secondo trimestre. Eurostat ha reso noto che a ottobre il volume delle vendite al dettaglio nell'eurozona e' diminuito dello 0,6% rispetto al mese precedente (consensus -0,3%), risultando inferiore alla flessione dello 0,2% di settembre (rivisto da +0,1%).

Su base annuale l'indice ha registrato un incremento dell'1,4% a fronte di un +2,7% della rilevazione precedente risultando inferiore al consensus (+2,2%).

Accelerazione ribassista per i bancari in scia alla flessione dei BTP e al conseguente rialzo dello spread. L'indice FTSE Italia Banche segna -0,58%.
Sotto pressione UBI Banca -1,26%, Banco BPM -1,44%, UniCredit -1,34%.

Moncler, +6,52% a 41,36 euro, in forte rialzo ma sotto i massimi di seduta (43,61 euro) dopo la precisazione di Remo Ruffini (presidente, CEO e principale azionista con il 22,55%) riguardo alle indiscrezioni di Bloomberg secondo cui Kering (+0,4% a Parigi) avrebbe avviato colloqui esplorativi per la possibile acquisizione del gruppo dei piumini.

Ruffini precisa che "periodicamente intrattiene contatti e interloquisce con investitori e altri operatori del settore, tra cui il gruppo Kering, su potenziali opportunità strategiche per promuovere ulteriormente lo sviluppo di Moncler, senza che, allo stato, vi sia alcuna ipotesi concreta allo studio".
Il balzo di Moncler spinge al rialzo gli altri titolo del settore lusso: Tod's +5,29%, Brunello Cucinelli +1,55% e soprattutto Salvatore Ferragamo +7,38%. Da tempo circolano voci di mercato (peraltro sempre smentite dalla famiglia del fondatore) relative alla vendita della casa fiorentina.

In calo Terna -1,16%, Snam -1,07%, Atlantia -0,87%, ERG -3,75%, SIAS -2,07% e ASTM -1,28%.

Presentato ieri un emendamento alla manovra 2020 che introduce un'addizionale Ires del 3% (non del 2% come indicato dai primi rumor) per i concessionari pubblici. Ad essere colpiti saranno, tra le altre, le concessioni autostradali e l'energia.

*Telecom Italia -1,00% *in rosso. L'a.d. Luigi Gubitosi nel corso di un intervento al convegno 5G Italy ha affermato che l'integrazione con Oper Fiber è la strada più efficiente per dotare il Paese di un'infrastruttura all'avanguardia, "ma se questo obiettivo non fosse condiviso sarà comunque Tim a farsi carico di questa sfida".

Il riferimento è alla freddezza con cui l'a.d. di Enel, Francesco Starace, nei giorni scorsi ha parlato dell'ipotesi di vendita del 50% di Open Fiber (l'altro 50% è in mano a Cdp). Anche il presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, ha espresso critiche nei confronti dell'ipotesi di ritorno a una rete unica verticalmente integrata sotto il controllo di Tim.
Secondo indiscrezioni di stampa dello scorso fine settimana il gruppo telefonico ha ricevuto 11 manifestazioni di interesse per l'investimento in Open Fiber. Tim ne avrebbe selezionate 7, tra qui quella dell'unico soggetto italiano, F2i.


Poste Italiane, -1,81% a 10,30 euro, accelera al ribasso e si avvicina al minimo di inizio settimana a 10,2450 euro.

Il titolo nelle due sedute precedenti aveva tentato una reazione rispetto alla flessione partita a fine novembre, reazione che ha trovato opposizione sui 10,50/10,60 euro. Si prospetta ora il rischio concreto di riattivazione del movimento ribassista: conferme in tal senso alla rottura confermata in chiusura di seduta di 10,2450 con obiettivo a 9,80/9,90 almeno.
Concreti segnali di forza solo al perentorio superamento di 10,50/10,60.

Leonardo, +1,50% a 10,52 euro, positiva in scia al report di S&P Global: i parametri creditizi del gruppo della difesa stanno migliorando grazie alla maggiore generazione di free cash flow operativo (FOCF) e all'ulteriore riduzione del debito.

Gli analisti hanno così deciso di portare l'outlook a positivo nell'ambito di un merito di credito posto a BB+/B. Ieri Leonardo aveva chiuso a +1,42% dopo che BofA Merrill Lynch ha confermato la raccomandazione buy sul titolo e incrementa il target da 13 a 15 euro. Leonardo è stato inserito nella lista "top pick" (titoli migliori) per il 2020 della prestigiosa investment bank americana.

Sale anche Prysmian +1,76% che stamattina ha annunciato accordo con Equinor per la fornitura del sistema in cavo sottomarino inter–array per il progetto Empire Wind, un parco eolico offshore da 816 MW che verrà realizzato a New York.

Petroliferi poco mossi nonostante il greggio sui massimi di periodo (da fine settembre per il WTI) in attesa delle decisioni nel meeting OPEC che prende ufficialmente il via oggi alle 15 a Vienna.

Il future febbraio sul Brent segna 63,60 $/barile, il future gennaio sul WTI 58,80 $/barile. A Milano Tenaris +0,92%, Saipem -0,07%, Eni -0,06%. Secondo le ultime indiscrezioni i paesi produttori di greggio potrebbero potenziare l'attuale accordo sui tagli alla produzione (in scadenza a marzo, -1,2 milioni di barili al giorno), incrementandolo di 400mila barili al giorno e prendere in considerazione l'ipotesi di portare i tagli a 2 milioni di barili al giorno.
Il ministro del petrolio iracheno, Thamer Ghadhban, ieri ha apertamente dichiarato che l'OPEC dovrebbe incrementare i tagli di 400mila barili. La decisione ufficiale è attesa per domani pomeriggio, secondo giorno del meeting.

*FCA -0,85% *a 13,2540 euro. Equita conferma la raccomandazione buy e il target a 17,10 euro.

Secondo indiscrezioni di stampa l'Agenzia delle Entrate ha contestato al Lingotto di aver stimato il valore di Chrysler 5,1 miliardi di euro in meno dopo il completamento dell'acquisizione nel 2014. Secondo indiscrezioni al gruppo potrebbero essere chieste tasse fino a 1,5 miliardi di dollari (1,35 miliardi di euro).
FCA ritiene invece di aver operato in conformità con la normativa fiscale.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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