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Piazza Affari in netto recupero, bancari sotto i riflettori. FTSE MIB +1,50%

11/02/2019 15:01

Piazza Affari in netto recupero, bancari sotto i riflettori. FTSE MIB +1,50%.

*Il FTSE MIB segna +1,50%, il FTSE Italia All-Share +1,43%, il FTSE Italia Mid Cap +0,97%, il FTSE Italia STAR +1,26%.

BTP in forte rialzo, spread a picco.* Il decennale rende il 2,90% (-13 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 277 bp (-16 bp) (dati MTS).

Mercati azionari europei positivi: Euro Stoxx 50 +1,0%, FTSE 100 +0,7%, DAX +1,0%, CAC 40 +1,1%, IBEX 35 +0,9%.

*Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici USA sono in rialzo: *S&P 500 +0,4%, NASDAQ Composite +0,5%, Dow Jones Industrial +0,4%.

Performance positive per i bancari (FTSE Italia Banche +2,4%, EURO STOXX Banks +1,8%) dopo i risultati dello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process, Processo di Revisione e Valutazione Prudenziale) comunicati dalla BCE.
Particolarmente brillante Banco BPM +6,5% che supera di ampia misura i requisiti prudenziali per il 2019: Common Equity Tier 1 ratio (phased-in) al 12,1% (31 dicembre 2018) contro il 9,31% minimo fissato dall'Eurotower.

Molto bene BPER Banca +4,9% a 3,44 euro: Kepler Cheuvreux e Keefe, Bruyette & Woods incrementano i target sul titolo a 4,50 e 4,30 euro rispettivamente.

Giovedì scorso il cda ha approvato i dati 2018, esercizio chiuso con il record storico di profitti: 402 milioni di euro contro i 176 del 2017. Migliora anche la qualità dell'attivo, con l'NPE ratio netto al 6,8% dal 9,2% del 1° gennaio 2018. Solida la posizione patrimoniale: il CET1 ratio Fully Phased è pari all'11,9% sostanzialmente stabile rispetto a settembre 2018, mentre il CET1 ratio Phased In si attesta al 14,3%, ben al di sopra del requisito SREP fissato dalla BCE per il 2019 al 9,0%.

Come anticipato dalle indiscrezioni delle ultime settimane BPER ha anche siglato l'acquisto delle quote di minoranza nel Banco di Sardegna e soprattutto quella di Unipol Banca da Unipol per 220 milioni di euro, con contestuale vendita al gruppo bolognese di crediti in sofferenza per un ammontare lordo pari a 1,3 miliardi di euro, a fronte di un corrispettivo di 130 milioni.
La banca guidata dall'a.d. Alessandro Vandelli presenterà il piano strategico 2019-2021 il prossimo 28 febbraio.

*UBI Banca +3,3% *in ottima forma: la BCE ha stabilito che, per il 2019, il Gruppo dovrà rispettare, a livello consolidato un requisito minimo di CET1 pari al 9,25% fully loaded.

Al 31 dicembre 2018 UBI Banca vantava un CET1 Ratio fully loaded dell'11,34%, quindi ben al di sopra del minimo fissato dalla BCE. Venerdì UBI aveva chiuso la seduta a -4,32% dopo l'uscita dei dati 2018. L'utile dell'esercizio, al netto delle poste non ricorrenti, si è attestato a 302,4 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 188,7 milioni del 2017 e miglior risultato degli ultimi 10 anni.
Il consigliere delegato Victor Massiah aveva però auspicato che il prossimo cda (imminente il passaggio al sistema monistico) produca un nuovo piano industriale (anche se quello attuale scade a fine 2020) al fine di aggiornare gli obiettivi alla luce del differente scenario che si prospetta (tassi di mercato negativi rispetto alla previsione di tassi leggermente positivi nel 2019, crescita prevista del PIL dallo 0,2% allo 0,6% anziché allo 0,9% previsto nel Piano Industriale, credit spread più elevati, incertezze sui mercati nazionali e internazionali).


*Sale Azimut Holding +4,0% *dopo l'intervista rilasciata ad Affari&Finanza di Repubblica dal presidente Pietro Giuliani: il manager si è detto disponibile a prendere in esame eventuali aggregazioni.

Giuliani ha anche ribadito un concetto espresso più volte negli ultimi mesi, ovvero che c'è interesse a far scendere il titolo in borsa al fine di rendere scalabile il gruppo attivo nel risparmio gestito (le posizioni short più consistenti sono quelle di Blackrock e Engadine Partners). In merito al recente varo del nuovo modello di calcolo delle commissioni, Giuliani ha precisato che restano comunque inferiori a quelle dei concorrenti.
Buone indicazioni dagli asset esteri (Australia in primis).

Juventus FC +3,2% in ottima forma in avvio di settimana. Il club bianconero ha riportato a 11 i punti di vantaggio sul Napoli nella classifica del campionato di Serie A. La Juve ieri ha battuto fuori casa il Sassuolo per 3 a 0, mentre sabato i partenopei non erano andati oltre lo 0 a 0 in trasferta con la Fiorentina.

*Performance positiva per Leonardo +2,3%.

*Secondo indiscrezioni di Repubblica AgustaWestland (controllata attiva nel delicato settore elicotteri) potrebbe ricevere dalla Marina USA un'ordine da 900 milioni di dollari.

Banca IFIS +12,5% balza in avanti e tocca i massimi da oltre un mese in attesa dell'odierno cda chiamato ad approvare i risultati preliminari 2018.

d'Amico -18,2% in forte ribasso.
Il cda di venerdì scorso ha convocato un'assemblea straordinaria per il prossimo 11 marzo, nella quale verrà proposto un aumento di capitale fino a 60 milioni di dollari con prezzo delle nuove azioni con sconto-TERP (Theoretical Ex-Rights Price, prezzo teorico ex-diritto) non superiore al 25%. La controllante d'Amico International SA (ha il 64%) "ha assunto un impegno irrevocabile e incondizionato a votare a favore e ad esercitare tutti i diritti di opzione che riceverà a seguito dell'offerta".

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)

Fonte: News Trend Online
 


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