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Piazza Affari in rosso con Mediaset e lusso. FTSE MIB -1,77%

10/12/2018 17:59

Piazza Affari in rosso con Mediaset e lusso. FTSE MIB -1,77%.

*Mercati azionari europei negativi. Wall Street in netto ribasso: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -1,7%, NASDAQ Composite -1,0%, Dow Jones Industrial -1,9%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,77%, il FTSE Italia All-Share a -1,75%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,65%, il FTSE Italia STAR a -1,73%.

BTP in rialzo: il decennale rende il 3,10% (-4 bp rispetto alla chiusura di venerdì), lo spread sul Bund segna 286 bp (invariato) (dati MTS).

E' fissato per mercoledì 12 dicembre a Bruxelles l'incontro tra il premier italiano Giuseppe Conte e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Come noto sono in corso le trattative sulla manovra economica italiana e secondo fonti governative consultate da Reuters l'esecutivo punterebbe a inviare una nuova bozza tra il 13 e il 14 dicembre alle autorità europee.
Il nodo del deficit programmatico, attualmente posto al 2,4% del PIL, sembra angolare, ma il punto di caduta dei negoziati sulla revisione non è chiaro: finora la Lega ha escluso un taglio al 2,2% mentre forse M5S potrebbe valutare un compromesso sul 2,1 per cento. Il premier Conte vorrebbe, secondo le indiscrezioni, riuscire a tagliare il deficit previsto al 2,0%.

Oggi il leader della Lega Matteo Salvini, rispondendo a una domanda sulla possibilità di discesa sotto il 2,2% del deficit/PIL, ha dichiarato di essere attento "alla sostanza" e non "alla forma" nel negoziato con la UE (di fatto aprendo uno spiraglio).

*Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, in base ai dati del Bureau of Labor Statistics, negli USA a ottobre l'indice JOLTS *(Job Openings and Labor Turnover Summary), relativo alle posizioni lavorative aperte (attivamente ricercate dai datori di lavoro), si è attestato a 7,079 milioni di unità, contro i 6,96 milioni di settembre (rivisto da 7,01) e i 7,22 milioni attesi dagli economisti.

A dicembre le aspettative economiche della zona Euro sono sensibilmente peggiorate. L'indice Sentix, che misura la fiducia degli investitori nel mese corrente, è sceso a -0,3 punti da 8,8 punti del mese di novembre e contro gli 8,4 punti attesi dagli economisti. In Germania l'ufficio di statistica Destatis ha reso noto che ad ottobre la Bilancia Commerciale (dato destagionalizzato) ha fatto segnare un attivo di 17,3 miliardi di euro.
Il dato è leggermente superiore alle attese degli analisti che avevano previsto un valore pari a 17,2 miliardi, ma inferiore a quello precedente pari a 17,6 miliardi. Il PIL del Regno Unito rilevato dall'Ufficio nazionale di statistica per il mese di ottobre ha mostrato una crescita dello 0,1% sul mese precedente, dopo le letture piatte di agosto e settembre 2018 (0,0%).

Il dato è in linea con le attese degli analisti. Nel Regno Unito l'Ufficio nazionale di statistica (Office for National Statistics) ha reso noto che ad ottobre la Produzione Manifatturiera è apparsa in calo del -0.9% su base mensile, fopo aver fatto segnare un incremento dello 0,2% nel mese precedente.
Il dato è inferiore alle attese degli analisti che avevano previsto un valore invariato. Su base annuale la stessa rilevazione è apparsa in calo del -1,0% dal precedente +0,5%, anch'esso inferiore alle attese pari a +0,4%. In base ai dati Istat, in Italia a ottobre la produzione industriale ha fatto segnare una variazione pari a +0,1% m/m e +1,0% a/a.

Il dato mensile è nettamente superiore alle attese degli economisti, fissate a -0,4%. A settembre la produzione industriale aveva fatto segnare -0,1% m/m (rivisto da -0,2%) e +1,4% a/a (rivisto da +1,3%).

Mediaset (-5,12% a 2,4670) in decisa flessione: JP Morgan ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da neutral a underweight con target a 2,00 euro.
Venerdì scorso il presidente Fedele Confalonieri ha ribadito che al momento non c'è alcuna possibilità di un accordo extra giudiziale con Vivendi sul contenzioso Mediaset Premium. Ricordiamo che a far data dal 27 dicembre prossimo Mediaset uscirà dal paniere dell'indice FTSE MIB.

Seduta difficile per i titoli del settore lusso dopo un report di Goldman Sachs: le stime sull'eps del comparto per il biennio 2019-2020 sono state ridotte del 6-7%.

In forte calo Moncler -5,13%, Salvatore Ferragamo -2,77%, Geox -4,34%, Brunello Cucinelli -5,18%. Forti vendite anche su Tod's (-4,29% a 40,60 euro) su cui gli analisti della banca americana hanno confermato la raccomandazione sell, con target a 40,70 euro. L'analisi del grafico di Tod's evidenzia la rottura della base a 41,70/42,00 euro, che sin dalla seconda metà di novembre era riuscita ad arginare l'affondo scattato a inizio novembre dopo la pubblicazione dei dati relativi ai ricavi dei primi nove mesi dell'anno, e l'affondo sui minimi dal 2009.


*Petroliferi negativi *(Saipem -4,53%, Eni -1,23%, Tenaris -3,05%) in scia alla correzione del greggio dai massimi toccati venerdì dopo l'accordo OPEC sui tagli alla produzione: il future febbraio sul Brent segna 60,80 $/barile (da 63,40 circa), il future gennaio sul WTI segna 51,55 $/barile (da 54,00 circa).

Alla fine della scorsa settimana è stato raggiunto un accordo nel meeting OPEC a Vienna: ci sarà un taglio della produzione da 0,8 milioni di barili al giorno da parte dei paesi membri dell'Organizzazione, più 0,2 milioni da parte della Russia e 0,2 milioni da altri paesi non-OPEC, per un totale di 1,2 milioni.
Siamo quindi molto vicini agli 1,3 milioni di barili ipotizzati prima del meeting e soprattutto prima dei tweet di Donald Trump contro i tagli. E' stato superato l'ostruzionismo dell'Iran, che ha richiesto e ottenuto di essere esentato dai tagli.

*Il riemergere delle tensioni USA-Cina e le possibili conseguenze negative sugli interscambi commerciali penalizzano industriali e automobilistici: *FCA -3,14%, CNH Industrial -3,48%, Leonardo -3,24%, Brembo -2,57%, Buzzi Unicem -3,36%.

Continua a tenere banco la vicenda dell'arresto del CFO di Huawei (Meng Wanzhou, figlia maggiore del fondatore Ren Zhengfei) in Canada su mandato USA. Pechino ha convocato l'ambasciatore americano per protestare contro l'arresto della manager: il contenzioso tra Cina e USA sembra ben lontano dall'essere risolto.

*OVS (-13,76%) tocca il nuovo minimo storico a 1,2730 euro.
Per dopodomani è in programma la riunione del cda chiamato ad approvare i dati del terzo trimestre.

Decima seduta negativa consecutiva per Digital Bros (-8,61%)* che tocca i minimi da maggio 2016. Il titolo sta lasciando sul terreno circa il 40% dalla chiusura del 26/11. Digital Bros ha accelerato al ribasso dopo l'annuncio di possibili ritardi sulla data di lancio del videogioco OVERKILL's The Walking Dead in versione console in scia ai problemi societari della svedese Starbreeze.

Digital Bros ha precisa in un comunicato che questa situazione potrebbe avere effetti sulla guidance di fatturato del corrente esercizio, precedentemente stimata tra 145 e 190 milioni di euro: è attualmente in corso una valutazione.

*Tengono botta le utility, probabilmente favorite dal calo dei rendimenti: Enel -0,13%, A2A +0,07%, Snam -0,46%, Terna -0,54%.

Juventus FC guadagna ulteriore terreno (+2,17% a 1,2260 euro)* in vista dell'ingresso nel paniere dell'indice FTSE MIB dal 27 dicembre prossimo.

Il titolo del club bianconero approfitta anche dell'ennesima vittoria nel campionato di Serie A (venerdì contro l'Inter) e del conseguente consolidamento del primato in classifica. Ricordiamo anche che pochi giorni fa Banca IMI ha migliorato la raccomandazione su Juventus FC da hold a buy e incrementato il target da 0,70 a 1,40 euro in previsione di un netto incremento dei ricavi favorito dall'ingaggio di Cristiano Ronaldo.
Per Banca IMI la Juve ha la possibilità di raggiungere i livelli dei cinque maggiori club europei attuali (Manchester United, Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Manchester City).

Astaldi (+25,26%) in forte progresso dopo le indiscrezioni di fine settimana scorsa secondo cui Salini Impregilo (-3,41%) dovrebbe presentare entro il 15 dicembre un'offerta non vincolante (ma più dettagliata rispetto alla manifestazione d'interesse per le attività di costruzione di qualche settimana fa).

Astaldi al momento è impegnata nella ricerca di finanziatori per un prestito ponte da 200 milioni di euro finalizzato a coprire le necessità fino a fine febbraio e ottenere una proroga da metà dicembre a metà febbraio per la presentazione del piano di salvataggio al Tribunale fallimentare. Oggi si parla anche di un ritorno di fiamma da parte di IHI Corporation: anche il gruppo giapponese potrebbe presentare un'offerta dopo il fallimento dell'aumento di capitale che lo avrebbe portato nel capitale di Astaldi con il 18% (circa il 13% dei diritti di voto complessivi).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)

Fonte: News Trend Online
 


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