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Piazza Affari peggiore in Europa con utility e petroliferi. Sale lo spread. FTSE MIB -0,57%

19/11/2019 17:50

Piazza Affari peggiore in Europa con utility e petroliferi. Sale lo spread. FTSE MIB -0,57%.

Mercati azionari europei in lieve calo. Wall Street incerta: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,1%, NASDAQ Composite +0,1%, Dow Jones Industrial -0,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,57%, il FTSE Italia All-Share a -0,52%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,14%, il FTSE Italia STAR a -0,10%.

BTP in flessione, sale lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,33% (chiusura precedente a 1,27%), lo spread sul Bund segna 167 bp (da 161) (dati MTS).

*Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA i nuovi cantieri residenziali sono saliti *a ottobre passando a 1314 mila unita' da 1266 mila unita' (+3,8%).

Il dato e' tuttavia inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 1320 mila unita'. In crescita anche le licenze edilizie a 1461 mila unita' da 1391 mila unita' (consensus 1385 mila unita'). Nel Regno Unito la Confederation of British Industry (CBI) ha annunciato che l'indice relativo agli ordini industriali e' risultato pari a -26 punti in novembre, in ripresa rispetto alla rilevazione di ottobre pari a -37 punti .
Le attese erano fissate su un indice pari a -31 punti. In Italia l'Istat rende noto che nel mese di settembre si stima che il fatturato dell'industria aumenti in termini congiunturali dello 0,2%. Nel terzo trimestre l'indice complessivo è invece diminuito dello 0,7% rispetto al secondo trimestre.

Anche gli ordinativi registrano a settembre un incremento congiunturale (+1,0%), mentre il terzo trimestre del 2019 è in diminuzione dell'1,7% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di settembre 2018), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dell'1,6% a/a.
In termini tendenziali l'indice grezzo degli ordinativi aumenta dello 0,3% a/a.

*Generali, -1,84% *a 18,70 euro, prosegue la correzione dai massimi da inizio 2009 a 19,63 euro toccati la scorsa settimana. Oggi Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo -0,11%, a margine di un evento ha dichiarato che la banca non è interessata alla compagnia triestina.

Intesa potrebbe invece mettere a segno acquisizioni limitate in settori ritenuti particolarmente interessanti come il wealth management.

Deboli le utility, penalizzate dal rialzo dei rendimenti: Terna -1,93%, Snam -1,52%, Italgas -1,27%, Enel -0,99%.


In rosso i petroliferi: il greggio accelera al ribasso e tocca i minimi da inizio novembre.
I future gennaio segnano per il Brent 61,50 $/barile, per il WTI 56,00 $/barile. Saipem -1,33%, Eni -0,99%, Tenaris -0,89%.

*I bancari annullano i progressi *visti nella prima parte della seduta: l'indice FTSE Italia Banche chiude a -0,05%. Deboli FinecoBank -1,19%, Mediobanca -0,39%, Banco BPM -0,64%.

Si conferma positiva BPER Banca +2,90% dopo le parole di Carlo Cimbri, numero uno del principale azionista Unipol (ha il 15% circa), a sostegno di "ipotesi che ne accrescano le dimensioni e il valore".

FCA +0,10% in ripiegamento da massimi visti in avvio dopo il netto calo di ieri (-2,82%).
Nella seduta precedente gli investitori erano stati innervositi dal ritardo della decisione del presidente Trump sul rinvio di ulteriori sei mesi (a maggio 2020) dei dazi sulle auto importate dalla UE e dal warning di Volkswagen (-3,30% ieri, oggi +0,6%). Nelle ultime ore sono giunte altre notizie negative: i dati ACEA sulle immatricolazioni di auto nell'Unione Europea a ottobre hanno confermato la debolezza di FCA.

A fronte di un +8,7% a/a del mercato, i marchi del Lingotto hanno fatto segnare +2,7%, nel periodo gennaio-ottobre il dato del mercato è +0,9% a/a contro il -9,2% dei marchi FCA. Inoltre lo Stato della California ha annunciato ieri che a partire da gennaio non acquisterà più auto GM, Toyota e FCA per le proprie flotte: questo perchè i produttori citati (e altri membri dell'associazione Global Automakers) hanno appoggiato l'amministrazione Trump nei suoi sforzi per togliere alla California l'autorità legale per introdurre limiti più stringenti per le emissioni.

Buone performance nel settore risparmio gestito con Azimut Holding +1,29% ancora in evidenza: toccati i massimi da fine 2015.

In ottima forma anche Banca Mediolanum +2,69% e Anima Holding +0,31% (tocca i massimi da settembre 2018 prima di correggere).

Bene Telecom Italia +1,28%: scade oggi il termine per la presentazione delle offerte non vincolanti dei fondi infrastrutturali per Open Fiber (OF). L'acquisto di OF da parte dei fondi costituirebbe un passaggio determinante per l'integrazione della rete con quella di Telecom.
L'a.d. Luigi Gubitosi ha dichiarato al Sole 24 Ore che un accordo per dare vita un soggetto unico nazionale della rete in fibra è possibile: in caso contrario sarà stata un'occasione persa per tutte le parti in causa e per il Paese.

Sale Prysmian +0,71% che oggi ha comunicato "di aver completato con successo e consegnato negli ultimi dieci giorni tre importanti progetti ad alta tensione in corrente continua (HVDC) per un valore totale di oltre €1 miliardo".

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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