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Weekly Economic Monitor

14/07/2017 15:29

Il punto

L’inversione del ciclo di politica monetaria si diffonde e si consolida. Tuttavia, l’atteggiamento delle Banche centrali resta cauto, e facilita un ordinato assestamento dei mercati. La festa potrebbe essere guastata da due sviluppi opposti: inattese pressioni inflazionistiche o al contrario un rallentamento improvviso dell’economia mondiale.
 

Area euro: un lungo ciclo espansivo, anche più forte delle attese

Abbiamo rivisto ancora una volta al rialzo le nostre previsioni di crescita del PIL dell’area euro per l’anno in corso al 2,0%, dall’1,7%, e i rischi sono verso l’alto dal momento che le indagini e i dati di produzione industriale pubblicati questa settimana suggeriscono un’accelerazione del PIL nel 2° trimestre rispetto allo 0,6% t/t di inizio anno. L’espansione al di sopra del potenziale, iniziata a metà 2014, proseguirà anche nel 2018 (1,7%) e nel 2019 (1,5%). Si tratterebbe del ciclo espansivo più lungo della storia dell’euro e tutti i paesi hanno ormai agganciato la ripresa.
 

BCE: ancora prudente a luglio, ma il taper tantrum è comprensibile

Estate 2013, il timore del tapering Fed innervosisce i mercati; quattro anni dopo è l’avvicinarsi della svolta BCE a innescare la violenta correzione dell’obbligazionario. Comprensibilmente c’è molta attesa per la riunione BCE di giovedì prossimo, in cerca di indizi sulla tempistica di uscita dal QE. Tuttavia, modifiche sostanziali alla comunicazione sugli acquisti ci sembrano poco probabili, anche perché innescherebbero un’ulteriore, indesiderata, stretta delle condizioni finanziarie. Al più, il comunicato potrebbe reintrodurre la valutazione esplicita dei rischi per lo scenario di inflazione, rischi che dovrebbero essere indicati come più bilanciati date le continue sorprese positive dai dati. Solo a settembre, con la pubblicazione delle nuove stime, la BCE rivedrà la guidance sugli acquisti.
 

I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sulla riunione BCE, che dovrebbe concludersi senza novità di rilievo sul fronte della comunicazione e delle misure non convenzionali. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione dell’Eurozona in calo di un decimo a giugno all’1,3%, mentre la dinamica sottostante è attesa in aumento all’1,2% da 1,0%, su spinta dei prezzi dei servizi ricreativi. L’inflazione potrebbe ancora calare a luglio a 1,2% su un calo dei prezzi core. La stima preliminare sulla fiducia delle famiglie dovrebbe mostrare una lettura stabile a -1,3 dopo mesi in continuo aumento.

La settimana ha pochi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà sulle indagini regionali del settore manifatturiero a luglio, che dovrebbero dare indicazioni di prosecuzione di crescita moderata dell’attività nel settore. A giugno, i nuovi cantieri residenziali dovrebbero risalire dopo tre mesi molto deboli e i prezzi all’import dovrebbero essere in modesto calo, sulla scia della correzione del prezzo del petrolio.

Autore: Intesa Sanpaolo Studi E Ricerche
Canale: Mercati Flash
Servizio: Analisi
Grafici: Crude Oil, Enel
Tagged: Economia
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