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Crash delle criptovalute, sale la risk aversion

20/05/2021 08:00

Martedì l'S&P 500 ha avuto uno "svenimento"  finale che lo ha portato a  lasciare sul campo lo 0.85% (cedendo lo 0.6% nell'ultimo quarto d'ora). La discesa,  con volumi scarsi, è avvenuta senza motivi specifici, tanto che i commentatori hanno additato pretesti a mio modo di vedere improbabili:

  • il rinvio da  parte di Biden della revisione dei divieti di investimento in aziende cinesi, che devono essere inaspriti;
  • la Pelosi che vuole boicottare le olimpiadi cinesi del 2022.

Personalmente, vi vedo più  un cedimento tecnico di fronte alla resistenza in area 4.160 citata ieri, che non questi labili catalyst.

Inutile dire che la  seduta asiatica ha accusato.

L'attività era a  scartamento ridotto per la chiusura di Hong Kong  e Seul (Buddha Birthday).

A rendere ulteriormente risk adverse il contesto, un evento che segnerà pesantemente la seduta odierna. Sull'account Wechat della People Bank of China è comparso un ammonimento a non usare le criptovalute per regolare gli scambi e un divieto alle istituzioni finanziarie e di gestione dei pagamenti ad accettarle.
Questo warning, giunto in una fase già debole per Bitcoin & C. ha prodotto un primo crash di oltre il  10% per la  principale criptovaluta, contribuendo a appesantire il mood. Decise prese di beneficio sulle commodities, che hanno pesato in particolare su Sydney, e anche un po' su Jakarta.

In calo, ma meno,  anche Mumbai e Shanghai che ha avuto il  supporto di una continuazione del rimbalzo dell'indice tecnologico Chinext.

Gli operatori europei erano andati a casa con Wall Street invariata, per cui stamattina l'azionario continentale aveva da fare un catch up. Gli indici ci si sono messi di impegno, e per metà mattinata l'Eurostoxx 50 aveva già accumulato un 1.5% di calo.
In assenza di motivazioni migliori, si è parato di timori di inflazione, causa avvalorata dalla salita generalizzata dei rendimenti, anche se un po' in contrasto con il robusto calo delle commodities partito fin dai primi scambi in Asia. Il petrolio poi ha patito acutamente le speculazioni di un accordo in Iran (*WORLD POWERS IN VIENNA RESUME TALKS TO REVIVE IRAN NUCLEAR DEAL).

La cattiva giornata delle commodities è stata  successivamente accentuata dai proclami  delle autorità cinesi sulla necessità di contenerne gli apprezzamenti

  • CHINA CABINET URGES TO CURB UNREASONABLE COMMODITY PRICE RISE

Ci si è messa anche l'ECB ad alimentare la  risk aversion con alcune headline provenienti dalla Financial Stability Review.

  • ECB PUBLISHES FINANCIAL STABILITY REVIEW
  • ECB WARNS OF FINANCIAL STABILITY RISKS AMID MARKET EXUBERANCE
  • ECB: FINANCIAL STABILITY RISKS OF CRYPTO ASSETS LIMITED FOR NOW

Solitamente questo tipo di ammonimenti ha l'effetto contrario  (ricordo Greenspan nel 1996 con il  suo "irrational exuberance"), ed è molto più  pericoloso quando le autorità  dicono il conrtario (Vedi Bernanke con "la crisi subprime resterà contenuta").  Ma oggi l'azionario noin aveva bisogno di incoraggiamenti per scendere.

A  metà  giornata, il Vice Presidente ECB de Guindos ha rincarato la dose, dichiarando che i rischi macroeconomici ora sono "molto più bilanciati" e che la politica monetaria risponderò alle condizioni finanziare e ai dati.

  • GUINDOS: RISKS TO OUTLOOK ARE MUCH MORE BALANCED THAN IN PAST
  • GUINDOS: ECB POLICY WILL RESPOND TO FINANCING CONDITIONS, DATA
  • ECB'S DE GUINDOS SAYS IF RISE IN YIELD UNWARRANTED WE WILL ACT
  • ECB'S DE GUINDOS SAYS IF THERE'S RECOVERY, YIELDS WILL HAVE TO GO UP
  • GUINDOS: BITCOIN IS AN ASSET WITH `VERY WEAK FUNDAMENTALS'

De Guindos sta preparando i mercati ad una diminuzione del ritmo di acquisto del  PEPP alla  riunione ECB del 10 Giugno, se le condizioni lo consentiranno.

In effetti, difficile dargli torto. Ma magari era meglio scegliere un giorno in cui l'€ non era sopra 1,22 e i rendimenti ai massimi da diversi trimestri.

In ogni caso i mercati devono aver preso molto seriamente l'ultima headline, se è vero che le criptocurrency dalle 13 circa hanno preso una deriva che ha portato Bitcoin a cedere il 30% sulla seduta, bucando quota 30.000 momentaneamente alle 15, e Ethereum, tra le più brillanti di recente, ad accumulare un calo giornaliero del 40%.

Ovviamente l'estrema volatilità si è propagata agli altri asset.  Ormai le criptovalute  sono detenute da varie tipologie di operatori anche istituzionali, e molte aziende e veicoli ad esse legate (cripto miners, ETF, luoghi di scambio come Coinbase) attirano parecchio interesse.

Anche con un posizionamento ridotto, una volatilità  di decine di punti percentuali non può non impattare, e produrre attività di derisking, in particolare in un contesto già negativo, e con difficoltà  a disporre delle posizioni in cripto (alcuni siti sono andati temporaneamente down, a quanto mi riferiscono).
E comunque il contributo al mood di cali di 30 punti è immaginabile.

Così nel pomeriggio l'S&P 500 ha accumulato una perdita superiore all1.5% e gli indici europei, che avevano da fattorizzare le perdite di New York di ieri sera hanno superato i due punti e mezzo down.  Naturalmente a quel punto i rendimenti hanno perso la voglia di salire, e anzi hanno preso a calare.

Diversamente da altre fasi di risk aversion,  non si può  dire che il  $ ne abbia beneficiato granchè. L'oro invece ha ripreso la sua  funzione di hedge, arrivando a guadagnare un 1% nella fase di maggiore risk aversion, in un contesto in cui le  altre commodities venivano scagliate via (il rame è arrivato a perdere il  4% e il petrolio oltre il 5%).
Il motivo è  forse che si è a lungo discusso se le cripto potevano soppiantare il metallo giallo nel portafoglio come fonte di diversificazione e riserva valutaria, e la loro crisi gli riporta un marginale  interesse. Direi che dopo il movimento di oggi è evidente che l'argomentazione è prematura, nella migliore delle ipotesi.

La stabilizzazione sulle criptovalute è arrivata a metà pomeriggio, e quando si è capito che i minimi non sarebbero stati rivisti a breve, anche il mercato  azionario ha ritrovato un po' di compostezza.

Le  chiusure europee sono comunque pesanti, con tutti gli indici principali in calo di oltre un punto percentuale.

Ma i minimi di seduta sono comunque lontani quasi di un altrettanto. Riguardo i settori, i difensivi hanno fatto meglio, mentre i ciclici hanno sofferto, e le risorse naturali sono state punite (-4.1%). Le banche hanno tenuto bene all'inizio, e comunque non hanno sfigurato nemmeno quando il rialzo dei rendimenti è evaporato.
La cosa ha prodotto una outperformance di Milano e Madrid, che poi è un po' scemata nel finale. L'€ chiude in moderato calo una seduta che sui cambi ha detto poco,  mentre lo spread allarga ancora.

Che dire dell'azionario, in prospettiva? L'impatto delle criptocurrency sembra destinato a scemare, col tempo.

Non c'è un legame diretto, se non attraverso il canale dello shock di volatilità. Visti i movimenti selvaggi degli ultimi mesi, oso sperare che questi strumenti non si siano inseriti nei portafogli in maniera tale da creare Var shock violenti oltre quanto si è visto oggi a fronte di un -30%.
L'impressione è che dopo una botta del genere l'asset class delle cripto offrirà, per un po', ritorni mediocri,  ma che non dovrebbero impattare oltre il giusto sul resto. Sembra scontato che ad un certo punto l'ascesa riprenderà, come avvenuto in passato.

Peraltro la price action sull'azionario non può essere ridotta ad un effetto  secondario della crisi delle cripto.

E evidente che una volta di più i nuovi massimi in Europa non hanno portato a rotture rialziste del recente range, principalmente per colpa  di Wall Street che non collabora, e nonostante un dollaro debole non è riuscita a tornare sui massimi.

D'altro canto, come osservato  giorni fa, sebbene finora gli assalti alle resistenze (4.200 per l'S&P 500 e 4.000 per l'Eurostoxx 50) siano falliti, cosa che non depone benissimo per il trend (costituisce una perdita di momentum), come  si nota dal grafico sotto, nemmeno giocarsi le  accelerazioni ribassiste, e le  rotture delle medie è risultata una strategia particolarmente vincente, in quanto le risalite sono state altrettanto aggressive.

Resta quindi uno scenario tecnico interlocutorio, almeno finche la serie non diventa di massimi e minimi decrescenti, cosa che è assente in Europa, dove il massimo di periodo è stato segnato ieri mattina, e appena incipiente in US, ma da confermare con un nuovo minimo in chiusura sotto 4060.

Al momento di inviare il pezzo  sono uscite le minute FOMC.
I contenuti sono largamente quelli ribaditi a più riprese di recente dai vari membri. Ma alcuni punti hanno attirato attenzione e levato momentaneamente un po' di forza al  rimbalzo azionario, al treasury e all'oro, in particolare dove si dice che alcuni suggeriscono che se le cose proseguono bene si potrebbe cominciare  a parlare di tapering ai prossimi meeting, e che l'inflazione potrebbe rivelarsi più duratura delle attese.

  • FED MINUTES: WILL BE SOME TIME BEFORE SUBSTANTIAL PROGRESS
  • FED MINUTES: SOME SAW TAPER TALK STARTING AT UPCOMING MEETINGS
  • FED MINUTES: INFLATION SEEN EASING AFTER TRANSITORY INCREASE
  • FED MINUTES: BOTTLENECKS MAY PRESSURE PRICES BEYOND THIS YEAR
  • FED MINUTES:RISKS TO OUTLOOK NOT AS ELEVATED AS IN PRIOR MONTHS
Autore: Giuseppe Sersale Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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