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Criptovalute e l'economia non pianificata di Hayek

20/07/2021 12:00

Nel 1940 Friedrich A. Hayek si fece un nome parlando della tendenza alla pianificazione economica che vedeva svilupparsi in Gran Bretagna. Hayek riconobbe che quella tendenza socialista non era tanto l'opposto del fascismo, quanto piuttosto un suo precursore.

A quel tempo, tali preoccupazioni non erano solo accademiche visto che la Germania nazista aveva inghiottito l'Europa nella violenza e nel caos, e Hayek vide ciò che la maggior parte degli altri non vedeva: il nazismo era stato il risultato di un processo pluriennale di centralizzazione, alimentato dall'impulso verso la "pianificazione".

Pianificazione per il bene superiore, pianificazione per l'efficienza, pianificazione per la giustizia, l'equità, l'uguaglianza e ogni altro tipo di ideale altruistico.

Leggendo il suo testo più famoso, La via verso la schiavitù, scritto durante il periodo più devastante della guerra, si percepisce la disperazione nell'appello di Hayek: non prendete inconsapevolmente la stessa strada battuta dal vostro nemico!

Hayek sosteneva che la Gran Bretagna e gran parte del mondo occidentale avevano emarginato alcuni principi liberali classici a favore di ciò che definiva la "venerazione per lo stato e l'entusiasmo per l'organizzazione di tutto".

La genialità di Hayek fu nel dimostrare chiaramente la relazione causale, se non inevitabile, tra una pianificazione economica ben intenzionata e la conseguente privazione della prosperità umana.

Ma tutto questo va contro il buon senso.

È ovvio e naturale, in particolare per gli intellettuali ben istruiti, credere che una pianificazione ponderata nella società dovrebbe portare a risultati migliori. La pianificazione è importante, quindi non dovrebbe essere la cosa più importante su larga scala? Non è questo il punto centrale dello stato, pianificare la società?

L'intuizione di Hayek, ampiamente condivisa tra gli economisti Austriaci, era che all'aumentare della complessità, diventa improbabile che tutte le informazioni rilevanti su cui si basa un piano razionale siano conosciute da una qualsiasi delle parti, in particolare dalla parte responsabile della pianificazione.

"Questa non è una disputa", scrisse Hayek, "sul fatto che la pianificazione debba essere eseguita o meno.

È una disputa se la pianificazione debba essere effettuata centralmente, da un'unica autorità per l'intero sistema economico, o debba essere divisa tra molti individui".

Creando questa dicotomia, Hayek ci ricorda che l'opposto della pianificazione centrale non è affatto non avere piani, ma piuttosto è una pianificazione decentralizzata, nota anche come "concorrenza di mercato".

La nostra scelta è quindi tra l'organizzazione centrale dello stato e l'organizzazione distribuita attraverso la concorrenza di individui ed imprese.

Hayek sostiene appassionatamente che nella misura in cui la società vira verso la pianificazione centralizzata, e lontano dalla concorrenza, deve necessariamente ridurre e limitare la libertà e la prosperità.

La libertà individuale, sosteneva giustamente Hayek, è l'attributo che definisce la società occidentale minacciata dal socialismo in generale e, all'epoca, dal nazismo in particolare.

Un'economia pianificata marcia verso la schiavitù, questo era il suo punto.

Dopo quell'orribile guerra, dove abbiamo marciato tutti?

Diamo un'occhiata alla società moderna di oggi, circa 80 anni dopo l'appello di Hayek. In superficie la nostra economia sembra abbastanza "non pianificata", infatti la maggior parte degli americani e degli europei crede che le loro economie siano economie di mercato e la maggior parte di chi si lamenta sostiene che il problema sia troppo capitalismo.

Quante volte abbiamo visto attivisti da poltrona sventolare con compiacimento il logo di McDonald's come prova che il capitalismo di libero mercato è qui e non ha un sapore così eccezionale?

Queste persone credono fermamente che sia necessaria una pianificazione più centralizzata.

Una maggiore regolamentazione è sempre la loro risposta.

Ma per quelli di noi che hanno familiarità con il lavoro di Hayek e l'economia Austriaca in generale, e che si preoccupano dei sistemi monetari in questo contesto, aleggia un certo scetticismo sul fatto che quello che abbiamo oggi sia un qualche tipo di mercato aperto...
inutile ricordare che il denaro stesso non solo è pesantemente regolamentato, ma pianificato centralmente da alcune istituzioni monopolistiche.

Quindi la nostra economia è principalmente pianificata o non pianificata? E in che misura il fenomeno delle criptovalute si distingue dallo status quo?

Ecco una tesi che vorrei proporre: i pianificatori centrali hanno lasciato crescere liberamente i rami dell'albero economico, perché hanno scoperto che il tronco è molto più essenziale, ovvero il denaro stesso.

Trascorrono le loro giornate progettando e manipolando le radici del sistema, piuttosto che i rami, il tutto mentre la società osserva le foglie svolazzanti, credendo che sia capitalismo di libero mercato.

Ogni transazione nella società coinvolge due beni, e uno dei due è sempre il denaro.
Esso è quindi la metà di tutte le transazioni, eppure c'è essenzialmente zero concorrenza nel regno monetario. Come può essere?

O la nostra economia di mercato ha per qualche ragione tollerato che il suo bene più importante sia pianificato centralmente, o la nostra non è un'economia di mercato dopotutto.

Ai tempi di Hayek, ricordiamo che il denaro era l'oro.

In quanto tale, l'ambito della pianificazione centralizzata sul denaro era limitato.

Non c'era molto da pianificare. L'oro era una merce, non poteva essere creato o distrutto a piacimento, e prima della finanziarizzazione della società moderna, i responsabili dei sistemi monetari erano più dei meccanici che degli stregoni. Sebbene avessero una certa libertà creativa, alla fine rimanevano vincolati dal metallo giallo.

Ma poi è arrivato Bretton Woods.
C'erano molti dei contemporanei di Hayek, ma non Hayek stesso; un incontro tra pianificatori non tende ad avere molti critici della pianificazione. Lì, alcuni uomini in un albergo, sotto la nobile bandiera dell'interesse pubblico e della stabilità globale, hanno deviato il mondo un po' più lontano dalla concorrenza dei mercati.

Il denaro, concordavano i controllori, era qualcosa che doveva essere controllato.

E da allora il denaro è stato sempre più controllato e creato dai pianificatori centrali. All'inizio degli anni '70, anche l'oro stesso fu eliminato poiché ostacolava tale pianificazione.

Non più semplici meccanici, i pianificatori monetari centrali sono diventati stregoni.
Ed è qui che si è insinuata l'insidiosa schiavitù di cui metteva in guardia Hayek.

Nel processo di una maggiore pianificazione centralizzata sui sistemi monetari, ci troviamo oggi in una situazione in cui l'intera economia globale si basa sulle parole di un uomo e sui suoi verbali di riunione.

La Federal Reserve è il pianificatore definitivo, e attraverso i suoi piani per il denaro, diventa il pianificatore indiretto di una grande fetta di affari umani.

E tutti noi siamo rimasti inconsapevolmente intrappolati in tal sistema, attirati dalla fiducia perennemente fuorviante che riponiamo nei politici.

Possiamo forse essere d'accordo sul fatto che parte del successo di La via verso la schiavitù sia stato il titolo stesso.

La servitù trasmette, alla mente contemporanea, un'età oscura di docile obbedienza; trasmette una gerarchia istituzionale esorbitante; trasmette un'ignoranza da parte dell'uomo comune dell'ingiustizia di ciò che lo circonda; trasmette un rifiuto abbietto del principio che tutti gli uomini e le donne dovrebbero essere uguali secondo la legge, che nessuna persona dovrebbe avere un privilegio speciale su un'altra.

Abbiamo un chiaro disprezzo per la servitù della gleba di tanto tempo fa...

eppure quanto siamo diversi noi se pensiamo al sistema bancario moderno?

Il signore medievale aveva il suo castello; il signore moderno ha la sua banca.

E allo stesso modo in cui il servo medievale non tendeva a mettere in discussione o affrontare il suo signore, né il cittadino moderno tende a mettere in discussione o affrontare il suo denaro.

La servitù della gleba di cui Hayek ha avvertito è arrivata attraverso l'imposizione graduale di denaro pianificato centralmente.

Ma poi è arrivato Bitcoin.

"Non credo che avremo mai più denaro sano ed onesto", scrisse una volta Hayek, "se non lo togliamo dalle mani dello stato; cioè, non possiamo toglierglielo violentemente, tutto ciò che possiamo fare è introdurre in qualche modo subdolo e tortuoso qualcosa che non possono fermare.

Hayek voleva vedere la società abbracciare l'ordine decentralizzato, non solo perché era più efficiente, ma perché era il miglior garante della prosperità umana.

È un tributo poetico che il progetto di Satoshi per Bitcoin abbia risolto questo problema di ordine decentralizzato nel regno monetario, quel regno in cui siamo tutti schiavi quando si tratta di denaro fiat.

Bitcoin ha risolto un problema noto come problema dei generali bizantini, una sfida di lunga data nel mondo dell'informatica.
Come si fa a convincere più parti a concordare su qualcosa per evitare il fallimento, quando non ci si può fidare di alcune delle parti?

Prima di Bitcoin, i sistemi di valore, come il sistema monetario stesso, dovevano essere centralizzati su larga scala, perché computer disparati non potevano fidarsi l'uno dell'altro a meno che non ci fosse un'autorit&agrav Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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