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Tassazione Bitcoin: resta un rebus?

25/11/2021 08:41

Nonostante le modifiche apportate dal DL di recepimento 231/2007 della direttiva UE, per le criptovalute la tassazione resta un rebus. Il regime fiscale delle crypto risulta essere tuttora di difficile inquadramento.
Chi detiene o vende valute digitali due domande riguardo alla gestione degli adempimenti fiscali inizia a farsele. L’IRS considera ‘proprietà’ a fini fiscali le partecipazioni in criptovaluta, Bitcoin e le altre valute digitali sono tassabili come ogni altra risorsa, come l’oro o le azioni.

Criptovalute, la tassazione resta un rebus: il regime fiscale in Italia

La tassazione di Bitcoin in Italia è obbligatoria.

Per legge, le transazioni in criptovalute sono soggette a tassazione come le transazioni riguardanti qualsiasi altra proprietà. Quando si vendono o scambiano criptovalute a fronte di un guadagno oppure generano plusvalenze si pagano le tasse (26%). Secondo le più recenti interpretazioni (art.
67 del DPR n 917/86), il valore delle crypto diventa imponibile (soggetto a tassazione), quando nell’anno di riferimento sono state detenute criptovalute per un controvalore in euro di almeno 51.645,69 per 7 giorni continuativi. Se, invece, si detengono crypto e si realizza una perdita, quest’ultima potrà essere detratta dalle tasse.

Le plusvalenze derivanti da transazioni di criptovalute sono tassabili a breve e lungo termine. Diverso è il discorso dell’acquisto e detenzione di criptovalute: acquistando e possedendo crypto non si pagano le tasse anche se il loro valore aumenta. L’evento tassabile è la vendita a fronte di un profitto o la plusvalenza.
L’unica eccezione è l’acquisizione di Bitcoin dal mining: in questo caso, è tassabile subito senza bisogno di vendere la valuta digitale.

Come si calcolano le tasse sul Bitcoin

Per essere certi che i calcoli delle tasse sulle criptovalute siano corretti rispettando le regole, è essenziale tenere traccia con cura delle proprie attività legate alle operazioni con valute digitali.

Bisognerà conoscere:

  • -      Il valore equo di mercato quando il Bitcoin è stato acquistato o estratto;
  • -      Il valore equo di mercato del BTC nel momento in cui viene utilizzato o venduto.

Questi dati sono fondamentali per il calcolo corretto e preciso della tassazione di Bitcoin dopo averne individuato il controvalore in euro.

Per l’Agenzia delle Entrate le criptovalute sono assimilabili agli investimenti in valuta estera con corso legale. Perciò, devono essere indicate nella denuncia dei redditi nel Quadro RW (modello Redditi PF) riferito al monitoraggio fiscale degli investimenti all’estero.
Se si detengono semplicemente crypto all’interno di un wallet (portafoglio virtuale), il valore deve essere riportato nel rigo RW1 (colonna 3, codice 14, “Altre attività estere di natura finanziaria e valute virtuali”) per informare l’AdE senza pagare tasse. I guadagni generati da plusvalenze dovranno, invece, essere inseriti nel Quadro RT (sez.

II, Plusvalenze di natura finanziaria). 

La tassazione delle crypto in Italia è corretta per gli esperti?

Che idea hanno gli esperti fiscali riguardo all’approccio della normativa italiana in merito alla tassazione di criptovalute? Hanno un’idea negativa perché l’approccio non considera le caratteristiche chiave e la natura stessa delle crypto.
Le norme fiscali italiane applicate alla valuta fiat non sono adeguate alla volatilità delle criptovalute, considerando anche il fatto che non sono generalmente accettate come strumento di pagamento e che, spesso, è difficile convertirle in valuta ufficiale. Non è facile convertirle in valuta fiat perché, tuttora, gran parte delle istituzioni finanziarie condividono le preoccupazioni di riciclaggio di denaro.

A fronte di queste problematiche, tassare le criptovalute al pari della valuta fiat è sbagliato, inadeguato: può portare ad una tassazione gravosa per le crypto in termini non tanto di cassa quanto di competenza. L’altra distinzione da fare tra valute fiat e digitali è questa: l’obbligo di rendicontazione annuale applicabile ad attività finanziarie detenute all’estero si scontrano con le crypto che, per loro natura, sono ovunque ed in nessun luogo.

Criptovalute: manca una regolamentazione fiscale ad hoc

In Italia, le autorità fiscali per la tassazione delle criptovalute applicano le norme vigenti in materia di dichiarazione e di imposta sul reddito applicabili alle valute estere cercando di adeguarsi e trovare un compromesso tra le varie funzioni delle crypto.

Involontariamente, questo approccio potrebbe aver aperto la porta a possibilità di programmazione nel contesto del “nuovo regime fiscale dei residenti” includendo anche la tassazione BTC. Nel nostro Paese, le autorità applicano attualmente i principi pensati per le valute fiat e prodotti finanziari.
In Europa, le istituzioni UE stanno tentando di regolamentare le crypto secondo criteri specifici anche per la tassazione Bitcoin. Una cosa è certa: oggi, il trattamento legale-fiscale delle criptovalute segue approcci diversi, è un’area in via di sviluppo. Si attende una regolamentazione ad hoc, specifica per la natura delle valute digitali, criptovalute e crypto-asset.

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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