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A Wall Street riesplode paura Fed: DJ -400 punti, Nasdaq -2,5%. Mercato lavoro Usa ancora troppo solido, alert inflazione rimane

07/10/2022 16:01

Wall Street non accoglie con favore la pubblicazione del report occupazionale Usa, avvenuta prima dell'inizio delle contrattazioni della borsa di New York. Alle 16 circa ora italiana, il Dow Jones arretra di oltre 400 punti (-1,47%), a 29.487 punti; lo S&P 500 perde l'1,88% a 3.674; sell off importante anche sul Nasdaq Composite, che scivola di oltre il 2,5% a 10.798 punti. rnrn
Nonostante a settembre la crescita dei nuovi posti di lavoro degli Stati Uniti sia stata inferiore alle attese, e i salari su base annua non abbiano accelerato il passo, tutt'altro, la paura di una Fed aggressiva sui tassi rimane. rn
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Il motivo è il trend del tasso di disoccupazione che, in base a quanto emerge dal dato, è sceso.

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Analizzando il report occupazionale, i numeri cruciali sono i seguenti:rn
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Nel mese di settembre, l'economia degli Stati Uniti ha creato 263.000 nuovi posti di lavoro, lievemente al di sotto delle 275.000 nuove buste paga stimate dagli economisti di Dow Jones. Da segnalare tuttavia che le stime degli analisti, in generale, andavano da una crescita dell'occupazione di 127.000 unità a una di 375.000 unità. rn
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La partecipazione alla forza lavoro è diminuita dello 0,1% al 62,3%, rispetto al precedente 62,4%. Rivista al rialzo la crescita dei nuovi posti di lavoro di luglio, da quota 526.000 a 537.000; la crescita dell'occupazione di agosto è stata confermata pari a +315.000 unità. rn
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Su base annua la crescita dei salari - tra i parametri che monitorano il trend dell'inflazione - è stata pari a +5% su base annua, meno del rialzo del 5,1% atteso e in rallentamento rispetto alla precedente crescita del 5,2%. rn
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Il report occupazionale Usa di settembre ha messo in evidenza un deciso rallentamento della crescita dei posti di lavoro.

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L'aumento delle buste paga è stato infatti il più basso dall'aprile del 2021, a conferma di come i continui rialzi dei tassi da parte della Fed di Jerome Powell stiano deprimendo i fondamentali dell'economia Usa: ciò che la banca centrale Usa vuole provocare, al fine di sfiammare l'inflazione. rn
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Tuttavia, la nota dolente è stata il tasso di disoccupazione, sceso a settemvre dal 3,7% al 3,5%, rispetto al 3,7% atteso dal consensus degli economisti.

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E il risultato è che, "sebbene il dato sia rimasto in linea con le attese, sembra che i mercati siano rimasti ossessionati dal calo del tasso di disoccupazione, per il significato che il fenomeno riveste per la Fed", ha commentato il direttore degli investimenti di Bleakley Financial, Peter Boockvar, stando a quanto riportato dalla Cnbc. rn
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Booackar ha fatto notare in sostanza che, considerando anche i numeri bassi delle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, dal dato è emerso che il ritmo dei licenziamenti nel mercato del lavoro Usa è rimasto debole, fattore che dovrebbe portare la Fed di Powell a continuare ad alzare aggressivamente i tassi. rn
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Insomma, il messaggio arrivato ai mercati con la pubblicazione del report occupazionale Usa è stato il seguente: il mercato del lavoro Usa versa tuttora in condizioni fin troppo buone per la Fed, che vuole provocare con le sue ripetute strette monetarie un rallentamento dell'economia, tale da sfiammare l'inflazione. rn
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Di conseguenza, la banca centrale Usa dovrebbe continuare ad alzare i tassi in modo sostenuto: fattore che, ovviamente, non piace all'azionario, che teme una carrellata di strette monetarie tali da provocare un hard landing all'economia Usa.

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Le aspettative di una Fed determinata a rimanere hawkish sono state prezzate, immediatamente dopo la diffusione del dato, dai mercati dei Treasuries: i tassi dei titoli di stato Usa a due anni, in particolare, hanno segnato un balzo di 8 punti base, fino al 4,31%. I tassi dei Treasuries a 10 anni si riavvicinano al 3,9%. rn
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Wall Street oggi fa i conti anche con alcune notizie no arrivate dal fronte della Corporate America.
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Male Advanced Micro Devices, dopo che il colosso produttore di chip ha lanciato un allarme sul fatturato del terzo trimestre, avvertendo che i numeri saranno inferiori a quanto anticipato. Il titolo scivola di oltre l'8%.

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Sell off anche su Levi Strauss, che affonda di quasi -6%, dopo che la società leader globale del mercato dei jeans ha tagliato il proprio outlook.
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© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata


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