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Cosa abbiamo imparato su soldi e mercati nell'ultimo anno

23/02/2021 21:08

Quest'anno è stato a dir poco un giro sulle montagne russe per gli investitori. Per molte persone, il 2020 sarà stata la loro prima esperienza di un mercato orso e di un periodo prolungato di volatilità.
Avete commesso degli errori o avete imparato una lezione importante quest'anno? Noi certamente sì, perché siamo umani, e quindi fallaci.

Per questo vogliamo condividere qualche pensiero in libertà, e fare in modo che quanto stiamo per elencare serva di monito e, perché no, di insegnamento, per coloro che affrontano saltuariamente, o anche tutti i giorni, lo straordinario, ipercompetitivo mondo dei mercati.

Non aver paura di parlare di soldi, a nessuno

La nostra più grande lezione finanziaria nel 2020 è stata quella di tenere in ordine e aggiornati i piani patrimoniali (e noi siamo consulenti d'investimento, è il nostro lavoro), e di comunicare chiaramente questi piani ai vostri beneficiari, chiunque essi siano.

La pandemia è servita come un promemoria fin troppo reale per chiunque per rivedere i termini dei propri testamenti, trust e procure varie.

Chiamateci morbosi ma, per fare proprio un esempio personale, noi abbiamo elaborato i nostri piani 15 anni fa, quando i nostri figli erano ancora piccoli.
Da allora le circostanze sono cambiate, e di molto, e i nostri piani patrimoniali dovevano essere aggiornati di conseguenza.

Ora che i nostri figli sono abbastanza grandi, siamo stati in grado di fare "il discorso", di parlare, cioè, dei nostri piani mobiliari e immobiliari.

La discussione non è stata facile, ma è stata importante e adesso abbiamo la tanto necessaria tranquillità.

Perché è un passo necessario, questo? Perché la pandemia è stata un contatto con l'aleatorietà, la transitorietà della realtà anche troppo brutale.
Ci ha ricordato come la vita non sia semplicemente un nascere, crescere fino ad una certa età, diventare maturi, trovare un lavoro, formare una famiglia, mettere al mondo dei figli, invecchiare progressivamente fino alla fine, che è quello che tutti pensano.

No, la vita può essere interrotta in ogni momento da una disgrazia, a cui non si vuole pensare.

Una disgrazia che può assumere qualunque forma e che, nel momento in cui scriviamo, nel 2020 ha colpito all'improvviso 111.878.487, di cui 2.478.131. E stiamo parlando solo della Covid-19, naturalmente. Se ci mettiamo tutte le altre malattie, tra cui tumori vari e, soprattutto, quelle cardiovascolari, che sono la causa del maggior numero di decessi nel mondo, i numeri sono ben altri.

Tutti fatti improvvisi, che possono lasciare spiazzati coloro che rimangono.
Bene, questo non deve succedere. Per cui, parlate con chi dovete del denaro, dei soldi, dell'eredità. Non è mai troppo presto, ed è la cosa giusta da fare.

Attenetevi alle basi

La crisi del 2020 è stata più scioccante di quelle del 1987, '94, '98 o '2008 a causa del rischio di vita, della mancanza di segnali di avvertimento e della sensazione assillante che i governi fossero meno uniti e avessero meno capacità di risposta rispetto alle crisi precedenti.

Nell'affrontare questa enorme incertezza, le strategie più semplici si sono rivelate notevolmente efficaci: ribilanciamento del portafoglio, valutazione e ricerca di segnali di panico.

Impegnarsi in un piano rende molto più facile prendere decisioni quando "la casa è in fiamme", e marzo è stato il momento critico in cui si sono seguite le terribili previsioni e i pronostici, e si è premuto il tasto "Vendi", o si sono guardati gli sconti in offerta, e si è fatto il grande passo per premere il tasto "Compra".

La situazione avrebbe potuto facilmente peggiorare, ma se non si compra quando i beni sono a buon mercato, quando lo si fa?

Purtroppo questo non è ciò che accade. L'investitore fai-da-te viene sistematicamente triturato dai mercati. L'investitore medio sottoperforma il mercato, sempre, perché sbaglia quando vendere e quando comprare.
Infatti, egli compra quando le cose vanno bene (cioè sui massimi) e vende quando le cose vanno male (cioè sui minimi). E perché lo fa? Perché si lascia influenzare dal media effect.

Si lascia cioè influenzare da quando scrivono i giornali e dicono le televisioni. E tenderà a comprare dopo un esteso periodo di buone notizie ed a vendere dopo un esteso periodo di cattive notizie.

Non per niente il punto più basso di un ciclo di mercato viene chiamato, in gergo, capitolazione. E si ha quando tutti (soprattutto gli sciocchi e chi non ha cultura finanziaria, e troppa paura) hanno venduto.


Questo è il momento di comprare, invece. Warren Buffett, che non ha bisogno di presentazioni, ama ricordare una massima del Barone de Rotschild in proposito: 

Si compra quando il sangue scorre per le strade, soprattutto se il sangue è il vostro.

Lui poi l'ha mutuata in un'altra espressione: 

Be greedy when others are fearful, and be fearful when others are greedy - Siate avidi quando gli altri hanno paura, ed abbiate paura quando gli altri sono avidi.

Mettete in pratica ciò che predicate

Come qualcuno che ha iniziato la sua carriera nel mondo dei mercati proprio nel periodo della bolla delle dotcom, e che ha visto e vissuto in pieno la crisi finanziaria globale del 2008, non pensavamo di poter essere ancora sorpresi dai mercati.

Bene, un'altra lezione imparata.

Mentre l'ampiezza della turbolenza di mercato a cui abbiamo assistito nel 2020 non è stata necessariamente senza precedenti, la causa sottostante e la rapidità delle oscillazioni di mercato invece lo sono state, e l'impulso di vendere azioni e nascondersi nella relativa sicurezza del contante ci ha quasi portato a violare tutti i nostri principi di investimento personali.
E non sarebbe stato un bene per i clienti, come ricordato anche prima.

Dopotutto, siamo umani. E dire che non si è avuto paura mentre il mondo intorno a noi sembrava crollare, si parlava solo della pandemia, si vedevano solo notizie di morte, e file di bare, sarebbe mentire.

Fortunatamente, abbiamo finito per resistere alla tentazione di saltare dalle montagne russe del mercato, e questa si è rivelata la mossa giusta.

La nostra esitazione a investire ci avrebbe fatto perdere uno dei più grandi e veloci rally di sempre, non cogliendo l'opportunità di investire appieno. Fortunatamente questo non è avvenuto. Ma è stata dura, non possiamo negarlo.

E' stata dura anche per la responsabilità verso la clientela, che di noi si fida.
E dire ai clienti di non vendere è stata una scelta sofferta, perché i primi che eravamo tentati di vendere eravamo proprio noi. Cosa ci ha fermato? Non solo la ragione, nel senso di raziocino, ma il pensare che, se si diceva una cosa ai clienti e poi si faceva il contrario, si tradiva la loro fiducia, e non saremmo più stati degni di consigliarli nell'amministrazione del loro denaro.

Quindi, qual è la lezione? Che è molto più facile dire alla gente cosa dovrebbe fare piuttosto che farlo noi stessi.

Soprattutto quando il denaro non è il nostro.

E' proprio per questo che un investitore fai-da-te non dovrebbe esistere. Perché l'investitore fai da te non ha cultura finanziaria, non ha raziocino, e si comporta come il gregge, facendosi prendere dall'euforia quando tutto va bene, e dal panico quando tutto va male.
L'investitore fai-da-te è il gregge, e il gregge va al macello, sempre.

Non siate avidi

Il nostro lavoro è di consulenti d'investimento, cioè professionisti che consigliano la clientela sulla miglior allocazione possibile dei loro risparmi in proporzione al rapporto rischio/rendimento che sono disposti a correre.

Abbiamo un cliente che ha investito in Amazon, Zoom e Tesla in vari momenti negli ultimi cinque anni, e quando la maggior parte dei titoli è scesa a marzo, questi titoli non lo hanno fatto.

Di conseguenza, gli sembravano sopravvalutati, così li ha venduti, anche contro il nostro consiglio di tenerli. Non ha venduto per paura, ma perché voleva investire il ricavato in azioni più economiche e guadagnare di più.

Inutile dire che la continua ascesa di Zoom e Tesla è stata un po' insopportabile per lui, anche se il recente ritorno di alcuni dei nomi di valore con cui ha sostituito quelle azioni gli ha restituito un po' di fiducia nel suo giudizio.

Ma ha imparato una lezione.

Si è reso conto che mentre investire in azioni a basso costo è meno rischioso nel lungo periodo, a volte accade a scapito di cavalcare l'onda di alcune imprese di successo veramente trasformative. Il che ci porta ad una grande lezione pratica del 2020: non fare nulla ogni volta che è possibile.
Ricordate perché avete investito in quelle aziende che avete scelto, in primo luogo, e non controllate i vostri investimenti ogni giorno.

Non cercate di essere il "Signor Mercato"

Benjamin Graham ha coniato il termine "Signor Mercato" riferendosi a un investitore che è suscettibile al panico, all'euforia e all'apatia che viene con l'investimento in Fonte: News Trend Online

 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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Stock Investment Mercati

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