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Flash sui mercati

27/02/2018 10:14

Da seguire:
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Francia. A febbraio l’indice di fiducia delle famiglie elaborato dall’INSEE potrebbe stabilizzarsi a 104 sul livello di gennaio. Il morale è comunque salito a inizio anno, rispetto alla media di fine 2017, rimanendo al di sopra del livello storico, suggerendo che la propensione al consumo rimane ben orientata all’inizio del nuovo anno.

Area euro. La dinamica di M3 è attesa rallentare a gennaio al 4,3% a/a, da un precedente 4,6% a/a, in parte su di un effetto base sfavorevole. La media mobile a tre anni è vista al 4,7%. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo una crescita stabile dei prestiti alle imprese al 2,9% a/a mentre potrebbe vedersi un temporaneo rallentamento del credito alle famiglie al 2,8%.

Italia. La fiducia di consumatori e imprese potrebbe tornare a migliorare a febbraio dopo il calo del primo mese dell’anno. Il dettaglio delle indagini di gennaio non era univocamente negativo. Il morale delle famiglie potrebbe rimbalzare a 116 da 115,5 precedente, quello delle aziende a 106,3 da115,6, trainato soprattutto da servizi e commercio, mentre la fiducia delle imprese manifatturiere è vista circa stabile a 110.

Area euro. L’indice di fiducia economica ESI elaborato dalla CE potrebbe calare a febbraio a 113,9 da 114,7, riportandosi sul livello medio di fine 2017. L’indice per l’industria potrebbe altresì correggere a 8,0 da 8,8 mentre l’indice dei servizi potrebbe stabilizzarsi attorno a 16,5 da 16,7. La seconda lettura dell’indice di fiducia delle famiglie dovrebbe confermare la stima flash di calo a 0,1 da 1,4 di gennaio. Il livello della fiducia economica potrebbe aver toccato un picco a gennaio e iniziare a normalizzarsi nei prossimi mesi.

Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,4% m/m a febbraio dopo il calo più forte del previsto del mese precedente. A causa di un effetto base sfavorevole, l’inflazione è attesa in calo a 1,3% sulla misura nazionale da 1,6% e all’ 1,1% da 1,4% sull’indice armonizzato. Da marzo, l’inflazione tedesca dovrebbe tornare a salire e si aggirerà in media all’1,6% nella restante parte dell’anno.

Spagna. La stima flash dovrebbe mostrare l’inflazione in aumento di tre decimi a 0,9% sulla misura nazionale e all’1,0% a/a sull’indice armonizzato. Esaurito l’effetto base sfavorevole dall’energia, l’inflazione spagnola si muoverà rapidamente verso l’1,8% da marzo in avanti.

Stati Uniti. J. Powell tiene l’Audizione semestrale alla Camera per la presentazione del Monetary Policy Report. Questa sarà la sua prima apparizione ufficiale dopo il passaggio di consegne e sarà importante per valutare le priorità del nuovo presidente. Powell dovrebbe ribadire l’impegno a proseguire la gestione della politica monetaria in linea con la linea di Yellen, confermando le aspettative di rialzo graduale dei tassi.

Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a gennaio (prel.) dovrebbero correggere di -1,5% m/m, dopo il forte rialzo di dicembre (+2,8% m/m) che era stato spinto dal comparto dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare di 0,5% m/m, dopo +0,7% m/m, confermando il trend positivo e dando indicazioni favorevoli allo scenario degli investimenti non residenziali nella prima parte del 2018.

Stati Uniti. Il deficit dei beni della bilancia commerciale (prel.) a gennaio dovrebbe registrare una moderata riduzione a -71 mld di dollari, da -72,3 mld di dicembre.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a febbraio dovrebbe aumentare a 127, da 125,4 di gennaio, tornando vicina al livello di novembre 2017, e sui massimi da fine 2000. A febbraio si dovrebbe vedere una ripresa della situazione corrente, in seguito al rialzo delle aspettative di gennaio. La valutazione del mercato del lavoro dovrebbe restare estremamente positiva.

Ieri sui mercati
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BCE. Draghi durante la testimonianza al parlamento europeo ha riaffermato che l’economia cresce a ritmi più sostenuti rispetto alle attese. Per il momento, però, non si hanno ancora indicazioni convincenti di un aumento più sostenuto della dinamica sottostante dell’inflazione. Secondo il Presidente della BCE la relazione tra inflazione e slack nell’economia è pressoché intatta ma potrebbe essersi temporaneamente indebolita. Una possibile spiegazione è che l’eccesso di offerta è più ampio rispetto a quanto suggeriscono le misure di output gap, ma con il consolidarsi della ripresa dovrebbe vedersi progressivamente una risposta più decisa della dinamica sottostante.

Regno Unito. Il segretario del partito laburista, Corbyn, ha dichiarato che il Regno Unito deve restare in un’unione doganale con l’UE, ma che l’uscita dall’UE dovrà essere comunque completata dopo il periodo di transizione, per riprendere il controllo sui flussi migratori in ingresso. Questa mattina, inoltre, il Sole 24 Ore riferisce che l’UE starebbe per pubblicare una bozza di documento legale sulla questione del confine nord-irlandese nel quale si prospetta il mantenimento dell’unione doganale sull’isola, ma la cessazione di quella fra Nord Irlanda e Gran Bretagna. Entrambi gli sviluppi possono minacciare la tenuta del governo May, il primo per il rischio che i deputati conservatori più moderati si schierino con l’opposizione laburista, il secondo perché potrebbe portare a una crisi con DUP, il partito unionista irlandese che sostiene il governo.

Stati Uniti. Le vendite di case nuove a gennaio calano a 595 mila da 643 mila di dicembre e segnano la seconda contrazione consecutiva. Il calo di gennaio potrebbe essere da attribuire al severo maltempo di inizio anno, anche se la scarsità di offerta e il conseguente continuo rialzo dei prezzi è un persistente fattore di freno dell’attività nel settore immobiliare residenziale.

I mercati azionari hanno iniziato la settimana con rialzi diffusi, moderati in Europa (Euro stoxx +0,6%, Dax +0,4%, FTSE MIB +0,15%), più solidi in USA (S&P e Nasdaq +1,2%). L’audizione di Powell oggi sarà il focus principale: l’aspettativa è che il nuovo presidente sottolinei continuità sul sentiero di “ulteriori graduali rialzi” . I mercati sembrano aver accettato l’idea che ci vorranno più informazioni su prezzi e salari prima di considerare un ritmo più rapido di interventi. I mercati asiatici sono in rialzo questa mattina (Nikkei +1,1%), con l’eccezione di quelli cinesi che risentono delle difficoltà del gruppo assicurativo Anbang e delle modifiche alle regole politiche-istituzionali.

Sui mercati obbligazionari, l’interruzione del rialzo dei rendimenti si è consolidata lunedì, con il T-note a 2,85%, quinta marginale correzione consecutiva dal picco a 2,955% del 21/2. Sui mercati europei, i titoli core sono stati poco variati, mentre il periferico ha registrato una seduta positiva, con il BTP a due anni in area -0,19% e il decennale intorno al 2,01%, in calo di quasi circa 5pb. Lo spread BTP-Bund torna sotto i 140pb. Il mercato europeo ha beneficiato dei commenti di Draghi (v. sopra) che ha ribadito la necessità di avere ulteriori conferme da crescita e prezzi.

I mercati valutari anche ieri si sono mantenuti relativamente stabili, in attesa delle informazioni dalle banche centrali. Le parole di Draghi hanno confermato la linea prudente della BCE, e oggi Powell dovrebbe dare indicazioni analoghe. Il cambio euro/dollaro resta in area 1,23 (1,2330 questa mattina), in un intervallo relativamente limitato da circa una settimana. Anche lo yen è poco variato, marginalmente al di sotto di 107 dal 21/2 (questa mattina,106,84). L’audizione di Powell sarà importante per convalidare la previsione di proseguimento di rialzi graduali, senza strappi, in un contesto di crescita sostenuta e di inflazione ancora molto moderata.

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Analisi tecnica Bce Borsa Economia Finanza Indici

AUTORI:

Intesa sanpaolo studi e ricerche

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