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Weekly Economic Monitor

23/06/2017 17:35

Il punto
Netto calo delle quotazioni petrolifere da inizio anno. Tuttavia, il movimento ci ha riportato soltanto ai livelli che hanno caratterizzato gran parte del 2016. Inoltre, cali dovuti a fattori di offerta sono meno pericolosi per l’economia mondiale.
Secondo alcuni, Brexit avrebbe dovuto distruggere l’Unione Europea e l’euro. Per ora, ha distrutto soltanto la maggioranza del governo conservatore britannico. L’Unione Europea impone il sequenziamento dei negoziati e, intanto, si prepara a lanciare un progetto di difesa comune.

Giappone: la crescita prosegue, prezzi e salari stentano a partire
L’economia giapponese continua a crescere sopra il potenziale ed è ormai in una fase di eccesso di domanda. Nonostante questo, prezzi e salari non accelerano e l’inflazione resterà al di sotto del 2% ancora per molti anni.
Uno dei motivi per la scarsa reattività dei salari è il forte aumento della partecipazione femminile e degli over-65 visto negli anni recenti. Ora però sono pressoché esaurite le riserve di potenziale forza lavoro necessarie per sostenere una crescita del PIL vicina all’1% nei prossimi anni. I salari potrebbero ripartire nei prossimi trimestri, alimentando la domanda finale e l’inflazione.
Le politiche economiche restano espansive. La BoJ ha ribadito che l’uscita è lontana, alla luce del sentiero estremamente lento dell’inflazione.

I market mover della settimana
Nella zona euro, il focus sarà sui dati di inflazione. Ci aspettiamo un calo all’1,2% nell’eurozona, a 1,3% in Germania, a 0,9% in Francia, all’1,5% in Spagna e all’1,5% in Italia. Il rallentamento dell’inflazione è spiegato ancora una volta dalla frenata recente del prezzo del greggio, mentre la dinamica sottostante dovrebbe essere stabile all’1,0%. Le indagini IFO, ESI e Istat dovrebbero confermare che la ripresa procede circa al ritmo del mese precedente. La dinamica di M3 potrebbe arretrare a 4,4% per effetto di dinamiche stagionali sfavorevoli.

La settimana ha alcuni dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. A giugno, la fiducia dei consumatori dovrebbe correggere modestamente, restando su livelli molto elevati. Fra i dati di maggio, gli ordini di beni durevoli dovrebbero essere in calo, ma registrare un discreto rialzo al netto dei trasporti; la spesa e il reddito personale dovrebbero essere in aumento moderato; il deflatore core è previsto in aumento di 0,1% m/m. La stima finale del PIL del 1° trimestre dovrebbe subire una marginale revisione verso il basso a +1,1% t/t ann. da 1,2% t/t ann.

Autore: Intesa Sanpaolo Studi E Ricerche
Canale: Weekly Economic Monitor
Servizio: Analisi
Tagged: Economia
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